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Domenica 6 aprile Claudio Lolli Trio all'Auditorium. In apertura Simone Avincola

Sono passati ormai due anni dall’ultimo concerto di Claudio Lolli nella capitale e, per ritornare, lo storico cantautore bolognese sceglie l’Auditorium Parco della Musica. La serata è quella di domenica 6 aprile e, come spesso accade nei suoi concerti, ad affiancarlo ci saranno Nicola Alesini ai fiati e il fido Paolo Capodacqua, chitarrista nonché arrangiatore di quasi tutti i pezzi degli ultimi anni (qui insieme in una vecchia foto). Pur non potendo dire che Lolli è sulla “cresta dell’onda” da oltre quarant’anni (il suo primo album, Aspettando Godot, è del 1972…), possiamo però dire che questo fine affabulatore ha vissuto momenti di notorietà in tutti gli anni Settanta e metà degli Ottanta per poi defilarsi lentamente, ma non dalla discografia, visto che la sua produzione contempla più di una ventina di album, a cui vanno sommati a svariati saggi, libri (come nel caso del suo ultimo romanzo epistolare ‘Lettere matrimoniali’. Oltre ai suoi album storici di inizio carriera (il già citato album d’esordio uscito nel ‘72, Un uomo in crisi….. del ’73, Canzoni di rabbia del ’75 e Disoccupate le strade dai sogni, uscito nel ’78) meritano un menzione particolare Viaggio in Italia del 1998 (uscito per la Hobo di Mimmo Locasciulli), Dalla parte del torto (2000), La scoperta dell’America (2006) e Lovesongs, raccolta delle sue più belle canzoni d’amore, uscito nel 2009.

Non abbiamo volutamente ancora citato l’album Ho visto anche degli zingari felici uscito nel 1976, solo per ricordare che questo lavoro fu ripreso magistralmente da Claudio Lolli e dal gruppo calabro-bolognese del Parto delle Nuvole Pesanti che, nel 2003, ne fecero una riedizione in chiave folk-rock (qui nella foto  la copertina della 'nuova' edizione). Un disco, quest’ultimo, che riusciva a non disperdere nulla della sua forza propulsiva insita nei testi (con la voce di Claudio ancora calda e bellissima), ma che aggiungeva uno stuolo di arrangiamenti efficaci e capaci di modernizzarne la portata complessiva del lavoro originale. Il disco uscì per l’etichetta Storie di Note che aveva iniziato la collaborazione con Lolli nel 2000 producendogli l’album Dalla parte del torto. Un’esperienza unica quella di Storie di Note, portata avanti tra mille difficoltà da Rambaldo Degli Azzoni, una delle eccellenze che ormai da molti anni lavora sulla musica italiana, valorizzando molti artisti legati alla canzone d’autore ma non solo, tra cui ricordiamo almeno il grande lavoro fatto con Pippo Pollina.

Quindi una grande serata quella del 6 aprile all’Auditorium, di quelle per cui vale la pena spendere la parola “speciali”, perché Claudio Lolli saprà portare il suo carico umano e il peso culturale - e per certi versi politico - dei suoi quarant’anni di musica vissuti senza compromessi (qui a fianco in una foto degli anni Settanta), con una manciata di canzoni ancora terribilmente attuali che sapranno coinvolgere le nuove generazioni così come commuovere gli ascoltatori storici. Ci sono storie che passano così come sono venute, e storie che restano, facendo la Storia. Claudio Lolli sicuramente appartiene al secondo dei due casi. Così, le sue canzoni e le sue bandiere le ritroviamo ancora, chiare, ad indicarci la strada delle utopie e dei sogni, che con la passione e la coerenza si possono ancora realizzare... 

Il concerto 'Claudio Lolli Trio' si presenta come una narrazione, una sintesi molto personale di forma-canzone classica e reading poetico. Il grande interplay dei musicisti (straordinario il lavoro ai fiati di Nicola Alesini così come la padronanza ritmica e d'arpeggio di Capodacqua) consente un canovaccio ogni volta cangiante che, partendo dai punti fissati dalla poetica di Lolli, si espande e dilata in territori musicali imprevisti, ma sempre intensi ed evocativi. All'interno di questo percorso troveranno posto canzoni d'amore, canzoni di lotta degli anni ’70, brani della sua produzione più recente e anche alcuni brani inediti. 

Ad aprire una serata così particolare è stato chiamato il giovane Simone Avincola (www.simoneavincola.it), cantautore romano definito più volte e da molti come “il primo della nuova generazione dei cantautori ribelli”. Da pochi mesi ha pubblicato un nuovo lavoro discografico, Così canterò tra vent’annimolto ben accolto dalla critica. Il disco, che ha visto la partecipazione anche di Freak Antoni, raccoglie gran parte delle canzoni che ha scritto negli ultimi tempi, e segue il solco della tradizione cantautorale romana rievocando i grandi del passato usciti dal mitico Folk Studio come Antonello Venditti e Stefano Rosso. E proprio di Stefano Rosso, trasteverino doc, Simone Avincola è uno dei più autorevoli estimatori musicisti e dopo la sua morte, avvenuta a Roma nel 2008, ha portato avanti con tenacia e dedizione il suo repertorio e la sua memoria, con un film documentario e con i tanti concerti in cui ha ridato dignità e nuova vita a canzoni che altrimenti sarebbero rimaste solo "ricordi" di un passato storico.

Un evento in coproduzione Auditorium/Fondazione musica per Roma e Helikonia/produzioni musicali-Roma


Evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/642498512488616/permalink/642953922443075/

 



CLAUDIO LOLLI TRIO

Domenica 06 aprile 2014

Auditorium Parco della Musica

V.le Pietro De Cubertin, 30 - Roma

 

In apertura: SIMONE AVINCOLA

 

Inizio ore 21.00

 

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INFO BIGLIETTI:

Posto unico: 15.00 euro 

Prevendita: 892982 -
oppure Online su www.auditorium.com alla pagina Biglietti

 

Riduzioni: Parco della Musica Card, giovani fino a 26 anni, over 65 anni, American Express, Feltrinelli, Carta Per Due, Interclub, ACI, Bibliocard, Carta Giovani, Arion Card, CTS e Cral convenzionati

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