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20 novembre: giornata mondiale per l'infanzia

 

L’anno prossimo, nel 2019, compirà trent’anni la ‘Giornata internazionale per l’infanzia e l’adolescenza’. Già, perché esattamente il 20 novembre del 1989, nella sala delle Nazioni Unite, L’Unicef portava all’attenzione del mondo il diritto di ogni bambino ad essere ‘felice’. O, se questo aggettivo può sembrare utopistico, diciamo almeno che l’intento era - ed è ancora oggi - quello di far vivere con serenità questo passaggio cruciale nella vita di ogni essere umano. L’esperienza dei primi cinque, dieci anni di vita, segna per sempre il carattere e la personalità e quindi dovrebbe essere inutile sottolineare come un’infanzia infelice potrà portare solo rancore una volta diventati adulti. E così da quel 1989, questa ricorrenza (chiamarla festa ci sembra ridicolo) voluta e sostenuta dall’Unicef, ha coinvolto un numero sempre maggiore di paesi – in Italia è stata recepita nel 1991 – fino a diventare un momento di riflessione collettiva in oltre 190 nazioni.
E anche l’Italia ogni anno cerca di fare la sua parte, con numerose iniziative, trasmissioni radio televisive, eventi, presentazioni di libri, di dischi, video, eccetera. E a tal proposito ci sembrava questa l’occasione più adatta per presentare un bel video che tratta questa tematica e nello specifico il dramma dei bambini che conoscono l’orrore della guerra non solo come vittime, ma ancora troppo spesso come assurdi protagonisti sui campi di battaglia. Lo spunto nasce da una canzone datata 1991, Pitzinnos in sa gherra ('Bambini nella guerra' in lingua sarda), scritta da Gino Marielli, chitarrista dei Tazenda e da Fabrizio De André. Una canzone portata a Sanremo proprio dai Tazenda (ricordiamo anche il tastierista Gigi Camedda, terzo componente storico del gruppo insieme al compianto Andrea Parodi alla voce) e che pur arrivando a metà classifica toccò il cuore di molte persone. Oggi, a distanza di tanto tempo, la cantautrice Patrizia Cirulli la ripropone in una versione molto intima. Il risultato è un brano che nulla toglie alla versione originale, anzi, qualcosa aggiunge. Infatti, molta della magia che si respira ascoltando il brano e guardando il video, si deve allo splendido lavoro sul bouzouki fatto fa Giorgio Cordini, uno che fa parlare ogni strumento a corda e dal basso di Max Gabanizza, capace di colorare con il suono fretless ogni passaggio, rendendolo avvolgente. Su tutto arriva poi la voce della Cirulli a completare l’opera. Ma, detto questo, è il messaggio profondo del brano che vogliamo portare all’attenzione in una giornata come questa, di come sia ancora aperta la ferita che costringe parte dell’umanità a servirsi di bambini per fare una guerra, dieci guerre, mille stupide guerre.

                           - clicca e vedi il video di Pitzinnos in sa gherra -

Realizzato dal giovane regista sassarese Gianpaolo Stangoni, il video riesce a trasformare parole cariche di dolore in qualcosa che diventa speranza, una speranza di cambiamento che si condensa nelle immagini finali esaltate dai bellissimi colori di questa terra.

Uscito in anteprima su Ansa.it a metà ottobre e presentato durante il Premio Parodi di Cagliari ai primi di novembre, il video di Pitzinnos in sa gherra versione 2018 (che ha avuto anche il patrocinio della Fondazione Andrea Parodi) sta riscuotendo ampi consensi e accentua ulteriormente la forza espressiva dell’artista milanese. Ricordiamo che questo brano è inserito in “Sanremo d’Autore”, album edito da Egea Music e giunto nella cinquina del Premio Tenco 2018 sezione Migliore Interprete. Un lavoro curatissimo (con Lele Battista a fare da regista e supervisore musicale del progetto, qui in una foto con Patrizia) che recuperava brani passati per il festival ma che non avevano avuto un riscontro immediato dalle giurie. Tra i brani che sono contenuti nell’album Lei verrà di Mango, 1950 di Minghi, Ciao amore ciao di tenchiana memoria (qui in una versione acustica piano-voce con il Maestro Vince Tempera), Rosanna di Nino Buonocore e molte altre. Ci sono anche le “ovvie” Donne di Zucchero, ultima nel 1985 e qui riproposta da Patrizia con Danilo Vignola, massimo esponente italiano dell’ukulele e Vita spericolata di Vasco, che sull’album occupa la prima traccia, due minuti di ‘solo’ Vince Tempera al pianoforte, un omaggio senza aggiungere il canto per una melodia tanto potente quanto riconoscibile da pochi tocchi. Tra gli altri brani presenti segnaliamo anche i due che sono diventati due video e utilizzati come lancio per l’album. Il primo è Un altro posto nel mondo, perla assoluta di Mario Venuti (scritta insieme a Kaballà) del Sanremo 2006 che non entrò in finale e che qui Patrizia canta con Venuti stesso (vedi il video); per la cronaca, quell’edizione la vinse Povia e Anna Tatangelo terza, così per dire. Il secondo pezzo scelto per diventare video è Il tuo amore, presentato da Bruno Lauzi nella sua prima ed unica partecipazione a metà anni Sessanta. Il video del brano (clicca qui) è stato girato a Roma con la partecipazione di Sergio Cammariere, che con il suo tocco personalissimo di pianoforte rende attuale una canzone di oltre cinquant’anni fa. Ed ora questo video, il terzo, che conferma anche visivamente di come Patrizia Cirulli sia una delle artiste e delle voci più preziose che abbiamo in Italia.





 

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