ultime notizie

Arte, cultura e sport al SOCIAL ...

Inclusione e cultura insieme per combattere il disagio sociale. Dal 13 al 16 giugno prende il via la prima edizione di un Festival speciale, il Social Tour Guidonia Montecelio. Non ...

Torna in scena SALTIMBANCO SI MUORE. Un viaggio in musica dentro il cuore di Enzo Jannacci.

Dopo l’apprezzatissimo debutto sold-out in marzo al Teatro della Concordia di Montecastello di Vibio, va in scena sabato 9 maggio a Porano (TR), vicino a Orvieto, nella cornice del Teatro di Santa Cristina, “Saltimbanco si muore”, spettacolo basato sulle canzoni di Enzo Jannacci, uno dei padri della canzone d’autore italiana (per Conte, semplicemente, il più grande). Non è certo il primo tributo dedicato a quell’enorme figura che è stata Enzo Jannacci, ma in certi casi ogni raggio di sole, anche se arriva dopo, appare necessario come il primo, sicché ben venga ogni iniziativa volta a tramandare la sua grande eredità artistica. Con “Saltimbanco si muore” Andrea Caponeri (voce, ukulele), Sandro Paradisi (piano elettrico, tastiere, fisarmonica, piano giocattolo) e Giuseppe Barbaro (chitarre, tastiere, voci) dopo anni di esperienze musicali a vasto raggio, hanno costruito uno spettacolo che ha l’ardire di tuffarsi nel mondo così assurdo e così umano di colui che amava definirsi, più che cantautore, un “medico fantastista”.

Come recita il programma di sala: “Enzo Jannacci era un arcipelago, sorto da nulla e al nulla misteriosamente tornato, che per alcuni decenni, a cavallo tra XX e XXI secolo, si è esteso nel mare di Milano. L'arcipelago era abitato da gente vestita male, imbranata, sbrindellata, persone a cui portavano via l'orto. Gente a cui potevi voler bene. Enzo Jannacci era un genio schizoide, era uno che nell’Italia del belcanto ebbe l’ardire di proporsi con voce volutamente sgraziata, stonata, giocata sugli acuti, dissociata dal suo corpo. Enzo Jannacci aveva il cognome più bello del mondo.”

E se ormai tutti conoscono classici come “El purtava I scarp del tennis”, “L’armando”, “Ci vuole orecchio” o “Vengo anch’io, no tu no”, ancor maggiore sarà il piacere di (ri)ascoltare in questo spettacolo dei gioielli jannacciani ancora tutti da scoprire, a cominciare dai brani del periodo milanese (“Per un basin”, “Ti te se no”) opportunamente corredati da traduzione in italiano fornita agli spettatori per gustarne appieno la grandezza, per arrivare a “Quella cosa in Lombardia” (Fortini-Carpi), “Si vede”, “Pedro Pedreiro” (dal repertorio di Chico Buarque de Hollanda”), “Giovanni telegrafista”, “Il primo furto non si scorda mai” o “Musical”.

Uno spettacolo per tutti coloro che, ammiratori di Jannacci o meno, camminano nella vita sospinti da un cuore urgente.


Per prenotazioni e informazioni:
0763/374753 (dalle ore 9.00 alle 12.00) teatrosantacristina@live.it
Inizio spettacolo ore 21.00

Share |

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento