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Addio a Claudio Rocchi, Musicista e Poeta

MILANO - Claudio Rocchi, personaggio schivo, eppure fondamentale, nell'ambito del rock italiano, se ne è andato. Aveva 62 anni e da tempo soffriva di una malattia degenerativa, che aveva annunciato lui stesso, con straordinaria serenità, attraverso la sua pagina Facebook. "Dopo vari accertamenti a tutto campo, il quadro clinico è fissato", scriveva il 25 maggio scorso. "Patologia non reversibile che innesta la perdita d'uso degli arti inferiori sulla patologia ossea degenerativa. Sono ultra fragile, e devo stare praticamente a letto evitando movimenti di ogni genere che potrebbero, nel caso di un'invasione midollare più alta del D11 odierno, pregiudicare anche l'uso degli arti superiori. Non male, vero, per mettere alla prova il buonumore? Sappiate che il buonumore tiene, la Coscienza pure e il libro è iniziato stamane...". Si riferiva alla sua autobiografia "La settima vita".

Claudio Rocchi era il bassista degli Stormy Six all'epoca in cui realizzarono il loro primo album nel 1969.

Successivamente scelse la carriera solista esordendo nel 1970 con Viaggio, album totalmente acustico, che vede la partecipazione di Mauro Pagani al flauto e al violino: l'album ottiene il premio della critica discografica oltre a buoni riscontri di vendite, grazie anche agli spazi radiofonici che il cantautore trova nella trasmissione Per voi giovani, ideata da Renzo Arbore e condotta da Paolo Giaccio, Mario Luzzatto Fegiz e Carlo Massarini. Il disco d'esordio contiene già una canzone di alto livello compositivo e poetico, La tua prima luna, destinata, come scrive Walter Gatti nell'antologia dedicata alle migliori canzoni italiane Cosa sarà, "ad entrare nel novero delle più autentiche canzoni generazionali degli anni settanta, per quel suo racconto di spaesamento e ricerca di identità che era di gran parte della gioventù italiana di quel decennio". Dello stesso anno è la sua partecipazione a una esibizione collettiva organizzata dal "Teatro Giovani" di Cino Tortorella al Teatro dell'Arte di Milano: "Il fatto è".

Ma è il secondo album, Volo Magico n. 1 del 1971, che è considerato dalla critica il suo migliore, in virtù di una sorprendente maturazione sul piano musicale con qualche equilibrata concessione a stilemi tipicamente rock e con un valido gruppo di musicisti tra cui spicca alla chitarra elettrica un giovanissimo Alberto Camerini, allora semplice session-man.

L'album contiene una suite che occupa l'intero lato A, caratterizzata da un ipnotico crescendo, mentre la seconda facciata contiene tra gli altri forse il suo brano-manifesto, il brevissimo ma pregnante La realtà non esiste.

L'anno successivo pubblica La norma del cielo, Volo Magico n. 2 un altro bel lavoro, per metà tratto dalle stesse session del disco precedente e tre nuovi brani: Lascia Gesù, L'arancia è un frutto d'acqua e La norma del cielo.

L'album del 1973, Essenza, viene realizzato in larga parte improvvisando in studio, sull'onda delle emozioni ed esperienze riportate dal viaggio in India dell'anno precedente. Da notare la partecipazione all'album di Elio D'Anna (Osanna) al flauto e Mino Di Martino (ex Giganti) alla chitarra acustica.

Nel 1974 pubblica Il miele dei pianeti, le isole, le api, realizzato con i membri del gruppo Aktuala e il percussionista indiano Trilok Gurtu.

Nella seconda metà degli anni 1970, con album quali Rocchi e Suoni di frontiera, viene abbandonata la dimensione canzone, per avvicinarsi all'uso dell'elettronica e della sperimentazione. La sua performance dei tempi era Mirage (7 vie per un traffico di informazioni). Sul finire del decennio ritorna alla forma canzone con A fuoco del 1977 (in cui tra i musicisti vi è il contrabbassista jazz Marco Ratti) e Non ce n'è per nessuno del 1979, coprodotto da Paolo Tofani (Area).

Rocchi, oltre che musicista, è stato spesso conduttore radiofonico in programmi Radio RAI: oltre al già citato Per voi giovani (Radio 2), Pop Off (Radio 2), Radio Starship (Radio 2), Ognidove (Radio 1), Margherite, storia e sogni (Radio 2), Chi, cosa, dove, quando (Radio 1/Sardegna).

È stato inoltre un attivo pacifista e ha aderito all'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna, collaborando con Paolo Tofani e conducendo programmi radiofonici vaishnava, fondando e dirigendo il network nazionale RKC (Radio Krishna Centrale).

Uscitone nei primi anni novanta, ha partecipato attivamente alla rifondazione della rivista underground Re Nudo, ha pubblicato la raccolta di poesie visionarie Le sorprese non amano annunciarsi: sono un gruppo rock di fanciulle, suonano nude e sono bellissime, e partecipato al film di Franco Battiato Musikanten.

Nel 1994 pubblica l'album Claudio Rocchi (Lo scopo della Luna), con quasi tutti gli antichi amici del giro milanese - Fabbri, Tofani, Pagani, Calloni, Belloni, Camerini, Bardi -, duettando con Alice nella canzone L'umana nostalgia. Successivamente, produce I think you heard me right, collezione di outtakes inediti che attraversano la sua lunga carriera e le diverse fasi di linguaggio dal 1969 al 1997. Ancora successive le riedizioni elettroacustiche di Sulla soglia dove rivisita con Francesco Casarini e Stefano Tamiazzo suoi masterpieces. L'unica vera raccolta ufficiale è Visioni Prima. È del 1997 la compilation Sacred Planet, viaggio trasversale nel sacro/magico/sciamanico musicale planetario. Nel 1999 fonda e dirige per tre anni, in Nepal, a Kathmandu, la prima radio indipendente nazionale "The Himalayan Broadcasting Company" (HBC).

Nel 2003 scrive e dirige il film Pedra Mendalza.

Il CD con la colonna sonora del film contiene soprattutto composizioni di Rocchi ma anche collaborazioni come La superficie delle cose di Fabrizio Coppola brani di Terje Nordgarden, Roberto Dellera, Sandro Mussida.
Ha prodotto vari cortometraggi ("Blog on Rimbaud", "Psychodoors & Flowers", "Per motivi tecnici le trasmissioni sono sospese") e, per RaiSat, la serie televisiva Milano Music Magazine".

Nel 2011, due nuove uscite: Claudio Rocchi & Effervescent Elephants, nato dalla collaborazione con la band psichedelica vercellese, ed il suo 19º, e penultimo album solista, In alto, pubblicato dalla storica etichetta Cramps Records.

VB23/Nulla è andato perso, progetto, al quale ha lavorato con Gianni Maroccolo, sarà l’ultimo disco di Claudio Rocchi, uscirà presto ma comunque dopo la sua morte, avvenuta poche ore fa a Milano...

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