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Collisioni 2019 - Il Festival AgriRock

Nel primo weekend di questo caldissimo (ma anche imprevedibile) luglio 2019, prende vita uno degli appuntamenti più attesi per gli amanti di cultura e musica. Parliamo dell’11ª edizione di COLLISIONI, il grande festival che si tiene a Barolo. Siamo nelle valli del cuneese, una terra da sempre votata al rispetto dell’agricoltura e conosciuta nel mondo per i pregiati vini che si producono dai filari curatissimi che fanno da cornice a questo piccolo paese di neanche mille anime e dominato da un Castello imponente, frequentato per un certo periodo anche da Silvio Pellico.



Ma venendo al programma di questa edizione 2019, come sempre la volontà degli organizzatori è quella di creare eventi di forte impatto mediatico, mischiando però iniziative che approfondiscano tematiche più legate al territorio e all’attualità con interviste, incontri, presentazioni di libri, insomma far vivere in maniera piena le giornate del festival, dislocando i vari appuntamenti in più luoghi fisici (dando il nome di un colore a diverse piazze della cittadina), per far sì che sia tutto il paese ad essere coinvolto e non solo la classica zona concerti come avviene nella stragrande maggioranza di manifestazioni di questo tipo.

Proprio per questa specificità, seguire tutti gli incontri, i concerti, gli showcase è quasi impossibile (se poi qualcuno, come chi scrive, vuole anche documentare con servizi fotografici allora la richiesta di pass specifici è roba da togliere il fiato….).
Qui di seguito vi riportiamo, senza una cronologia specifica, un po’ di ricordi e di immagini di questa edizione targata 2019.

Articolo e servizio fotografico a cura di Angela Perri

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CORONA - PEDRINI
Partiamo con Mauro Corona, che nel suo intervento ha presentato il nuovo romanzo “Nel Muro”, analizzando il delicato tema della violenza sulle donne e sottolineando l’importanza della denuncia. Lo scrittore ci racconta che nel suo libro ha voluto mettere in evidenza “la parte oscura di noi, il lato di tenebra che tutti abbiamo”. Nel romanzo si racconta la storia di un uomo che aveva capito di essere un “pericolo” e per questo si rifugia in una baita di famiglia. Una storia di dolore e di violenza in cui anche la scrittura procede dura e senza metafore.
Insieme a lui sul palco il musicista Omar Pedrini che ha parlato del suo libro “Angelo Ribelle”, in cui l’artista racconta la sua vita in modo molto personale e intimo, il percorso di un uomo che vive la vita assaporandone ogni istante fino in fondo. Il cantautore ha elaborato un’interessante riflessione sulla natura, sulla bellezza delle dolci colline, che regalano ai presenti i pensieri migliori… E conclude il suo intervento affermando che “La bellezza del mondo è quando c’è un perfetto equilibrio tra l’uomo e la natura”. Frase che ci sembra perfetta per chiudere il proprio intervento, soprattutto se pensiamo che “Il Festival AgriRock” è il sottotitolo di questa manifestazione.

 

MAURIZIO CARUCCI
Frontman e leader degli Ex-Otago, band rivelazione dell’ultimo Festival di Sanremo, Maurizio Carucci ha presentato il suo nuovo progetto “Appennino POP”, un documentario in cui racconta e ci permette di scoprire le zone più remote dell’Appennino.
Nell’intervista ha confessato di un suo malessere di cui non capiva la provenienza: si è reso conto, all’età di vent’anni, che la città non faceva per lui, lo faceva star male. L’artista, infatti, sin da piccolo ha sempre amato il contatto con la natura e attualmente – dove e quando è possibile intervenire con azioni dirette e concrete - si occupa in prima persona di proteggerla e valorizzarla. Per questo si è trasferito prima nell’entroterra ligure, poi ha creato un collettivo agricolo chiamato “Cascina Barbàn” in cui si produce cibo e vino di qualità.
Tornando invece a parlare di musica, il tour estivo degli Exotago dal titolo ‘La notte chiama’, vede la partecipazione di Izi, trapper molto stimato del collettivo Wild Bandana, definito “La quinta essenza del rap genovese”. Il cantautore ha raccontato che con Izi si è creato subito un bel feeling, e che la collaborazione è nata senza un vero e proprio programma, semplicemente per dare un tocco di freschezza ad una canzone che è già uscita da qualche tempo.

 

SAMUELE BERSANI
Torna - a grande richiesta, come si dice nelle occasioni importanti – dopo tre anni al Festival di Collisioni, Samuele Bersani. E lo fa per presentare il suo nuovo album, dopo qualche anno di silenzio discografico. Nella Piazza Blu di Barolo il cantautore si è confrontato con Ernesto Assante ed ha raccontato che da ben sei anni non esce con album di inediti, a causa di vicende private, ma che ora ha il desiderio di “raccontare in musica, attraverso le parole, quello che sente”. Il disco uscirà a gennaio, Bersani ci sta lavorando da circa due anni, ma dopo tanta fatica – parole sue - è soddisfatto dei risultati e non vede l’ora di “stare in mezzo alla gente” e iniziare il tour di concerti. L’artista ha confessato di essere molto più in equilibrio con sé stesso oggi, rispetto al suo esordio quando aveva ventun anni, ma nello stesso tempo si considera fortunato per non aver perso la curiosità, dote innata sin dalla giovane età. E conclude l’intervista raccontando proprio dei suoi inizi, di un’avventura straordinaria legata all’incontro con Lucio Dalla. Quel che ne esce dal suo ricordo, è che Samuele era un ragazzo determinato, che si presentò ai provini a Bologna per cercare di incontrarlo, ma in quella occasione non riuscì a fargli ascoltare nessuna canzone. Volendo però concretizzare il suo desiderio, fece in modo di incontrare di nuovo Dalla alle prese con il video di Denis (brano inserito nell’album ‘Cambio’ del 1990) e lo raggiunse al Cocoricò di Riccione. Questa volta riuscì a far sentire “’Il mostro, che commosse il grande Lucio a tal punto da invitarlo a cantare con lui nel suo tour.

 

DANIELE SILVESTRI
Grande ritorno a Collisioni anche per Daniele Silvestri, un incontro dove ha potuto raccontare la sua visione dell’arte e della musica. L’artista ha parlato ovviamente anche del nuovo album dal titolo “La terra sotto ai piedi”, raccontando di quanta passione ci sia dentro quel lavoro ma soprattutto di quanto si sia messo in discussione ascoltando nuova musica e confrontando le sue idee anche con i due figli adolescenti.
L’artista romano afferma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che non esiste la ricetta vera per un cd di successo, fondamentale per lui invece è il modo di scrivere e il rapporto con gli altri che inevitabilmente ha il suo peso e condiziona non poco il risultato finale. Il disco viene presentato come “maestoso e contemporaneo”, ed ogni canzone singolarmente può diventare importante, come tanti mattoni di una costruzione più grande. Nell’intervista Daniele Silvestri parla del lavoro precedente come una sorta di “punto d’arrivo”, e proprio per questo ne “La terra sotto ai piedi” le basi sono all’incirca all’opposto. Ma questa sorta di scommessa è stata possibile grazie alla collaborazione dei suoi musicisti, che, come lui, desiderano mettersi in gioco e crescere insieme.
Unico paragone tra il nuovo disco e i grandi cantautori italiani viene da lui individuato con Lucio Dalla. "Nella musica di Lucio Dalla ci sono tutti i motivi per cui io ho iniziato a fare canzoni, ma anche la capacità cinematografica di dare voce ai personaggi delle sue storie, farceli vedere. E poi, la libertà di comporre versi e portarli dove voleva".
Il cantautore conclude con una riflessione sulla vita, come un’alternanza di gioia e dolore, ma anche di divertimento e cose serie. Nelle sue canzoni non può mai mancare l’ironia, da lui stesso definita come una dote che si può coltivare e che permette all’uomo di far sentire la propria voce, senza mai cadere nel luogo comune. Un messaggio, infatti, se fatto con ironia, viaggia molto più lontano, diventa una vera e propria arma per rompere gli schemi.

 

IRENE GRANDI
Molto coinvolgente anche l’incontro con Irene Grandi, che ha presentato al pubblico il suo ultimo lavoro, in un dialogo nella piazza Rosa di fronte al Castello di Barolo. L’album, dal titolo “Grandissimo”, è uscito a maggio di quest’anno per festeggiare i suoi 25 anni di carriera e quindi ha naturalmente un significato particolare nella sua discografia. La cantante ha rivelato che quando lavora ad una canzone si immerge completamente in quel momento, così come durante un concerto… Afferma anche che per lei è proprio questo il segreto per la felicità: non anticipare mai i tempi che devono venire né pensare a quelli passati, ma vivere il presente.
Di fronte alla domanda del giornalista su quale sia la canzone che la emoziona particolarmente, ogni volta che la canta, Irene Grandi risponde con certezza “Prima di partire per un lungo viaggio. È un brano che non ha bisogno di gridare ma dice le cose in modo chiaro e semplice, con il suo messaggio così intenso. Parole semplici che arrivano dritte al cuore". La cantautrice toscana, inoltre, ha allietato il pubblico con alcuni dei suoi brani più amati in versione acustica, in particolare la già citata Prima di partire per un lungo viaggio, ma anche Lasciami andare e Bruci la città, splendida canzone del 2008 scritta in collaborazione con Francesco Bianconi.

 

DIODATO
Artista di talento con un solido e coerente percorso musicale, Diodato negli anni si è affermato come performer carismatico, capace di incantare con le sue doti vocali e la sua presenza scenica.
Il cantautore tarantino in questa occasione ha coinvolto il pubblico in una riflessione sulla fine di una storia d’amore e ha anche presentato il suo ultimo singolo Non ti amo più uscito sul web a fine giugno e che insieme a qualche altro singolo già uscito o che uscirà subito dopo l’estate, darà vita al nuovo album, previsto per l’autunno di quest’anno.
Che in una vita intera – racconta Diodato – chi ha avuto la fortuna di amare e di essere amato ha probabilmente avuto anche la sfortuna di non amare più o di non essere più amato. È un gioco che si ripete, in continuazione, fino a che non ci si sente troppo stanchi per dirselo ancora, per continuare a giocare, per ricominciare daccapo. Questa non è una storia vera, almeno non una soltanto”.

 

PAOLA TURCI


Altra cantautrice di peso nel programma 2019 di Collisioni Festival. Paola Turci non è la prima volta che viene invitata sul palco di questa manifestazione e questo volta lo fa parlando del suo ultimo album “Viva da Morire”, in cui racconta ostacoli della vita, attraverso metafore e immagini poetiche. L’artista romana, nell’intervista in Piazza Verde, ha ripercorso i momenti salienti della sua carriera, a cominciare da Bambini, canzone del 1989 a cui è particolarmente legata e con cui ha vinto, per la terza volta consecutiva, il premio della critica a Sanremo (categoria Emergenti).
Momento di grande emozione quando ha rivissuto gli attimi dell’incidente di cui è stata protagonista anni fa, grazie al quale ha confessato ai suoi ascoltatori di aver imparato a vivere, godendo per ogni istante di felicità. Con la sua chitarra, che la accompagna da ben diciannove anni nei tour in giro per l’Italia, dopo aver lungamente parlato della Fondazione Rava, di cui è testimonial da molti anni, ha regalato in versione unplugged Bambini e Volo così

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