Alberto Bazzurro

Annata così così, questo 2011 che va ad esaurirsi, con qualcosa di memorabile, e molte proposte non oltre il “buono”. Le assegnazioni delle recenti Targhe Tenco, del resto, stanno in qualche modo a dimostrarlo: a parte Capossela (comunque hors catégorie, proprio come certi GPdM del Tour), solo Roberta Alloisio (che, con tutto il rispetto, non so in quante altre annate si sarebbe portata a casa la targa) ha vinto con un album del 2011. E in effetti qualcosa di per niente male è uscito in autunno: verificheremo al Tenco 2012, sempre che, come tutti (quasi tutti?) ci auguriamo, lo stesso abbia luogo.

Diverso lo scenario in ambito jazzistico, dove una decina e forse più di lavori meriterebbero una menzione (Betti, D’Andrea, Rava, Battaglia, Odwalla, Marcotulli, ecc. ecc.). Ma visto che non ci tengo poi così tanto a riconfermarmi campione mondiale (imbattuto? imbattibile?) dei voti persi, nella mia cinquina ho privilegiato i titoli potenzialmente condivisi(bili), quindi canzone d’autore e non jazz, tranne il disco che guida il gruppo. E che, oltre a essere più o meno un capolavoro, riguarda da un lato (Fresu) un artista largamente “condiviso” (appunto), dall’altro una proposta comunque non di genere (in ogni caso non prettamente jazzistica).

Ecco, sia quel che sia, come il sottoscritto ha votato:

  1. Paolo Fresu / A Filella / Daniele Di Bonaventura -  Mistico Mediterraneo
  2. Vinicio Capossela -  Marinai, profeti e balene
  3. Ennio Rega -  Arrivederci Italia
  4. Gianmaria Testa -  Vitamia
  5. Bonaveri -  L'ora dell'ombra rossa

 

Silvio Bernardi

Voilà: due formazioni veterane del punk e post-punk, Peawees e Not Moving, che tornano a far parlare di sé (anche se i NM con un’antologia). L’ulteriore conferma del talento di una delle migliori band italiane in circolazione, i salernitani A Toys Orchestra. E infine, il nuovo che avanza: l’esordio alt-country dei Green Like July e il sorprendente secondo album dei Waines, la risposta italiana (e che risposta!) ai Black Keys. E molti altri bei dischi (i Verdena, ad esempio) rimangono purtroppo fuori.

  1. Waines -  Sto
  2. Not Moving -  Light/Dark
  3. Peawees -  Leave It Behind
  4. A Toys Orchestra -  Midnight (R)evolution
  5. Green Like July -  Four Legged Fortune

 

Marco Bernardini

Carissimo, Egregio, Illustre Sig. Natale Babbo,

mi ritrovo qui, sul finir dell’anno zeroundici, a dover tirar fuori dal cilindro le migliori uscite discografiche dell’anno che oramai volge al termine. Un anno tutto sommato incoraggiante, che a nomi di comprovata notorietà, aggiunge nuovi portavoce della canzone italiana, i quali fortunatamente e salvo alcuni casi lasciano ben sperare. Le mie scelte, che troverai allegate a questa bizzarra e sbrigativa letterina, vogliono sottolineare un interesse verso un certo tipo di continuità stilistica e coerenza narrativa che, forse sbagliando, esigo di ritrovare all’interno di quello che amo ascoltare, sempre. A questo si aggiunge l’ancor più importante interesse per un tipo di comunicatività artistica sfacciatamente autentica, lontana anni luce da quella che qualcuno in passato chiamò “musica gastronomica”. Ed ecco la mia cinquina, con poche sorprese, molte conferme e due piccoli ma a mio avviso significativi esperimenti, che in qualche modo tendono a tradurre il significato di quel che ti ho spiegato prima: andare a curiosare nel passato, stravolgerlo con educazione, aggiungere valore e nuove modalità stilistiche per riformulare un messaggio tra continuità e innovazione. E non mi sembra poco.

  1. Daniele Silvestri – S.C.O.T.C.H.
  2. Mannarino – Supersantos
  3. Vinicio Capossela – Marinai, Profeti e Balene
  4. Filippo Graziani – Filippo canta Ivan Graziani
  5. London Symphony Orchestra – Sogno N°1

 

Paolo D’Alessandro

2011, L’Anno del Contratto. In attesa di un 2012 che verrà salutato dai posteri come “il nuovo 2008”, per la quantità e la qualità dei nomi in listino, il 2011 si è accontentato di riconfermare con solidità molte delle nuove scoperte degli anni precedenti (Dente, Brunori, etc etc). Ergo, sorvolando sulle numerose delusioni dell’annata, ci si è concentrati sì sulle riconferme più esplosive (Mariposa e BSBE in particolare), geniali (Musica per Bambini, che stranamente non si affaccia in nessuna delle classifiche del settore), o concettualmente promettenti (il monolitico Hermann di Benvegnù). Incoraggiamento ai Thegiornalisti, che rappresentano degnamente le nuove leve che stanno per imporsi sul nostro sempre meno dissestato (e non facciamo le vittime, suvvia) scenario musicale.

  1. Mariposa – Semmai Semiplay
  2. Musica per Bambini – I nuovi animali
  3. Bud Spencer Blues Explosion – Do It
  4. The Giornalisti – Vol. 1
  5. Paolo Benvegnù - Hermann


Veronica Eracleo

Lasciare un segno.
Questi dischi hanno in comune il fatto di avere lasciato il segno non tanto (e, in alcuni casi, non solo) tra i critici musicali, ma tra chi la musica la ascolta col il cuore e va al di là dei soliti nomi noti.
A parte Nada, che è l’unica con una grossa carriera alle spalle, gli altri sono tutti giovani cantautori, diversi tra loro nel genere, ma uniti dalla capacità di saper trasformare in musica le innumerevoli immagini che compongono il puzzle della nostra vita. Da ascoltare.

  1. Davide Ferrario - F
  2. Iotatola - Divento viola
  3. Carlot-ta - Make me a picture of the sun
  4. Nada - Vamp
  5. Francesca Romana - Lo specchio

 

Roberta Genovesi

1.      Dellera - Colonna sonora originale

un cerchio perfetto, un'atmosfera che cambia a seconda del momento in cui lo ascolti, uno dei concerti milanesi più "sentiti" dell'anno proprio agli sgoccioli di questo 2011.

2.      Caparezza - Il Sogno Eretico

con un solo brano è riuscito a scrivere un ideale allegato alla Costituzione Italiana, costruendoci intorno il suo lavoro forse più riuscito.

3.       Brunori Sas - Poveri cristi

un maledetto geniaccio che riesce a farti porre la fatidica domanda “ci è o ci fa” aspettandoti che venga lui in persona a darti la risposta.

4. Verdena - Wow

una scoperta recente arrivata addosso come un vento caldo.

5. Daniele Silvestri - S.c.o.t.c.h.

non foss’altro che per essersi misurato con un pezzo di Gaber, che sembra facile ma non molti ci sarebbero riusciti: lui sì.

Scelte dettate anche dal cuore... sì, perché ogni tanto la musica si può valutare anche a sensazione.

E mai come quest'anno, almeno per me, le sensazioni hanno prevalso sui mille percorsi della mente partiti per troppe direzioni diverse.

 

Daniela Giordani
Il 2011 ha portato tanta bella musica, con tour e festival che lo hanno davvero reso un anno speciale. Nella mia classifica ho privilegiato, tra i tanti bei dischi che ho avuto il piacere di sentire, quelli che hanno deciso di occupare i miei ascolti quotidiani. Wow è per me un disco imprescindibile e perfetto, non solo per chi ascolta i Verdena dal loro esordio: raffinato e geniale, continua ad avere cose da dire, dopo mille ascolti e dopo essere stato portato su decine di palchi. Io tra di noi di Dente  e Semmai semiplay dei  Mariposa  rappresentano invece conferme, nel primo caso, e summae, nel secondo, di percorsi assolutamente fuori dall’ordinario: vedremo che cosa farà la band bolognese (d’elezione) che si trova oggi, di nuovo, senza Alessandro Fiori. 
Io? di Marco Notari e F di Davide Ferrario rappresentano invece due scommesse su giovani artisti che mi hanno impressionato per la loro bravura e per la profondità dei progetti.

  1. Verdena - WOW
  2. Dente – Io tra di noi
  3. Mariposa - Semmai Semiplay
  4. Marco Notari - Io?
  5. Davide Ferrario - F

 

Massimo Giuliano

Ricorderemo il 2011 come l'anno dei "mezzi ritiri" annunciati da Vasco e Guccini, ma anche come l'anno di un ritiro "vero" (o almeno così sembra): quello di Ivano Fossati. L'artista genovese si congeda con un ottimo album e con un tour che, com'era facile immaginare, sta facendo ovunque il tutto esaurito. Il calore del pubblico, poi, è incredibile: andate a uno di questi concerti e ve ne accorgerete. Capossela si conferma un bravo scrittore e non poteva, dunque, non finire nella nostra classifica. Stesso discorso per Mauro Ermanno Giovanardi: Ho sognato troppo l'altra notte? è una gemma da scoprire. Daniele Silvestri, con S.C.O.T.C.H., ha raggiunto la maturità artistica. Jovanotti, uscito a gennaio, ha vinto una scommessa: un disco dance, molto tecnologico (come il relativo tour), in totale antitesi con il precedente Safari... non sembrava un lavoro ammazzaclassifiche, ma alla fine i fatti gli hanno dato ragione, anche - e soprattutto - sul fronte live. Peccato solo per la morte di quel ragazzo, a Trieste, che ha irrimediabilmente vestito a lutto un anno straordinario per il rapper. 

  1. Ivano Fossati - Decadancing
  2. Vinicio Capossela - Marinai, profeti e balene
  3. Mauro Ermanno Giovanardi - Ho sognato troppo l’altra notte?
  4. Daniele Silvestri - S.C.O.T.C.H.
  5. Jovanotti - Ora

 

Laura Gramuglia
Alcuni titoli sono entrati in classifica (pochi), altri sono rimasti fuori (tanti). Non trattandosi dei dischi per l‘Isola deserta va bene così. Non siamo obbligati ad ascoltarli per il resto della nostra vita. Ci hanno però accompagnato per un anno se li abbiamo scelti. Per quattro stagioni sono stati la colonna sonora mentre lavoravamo, chiacchieravamo con gli amici, ci spostavamo in macchina, ci rilassavamo nelle nostre case dopo giornate da dimenticare oppure mentre, divertiti, col sorriso sulle labbra la nostra testa ci impediva di mettere da subito a fuoco il gusto del momento. È una cosa che mi capita spessissimo quella di rimanere a lungo davanti alle casse, come se una potenza fatta di svariati watt e mi tenesse in ostaggio e mi portasse a una difficoltosa e articolata consultazione interna prima di mettere le mani sul disco giusto. Alla fine, quando si trattava di questi cinque, i tempi di ricerca si dimezzavano autonomamente, non c’era bisogno di nessuna analisi approfondita, andavano bene comunque per diversi stati d’animo. Attenzione però, non sono album che nessuno si permetterebbe mai di inserire in playlist easy listening. Non sono dischi facili, di quelli che ti trovi a canticchiare al risveglio o sotto la doccia. Nessuna melodia rimane in testa e forse è proprio quello il bello. E’ proprio quello il motivo che spinge al ripetuto ascolto, in cerca ogni volta di un dettaglio, di una particolare che renda loro nuova vita e la possibilità di restare a portata di mano, senza nemmeno in po’ di polvere a sfumarne gli angoli.

  1. Pineda – Pineda
  2. Zoolchestra – Zoolchestra
  3. Buzz Aldrin – Buzz Aldrin
  4. Vinicio Capossela – Marinai, Profeti e Balene
  5. Dellera – Colonna Sonora Originale

  

Francesca Grispello

Cinque dischi. Cinque come le dita di una mano, un buon numero per una manciata di progetti mai mediocri o banali.

Questi e molti altri artisti hanno impegnato e nutrito un anno intero mi continuano a confermare che c'è della magia in quest'arte, una magia inspiegabile. Una musica fresca che si evolve e cresce,  musica che ti si attacca addosso e diventa parte di te.

Nonostante i nodi significativi che movimentano il mondo della musica - la liquidità, il mercato e tanto altro - la buona musica c'è, ed è emozionante lasciarsi scoprire ogni volta da questo pensiero.

Il bilancio di un anno è sempre positivo quando ti rimane qualcosa e questo 2011 fatto di crisi e mancata crescita, mi ha visto anche festeggiare il mio primo anno all'Isola della musica italiana - grazie ragazzi!

Pane – Orsa Maggiore
Alessandro Tombesi - Barene
Garden Wall - Assurdo
Nakitirando - Andhira
Pineda - Pineda

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