01. Amica mia
02. Aspri
03. Gli entusiasti
04. La dignità
05. Come una sorpresa
06. L’immagine di me
07. Impazzirai
08. Sudano gli occhi
09. Pelle e ossa
10. Quello che non cerchi più
11. Rompicampo
En Roco e Mattia Cominotto
Enrico Bosio: voce, chitarra
Francesco Conelli: voce, chitarra
Rocco Pietro Spigno: basso
Roberto Vinci: batteria
Tiger Milk: cori in La dignità
Max Morales: pianoforte in Impazzirai
Cecilia Seminara: violino in Gli entusiasti e in Come una sorpresa
Mario Pigozzo Favero: voce in Amica mia
Santiago e Facundo Moreno: chitarre classiche in Pelle e ossa
Richard Colburn: batteria in Come una sorpresa
Matteo Casari: synth in Rompicapo

Durata: 51:46
Brani migliori:
Quello che non cerchi più
Pelle e ossa
Spigoli è la nuova tappa dell’avventura musicale degli En Roco, gruppo genovese che dal 2000 si è costruito una solida fama all’interno del mondo indipendente, grazie a un pop rock di retrogusto internazionale ma dalla forte identità nostrana.
Forti dell’esperienza di un Ep e dei due dischi precedenti, gli En Roco propongono il nuovo album in un momento di particolare cambiamento, dopo l’uscita dal gruppo della violinista Cecelia Seminara - che comunque regala qualche cammeo anche in questo nuovo lavoro. Il risultato è quindi diverso, più spigoloso nella forma e nella formula -essenzialmente costruita attorno alle voci e chitarre di Enrico Bosio e Francesco Conelli, al basso di Rocco Piero Spigno e alla batteria (Roberto Vinci) -, ma insaporita da ospitate e collaborazioni, come quella del frontman dei Valentina Dorme Mario Pigozzo Favero e del batterista dei Belle & Sebastian Richard Colburn.
Negli undici brani di Spigoli, gli En Roco raccontano di legami viscerali e brutte maschere, alla ricerca di una ricomposizione e di un’autenticità dolorosa che traspaia da presenze solari che nascondono un vuoto incolmabile e condiviso di solitudine (Amica mia), sagome ingannatrici e illusioni per scacciare una sofferenza attanagliante (Gli entusiasti, Quello che non cerchi più) e ribollimenti da canalizzare (Impazzirai).
Le composizioni sono solide, con qualche sbavatura di produzione che penalizza voce e bassi, con qualche tentativo di arrembaggio a un pop più radiofonico, senza però compromettere un’identità difesa a spada tratta da una capacità lirica a volte efficace, a volte smussata da soluzioni non limpide.
