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I Perturbazione raccontano l’uscita di (dis)amore

La data di pubblicazione dell’ottavo disco in studio dei Perturbazione, fissata in origine per il 20 marzo, a causa del Covid-19 e dei conseguenti problemi di distribuzione, è slittata di un paio di mesi, ma finalmente, oggi 29 maggio finalmente (dis)amore vede la luce.

Si tratta di un concept album di 23 canzoni, edito da Ala Bianca Records e disponibile sulle piattaforme digitali, in cd e vinile. Scritto, arrangiato e suonato dai Perturbazione, è un album che parte, si sviluppa e si conclude attraverso il racconto di una storia d'amore e di disamore. Due persone, che potrebbero avere qualunque età, vivere e muoversi ovunque. Le canzoni fanno da commento alle varie fasi del rapporto fra i due protagonisti: la scoperta, l'innamoramento, la pienezza della condivisione, il consolidamento, i primi dubbi, le crepe, le bugie, i silenzi, i muri, la distanza, il dolore, le assenze. La pubblicazione del disco è stata anticipata dai brani Mostrami una donna, Ti stavo lontano e dai videoclip di Le spalle nell'abbraccio e Io mi domando se eravamo noi, entrambi girati da Fabio Capalbo.

Per dare il benvenuto a (dis)amore, abbiamo scambiato qualche battuta con Tommaso Cerasuolo, che nei Perturbazione ricopre il ruolo di voce e co-autore.

Questo disco è un concept album, di ben 23 brani. Cercando di individuare una proporzione, quante canzoni sono nate prima di decidere di creare una storia e quante sono state concepite conoscendo già il filo che le avrebbe unite?
“Un terzo del disco esisteva prima di concepirlo come una storia. Io mi domando se eravamo noi, Temporaneamente e L'inesorabile vennero composte per degli spettacoli teatrali messi in scena dal Teatro Stabile di Torino sul teatro di Natalia Ginzburg, per la regia di Leonardo Lidi. Siccome molta della scrittura della Ginzburg ruota attorno al tema dell'assenza, a personaggi che dominano la scena senza essere mai presenti, a Rossano Lo Mele - batterista e co-autore dei testi - e a me venne naturale andare a scavare nel nostro 'baule delle idee', andando a ripescare molte idee e bozze imperniate sulla descrizione dell'innamoramento e del suo contrario lontani dai luoghi comuni con cui spesso vengono descritti nelle canzoni. Immaginammo perciò di narrare l'intera parabola di un amore, dal principio alla fine, dando peso alle assenze e alle mancanze quanto normalmente se ne attribuisce alla presenza, al compiacimento, sia esso quello soddisfatto, proprio del colpo di fulmine, sia quello esasperato e lagnoso proprio delle separazioni. Siamo andati alla ricerca di un vocabolario delle emozioni amorose che fosse variegato, complesso e misterioso, ma anche quotidiano, carnale, urbanizzato.

Alcuni brani sono molto brevi, altri più estesi: si tratta di una scelta o di spontaneità creativa?
“L'alternarsi di canzoni lunghe e brevissime è voluto. Lo abbiamo scritto come se girassimo un film, cambiando le inquadrature. Componendo i pezzi, si chiariva in fretta che posto occupassero nel montaggio complessivo, e dunque se ci fosse necessità di un linguaggio serrato ed essenziale oppure di un lungo piano sequenza. È stato anche importante legare le canzoni, man mano che il disco prendeva forma, a oggetti e luoghi della coppia protagonista della storia. I vestiti che indossano. Stanze del loro appartamento collegate a un brano. Il cibo. La musica che ascoltano. Che libri ci sono sul loro comodino. Non tutto è finito nei testi, ma i dettagli aiutano prima di tutto chi scrive a rendere chiaro di cosa sta parlando e il carattere dei suoi personaggi. Il diavolo, in poche parole. I dettagli.”

Il disco segue un ordine narrativo ben preciso: nei concerti, quantomeno nelle prime date che, naturalmente, presentano il lavoro, avete previsto di eseguirle in ordine o no?
“Non pensavamo di riprodurre l'intero album dal vivo. Nelle presentazioni che avevamo programmato a maggio e che siamo stati costretti ad annullare, per ovvie ragioni, ci saremmo fatti aiutare dalla voce di Francesco Montanari: insieme volevamo costruire un dialogo tra alcune delle canzoni del disco e le parole di scrittori italiani che ne hanno influenzato la scrittura: Natalia Ginzburg, Goffredo Parise, Dino Buzzati, Gabriele Romagnoli, Edoardo Albinati... 
Non sappiamo quando e come si potrà tornare a suonare dal vivo, siamo allergici a tutte le profezie e gli eccessi di ottimismo quanto a quelli delle cassandre di turno. Ma siamo felici di vedere il disco pubblicato, al netto di tutte le difficoltà attuali, le distrazioni, i timori, sia quel che sia, queste canzoni sono il frutto del nostro lavoro oggi, il nostro atto d'amore per questa nostra forma di espressione artistica. Un atto di amore, con il titolo che sembrerebbe affermare il contrario. Ma le parentesi...sono importanti!”

 

La tracklist del disco:

01. le spalle nell'abbraccio
02. le regole dell'attrazione
03. ti stavo lontano
04. mostrami una donna
05. la nuda proprietà
06. regime alimentare
07. le sigarette dopo il sesso
08. il ragù
09. chi conosci davvero
10. il paradiso degli amanti
11. non farlo
12. Silenzio
13. taxi taxi
14. Inesorabile
15. lasciarsi a metà
16. conta su di me
17. le nostre canzoni
18. come i ladri
19. la sindrome del criceto
20. Temporaneamente
21. dieci fazzolettini
22. io mi domando se eravamo noi
23. le assenze

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