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Nuovo disco per gli Acustimantico

Sabato 14 gennaio grande ritorno live degli Acustimantico, la band romana che dopo aver segnato positivamente la nuova scena italiana di inizio anni Duemila aveva scelto di spargere creatività artistica ...

"La capanna dello zio rock", Omar Pedrini riparte dal suo primo "best of"

Pedrini ha commentato così l'iniziativa: “L'azienda è celebre per questo tipo d'iniziative e ogni tre anni, dedica una bottiglia ad un'artista, lo hanno già fatto con Facchinetti, Faletti e il grande Bruno Lauzi, che ha inaugurato questo progetto. Ho deciso di accettare anche io perchè da buon rocker sono un amante del vino, ma soprattutto della terra, che raccoglie da sempre emozioni, colori e che ogni giorno offre al mondo un piccolo miracolo con i suoi frutti. Il vino ha a che fare con l'arte, la memoria e la terra. Riguardo invece alla raccolta “La capanna dello zio rock”, Omar ha risposto così alle nostre domande: “La raccolta mi proietta decisamente verso il futuro, ma come sempre per me il futuro è domani, viste le mie condizioni di salute. Ho deciso di guardare al passato con curiosità e per avere quarant'anni, devo dire che di cose ne ho fatte parecchie. Agli inizi, con i Timoria, la gente ci guardava male, perchè stavamo fondando il rock italiano e da una parte neanche noi ce ne rendevamo bene conto. Io penso di essere stato sempre molto coerente nella mia vita, ci sono stati momenti felici e meno felici, ma ho avuto sempre le idee chiare e sapevo dove volevo arrivare. Questo album è dedicato a mia madre, che era una hippie e che mi ha cresciuto in mezzo alla natura ascoltando Guccini e altri grandissimi cantautori. Parlando delle sue vicende private, Omar si è raccontato così: “Dopo l'operazione al cuore, la morte di mia madre e la separazione, mi ero addirittura ritirato in un monastero. L'aneurisma mi ha insegnato a non usare più “schifezze”, anche se poi ho scoperto che era una questione genetica e non tanto di stile di vita. Di una cosa ero felice però, (una volta andato in coma e chiusi gli occhi) e cioè che quello che dovevo dire io lo avevo detto a tutti, perchè bisogna vivere come se ogni giorno fosse l'ultimo. Sulla situazione musicale di oggi Omar ha commentato così: “La scelta della Carosello Records per me, è stata una scelta intelligente. Oggi, con le etichette indipendenti, c'è più possibilità per i giovani di fare musica e di farsi conoscere, soprattutto grazie a internet. Per noi, vent'anni fa, non era così facile, abbiamo fatto la vera gavetta, a volte suonavamo anche gratis, ma lo facevamo volentieri. Oggi sappiamo anche però che i piani manageriali delle case discografiche, fanno dei contratti a termine di un anno e poi fanno spazio subito ad artisti nuovi. Poi ci sono i talent show, che sfornano anche delle belle voci, ma dopo un anno, come dicevo, c'è già una nuova edizione e il cantante precedente viene subito dimenticato.”

 

 

Parlando del suo best of e dei possibili live in programmazione, Omar ha detto: “Farò dei live in giro per l'Italia, in dei piccoli club, ho già fatto delle prove e la mia voce e il mio cuore reggono. Nel disco ho scelto di cantare anche i brani che erano eseguiti da Francesco Renga, vedremo che ne penserà la critica. Ho scelto le tracce più famose, quelle più belle, ma anche dei brani meno conosciuti, un po' per accontentare tutti insomma. Dopo l'incidente avevo scritto “Schock” e anche “La follia”, che in teoria doveva essere per Vasco, ma poi mi hanno detto che potevo tornare a cantare e non gliela ho più data! Anche se mi piacerebbe molto sentirgliela interpretare! In “Non è divertente” invece, narro della Milano di Omar, che è un po' l'America di Bukowski, quella che ti accetta solo se stai bene e se sei allegro, cosa che ho vissuto in prima persona quando frequentavo il mondo dello spettacolo. Perchè oggi esistono solo falsi miti purtroppo, quelli televisivi e nient'altro..”

 

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