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Patrizia Cirulli interpreta Achille Lauro

Patrizia Cirulli, cantautrice milanese, rilegge e reinterpreta C'est la vie di Achille Lauro.
  di Paola Piacitelli

                                                              VEDI IL VIDEO

Il singolo, accompagnato dal videoclip ufficiale, è distribuito dall’etichetta La Stanza Nascosta Records. E proprio dal video vogliamo partire per raccontare questa nuova avventura di un’artista che con le cover si era cimentata anche nel suo ultimo album, “Sanremo d’Autore”, dove le canzoni scelte erano frutto di una lunga riflessione personale sulla bellezza intrinseca del brano, piuttosto che una scelta dettata dall’autore o dalla notorietà del brano. E anche questa volta, centra l’obiettivo, ridisegnando le geometrie vocali di uno dei brani più belli di dell’artista romano.

Il videoclip che accompagna C’est la vie si potrebbe definire paradossalmente il “positivo” dello stesso di Achille Lauro, rispecchiandone i chiaroscuri. La registrazione in presa diretta, solo voce e la chitarra classica di Simone Pavia, la vede muoversi lungo una strada assolata di campagna o in un casolare abbandonato, in perfetta solitudine. Lo sfondo è di luce, policromie e contrasto tra le tracce di un ambiente rurale e l’arte urbana dei graffiti, tra l’alternarsi del bianco e nero e l’essere a colori dell’immagine filmica. Il suo sguardo è diretto e nello stesso tempo cerca spazio, aria, per un’inquietudine che cresce (sono nei pensieri rigirati e basta) e al senso di arrendevolezza rispetto ad un sentimento, l’Amore, che si racconta non edulcorato dal sogno, da quella promessa di eternità che ostinatamente fugge nel suo divenire tutto e troppo umano (uno zucchero amaro) … un indefinibile ipnotico (profondi vuoti).

Crediamo a Patrizia Cirulli quando in una sua nota dice di essersi sorpresa e colpita intimamente dal testo di Lauro De Marinis; scarno e allo stesso tempo potente nell’uso delle metafore, che descrive l’Amore nell’epoca della società liquida e, proprio per questo, la fragilità e il senso di smarrimento che proviamo innanzi ad esso. E riascoltano quel testo, in questa nuova versione, si capisce perché Patrizia - interprete attenta e appassionata – possa esserne rimasta affascinata. Amante sin da bambina della letteratura in senso lato, alterna, nella sua molto personale ricerca musicale, la scrittura dei testi alla lettura e interpretazione di altri autori poeti e/o cantautori. 

Le sue esecuzioni esaltano il testo lirico con una vocalità profonda e allo stesso tempo estesa, plastica in quel dare forma al sentimento e all’emozione. Ascoltarla su disco è un vero piacere ma lo è anche sul palco, durante i concerti, con la sua figura esile e i tratti del volto che ricordano quelli delle donne algonchine native americane, e una gestualità sommessa eppure vibrante, caratteristiche che donano pathos alle sue performance.

Una scelta ardita da parte di questa Artista eppure, a parere di chi scrive, inevitabile; due autori (Achille Lauro e Patrizia Cirulli) solo apparentemente distanti, in realtà profondamente in sintonia nell’amare e “interpretare” con linguaggi diversi il Teatro e il suo significato, come riflesso dell’umanità, sicuramente concordi con le parole di Emma Dante:Bisogna fare il teatro nell’entroterra del proprio io, questo è il mio consiglio, gridare forte la propria voce dal basso, da uno scantinato, da un vicolo buio … farlo con tutta la forza di cui si è capaci. In esso la Musica acquista quel valore primordiale, risponde ad un intimo bisogno. In questo senso il progetto di rileggere C’est la vie per Patrizia Cirulli è autentico, sentito nel profondo, perché autentico è il sentimento che l’ha mosso.
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Patrizia Cirulli, tre volte vincitrice del Premio Lunezia, tre volte finalista al Premio Tenco, ha collaborato con molti artisti, tra gli altri con Sergio Cammariere, Mario Venuti, Pacifico, Lele Battista, Mario Lavezzi, Pino Mango, Massimo Germini, Andrea Di Cesare, Carlo Marrale, Davide Ferrario, Giorgio Cordini e Vince Tempera. Attualmente all’attivo ha tre album: Qualcosa che vale del 2012 (una rilettura in chiave acustica di “E già”, album di Battisti del 1982), Mille baci” (uscito per Egea Music nel 2016 dove Patrizia ha musicato testi di grandi poeti) e Sanremo dautore(undici riletture di grandi brani che al Festival non ebbero successo ma che invece il tempo diede ragione, uscito per Egea Music nel 2018).
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https://www.youtube.com/watch?v=XKrqEUR3xz0

https://music.apple.com/az/album/cest-la-vie-single/1522210127?fbclid=IwAR0I2a4bn2VDpyUJ_LVruUtlomMIJhYvtp9jwqqn3HzK8wKDd1vCy5BZBXU

 

Credits Video
Riprese di Sofia Renzoni
Montaggio e editing di Gianpaolo Stangoni

Credits brano
Autore del testo: Lauro De Marinis
Compositore: Fabrizio Ferraguzzo
Voce:
Patrizia Cirulli
Chitarra: Simone Pavia
Post-produzione: Salvatore Papotto

Press: Verbatim di Claudia Erba
https://www.facebook.com/Verbatim-Ufficio-Stampa-1369324663180753/

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