... A BRUCIA PELO

Paolo Pallante risponde alle domande de L'ISOLA

1) Quale ritieni sia “l’arma segreta” della vostra proposta musicale?

Non ho fatto il militare. Mi sono, “per fortuna”, rotto un ginocchio e Pesaro non mi ha mai visto arrivare né scendere dal carro bestiame. Odio le armi e l’unica che ho avuto era una cerbottana auto costruita a tre canne quindi, a riguardo, sono sprovvisto. Forse questo spiega alcune cose.

 

2) Se non vinci Sanremo entro i prossimi tre anni, hai già pronto un piano B?

Sono già al piano “E” come “E mo’ che faccio”? “E” per il vero, Sanremo, è lui che non fa per me.

 

3) Quali sono i tre dischi di musica italiana che porteresti su un'isola deserta?

Susaphonix di Mauro Ottolini 

L’orchestra del Titanic  di Bollani Salis

alla dogana farei passare per italiano Wes Montgomery  dicendo che si chiama Vincenzo Cappotto in arte Montgomery, per portare “So much guitar!”.

 

4) Qual è, nel 2010, il tuo artista italiano di riferimento?

Tutti i giovani talenti infognati e non riconosciuti che ascolto nei pub, locali, e postacci vari. La loro forza è il mio riferimento. La loro purezza non vincolata dalle major e dal mercato è la mia speranza di vedere nuovamente qualcuno scrivere un album come “Creuza de ma”.

 

5) Tre tappe fondamentali del tuo/vostro percorso artistico.

Mia sorella che ha comprato una chitarra classica per poi abbandonarla dietro al mio letto.  Mio padre e mia madre che mi hanno seguito anche se non sapevano dove stessi andando.  Carl Palmer e Richie Kotzen e il tour fatto aprendogli i concerti chitarra e voce in Europa perché mi ha ridato la fiducia che gli italiani mi avevano tolto.

 

 

 

Paolo Pallante_myspace

 

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