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L'addio di Fossati dalle scene. Ma non dalla musica....

Roma, 6 ottobre 2011

Incontro con Ivano Fossati

Presentazione del Cd “Decadancing” e del libro “Tutto questo futuro”

Con Ernesto Assante

Libreria Feltrinelli – Via Appia Nuova, 427

 

Nonostante la poca pubblicità fatta all’incontro tra il cantautore genovese e il suo pubblico romano, la libreria è gremita. Ernesto Assante si occupa di condurre l’evento e, inevitabilmente, la scena si apre sull’annuncio del prossimo abbandono della carriera. Un annuncio che Ivano Fossati aveva scelto di fare di fronte alle telecamere di Fabio Fazio, di ribadirlo nella conferenza stampa milanese al Piccolo e che ora a Roma, a distanza di pochi giorni, è l’argomento caldo che attira un’attenzione fatta dei più vari ingredienti: incredulità, dispiacere, curiosità, rispetto. Per i suoi appassionati, certamente un “lutto” da elaborare. Lui si offre con pazienza alle domande, ed elargisce risposte tanto generose da far venir voglia al suo interlocutore di chiedergli se l’estrema visibilità di questi giorni non sia fastidiosa per una persona notoriamente schiva come lui.

Ma lui risponde di no. Perché – dice – «il mio non è stato un “annuncio alla Nazione”, ma un annuncio a me stesso e al mio pubblico». Tanto si tratta di pochi giorni, e poi «voglio ricominciare a parlare solo di musica, come ho sempre fatto». Ed è per il “suo” pubblico che Fossati utilizza il maggior tempo, per il quale sceglie con maggior cura le parole. Per «coloro che hanno reso possibili questi quarant’anni». Tutto l’incontro è percepito come un atto di gratitudine verso il suo pubblico. Sul tema, il messaggio è quello del bisogno di guardare al mondo con sguardo libero, senza l’obbligo di carpire quanto più possibile perché ciò si trasformi in canzone e poi in disco; la domanda interiore, sempre più insistente, sulla capacità di essere ancora innovativo in futuro («nella musica bisogna essere innovativi») e la risposta sempre più incerta; il bisogno di esplorare un nuovo modo di vivere, lontano dai meccanismi della discografia. Si dichiara – ed effettivamente appare – determinatissimo, senza alcun cedimento neppure di fronte all’incredulità provocatoriamente ironica di Assante.

Poi, finalmente, si giunge al racconto sull’ultimo disco, dal titolo composito tra il drammatico (decadenza) e l’ironico (dancing). E si entra dentro i personaggi che «sono degli attori che parlano», perfettamente immersi in questi tempi difficili che viviamo, tempi di precarietà, di incertezza, di decadenza, appunto. Con degli interlocutori privilegiati: i più giovani. Per dirgli che «devono guardare dritti di fronte a loro», con parole scelte per loro con grande senso di responsabilità perché, come gli insegnò Fabrizio de Andrè, «loro, là fuori, ci credono». Ci sarà una lunga tournée, «un atto dovuto; non farla sarebbe stato fare uno sgambetto al mio pubblico».

E poi il libro. Che non è un’autobiografia («per quella sarebbe prematuro», ironizza lui) né tantomeno un’opera autocelebrativa; piuttosto «il filo rosso che unisce tutti i miei dischi, ma che parla soprattutto di quello che stava accadendo contemporaneamente»; tempi inimmaginabili, oggi: «ragazzi di diciotto anni che per uno spinello facevano un anno di carcere, miei amici. E noi in quel contesto facevamo musica...».

Infine, la constatazione di Assante sull’eccezionale carica di affetto che lo circonda è lo spunto per Fossati per dedicare al suo pubblico la chiusura dell’incontro. «È una cosa che mi rende orgoglioso», dice, «ho un pubblico fatto di persone, capaci di dare un’interpretazione alle mie canzoni che andava oltre le mie intenzioni, che erano talmente avanti... E ancora: «Certo non ho mai fatto il “cameriere della musica”, ma ho gratitudine per il fatto che queste persone abbiano sopportato per tanti anni i miei “scartamenti”». Aggiunge poi: «Mi sembra da un lato di aver rispettato la loro intelligenza», ma di certo «devo loro molto per non avermi abbandonato nel momento in cui ho fatto gli esperimenti più obliqui». Come dopo il grande successo de “La pianta del tè”, quando ha proposto un lavoro profondamente diverso quale è “Discanto” e su cui la casa discografica non puntò nulla («mi dissero: “E questo a chi lo vendiamo?”», ricorda Fossati); e poi “Discanto” vendette il doppio del disco precedente. «Cosa c’era allora dietro a questo successo? C’erano le persone».

E molti di noi addetti ai lavori, sì, ma anche parte del “suo pubblico”, decidiamo di evitare le consuete scorciatoie e ci mettiamo in fila, per oltre un’ora, per un autografo e una stretta di mano, grata. Con tutti gli altri e con la stessa emozione.

 Alessia Pistolini  -  (foto di Alessandro Sgritta)

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Il Decadancing Tour di Ivano Fossati - prodotto da F&P GROUP -  debutta da Milano il 9 novembre e si tratta di una vera e propria anteprima della tournée che partirà l’ultima settimana di novembre e che verrà ospitata nei migliori teatri italiani. Il tour prevede una seconda parte a gennaio e febbraio 2012.

 

DECADANCING TOUR 2011/2012

 

Novembre 2011
09 Milano, Teatro degli Arcimboldi  ANTEPRIMA
22 Parma, Teatro Regio
24 Bologna, Teatro Manzoni
27 Firenze, Teatro Verdi
28 Pescara, Teatro Massimo

Dicembre 2011
02 Catanzaro, Teatro Politeama
03 Reggio Calabria, Teatro Cilea    
05 Catania, Teatro Metropolitan
06 Palermo, Teatro Dante  
08 Ancona, Teatro Delle Muse
10 Venezia, Teatro Malibran
12 Pavia, Teatro Fraschini
13 Torino, Auditorium Del Lingotto
15 Lucca, Teatro Del Giglio
16 Rimini, Teatro Novelli

Gennaio 2012
28 Genova, Teatro Carlo Felice
30 La Spezia, Teatro Civico
31 Perugia, Teatro Morlacchi

Febbraio 2012
02 Bari, Teatro Petruzzelli
03 Roma, Auditorium Conciliazione
06 Napoli, Teatro San Carlo
08 Ascoli Piceno, Teatro Ventidio Basso
11 Ferrara Teatro Nuovo
13 Verona, Teatro Filarmonico
14 Brescia, Teatro Grande
16 Lugano, Palazzo dei Congressi
18 Padova, Gran Teatro Geox
19 Udine, Teatro Nuovo G. da Udine


Info biglietti www.fepgroup.it

 

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