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Premio Tenco 2010: Seconda serata

La seconda serata si apre con un altro dei figli adottivi del Tenco, cioè Samuele Bersani, ormai ingrigito nei capelli non ha però perso smalto e ironia, esegue bene pezzi dal suo ultimo lavoro “Manifesto abusivo” terminato tra i finalisti per il miglior album, anche se l’impressione generale è di una certa piattezza e uniformità dal punto di vista musicale, tanto che a restarmi in mente è solo l’intensa ed efficace versione solo voce e pianoforte di “Replay” e forse non è buon segno.

Archiviato Bersani è ora di far conoscenza con Brunori Sas (curioso il nome che prende origine dalla ditta del padre), che riceve il Premio Siae/ Club Tenco 2010, il suo modo di concepire la canzone d’autore è molto ironico e rivolto al passato, pieno di nostalgia e Dario Brunori sebbene infortunatosi a una mano proprio la mattina dell’esibizione regge bene il palco insieme al suo gruppo, il pregio delle sue canzoni è di unire intelligenza a una gradevolezza immediata.

A salire dopo di lui sul palco è un altro esordiente che risponde al nome di Zibba, il ragazzo ha voce scura, forte roca, ci presenta canzoni del suo sorprendente “Una cura per il freddo” e riesce subito ad attirarsi i favori del pubblico non solo per le proprie origini liguri (è di Varazze), ma per il fascino delle sue musiche unito a testi interessanti, tra le canzoni proposte ricordo "Una parola illumina" nata, come ha spiegato prima di cantarla, dall’aver intravisto una sera in un locale Manuel Agnelli e Nicolò Fabi. Segno che, a saperci fare, basta poco per scrivere un bel pezzo.

Ecco la prima Targa Tenco della serata, è quella per il miglior disco in dialetto e a riceverla è il calabrese Peppe Voltarelli, fondatore del gruppo calabrese Il parto delle nuvole pesanti e poi artefice di una carriera solista, dopo il buon esordio di “Distratto ma però” giunge con “Ultima notte a Malàstrana” a una larga e meritata vittoria, la sua esibizione è carica di energia e del calore tipico del sud, un sud riabilitato, non passivo di fronte a mafia e delinquenza ma capace di alzare fiero la testa. E’ accolto dal pubblico con grande entusiasmo.

Giunge così il momento più atteso della serata, quello che prevede l’assegnazione della Targa Tenco per il migliore album dell’anno, a vincerlo è per la prima volta una donna Carmen Consoli con l’album “Elettra” che riceve la targa da un’altra donna Lucia Carenini di Bielle, un sito musicale che si è dedicato dalla sua nascita a oggi, anima e corpo alla canzone d’autore. E’ emozionante l’attimo della consegna e ancor di più l’esibizione di Carmen che dopo aver cantato la canzone- atto di denuncia contro le violenze sessuali intitolata “Mio Zio” raggiunge il culmine con l’impeccabile esecuzione del brano dialettale “A finestra”. Applauditissima.

Il livello artistico non cala certo quando a salire sul palco, è Mirco Menna, artista bolognese di origine sicula, che ci propone un repertorio tra l’ironico e il sarcastico, portando con sé anche una parte, non tutta ovviamente, di quella Banda di Avola con cui ha condiviso l’ultima sua fatica discografica “E l’italiano ride”. Questi giovani musicisti entrano in scena con fiati e tamburo passando attraverso il pubblico sanremese prima di salire sul palco ed è spettacolo nello spettacolo, poi Menna propone alcuni bei pezzi proprio da questo suo ultimo disco e il pubblico dimostra di gradire divertito.

Prima di lasciar terminare la serata agli Avion Travel, è il momento di premiare un assoluto protagonista di questo Tenco 2010, ossia Fausto Mesolella che con la propria chitarra ha strabiliato il pubblico dell’Ariston sin dalla sera precedente, è lui il vincitore del Premio “I suoni delle parole” nato come riconoscimento al migliore musicista. Poi a esibirsi sono proprio loro, gli Avion Travel vincitori della Targa Tenco come migliori interpreti per il loro disco “Nino Rota – L’amico magico” che ha visto all’opera ancora Fausto Mesolella nella duplice veste di produttore artistico nonché realizzatore degli splendidi arrangiamenti. Indimenticabile il loro finale con l’esecuzione della canzone che hanno scritto per Fiorella Mannoia, "Se veramente Dio esisti" scartata dal Festival di Sanremo e qui eseguita solo voce (Peppe Servillo) e pianoforte (Fausto Mesolella).

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