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Spazio Teatro 89, Milano

Ettore Giuradei

Neppure la commissione di Vigilanza del Comune di Milano, che ha dichiarato non agibile la sala dello storico Teatro Derby di Milano, luogo in cui si sarebbe dovuta svolgere la prima data ufficiale del nuovo tour “La repubblica del sole” solo il pomeriggio precedente, è riuscita a fermare l’istrionico cantautore (sarà la definizione più adatta?).

Gli organizzatori dell’evento e lo staff di Giuradei, lavorando alacremente tramite i canali informatici e non, sono comunque riusciti a portare non meno di 250 persone nella valida struttura scelta come alternativa, ossia il bell’auditorium dello Spazio Teatro 89 di Milano, trasformatosi per l’occasione in una sorta di moderno locale notturno, ciò che, infatti, mi ha maggiormente colpito all’ingresso in sala, mentre sul palco stava cantando la brava Roberta Carrieri ben scelta come apripista, è stata la totale assenza in platea delle file di poltroncine che abitualmente riempiono questo teatro.

Con l’arrivo sul palco del vero protagonista della serata, cioè il bresciano Ettore Giuradei, che ha aperto il concerto proprio con il brano che dà anche il titolo al nuovo album, ho poi compreso il motivo di questa strana logistica scelta ad hoc per l’occasione.

E’ però sempre difficile rendere un poco l’idea di come sia normalmente uno spettacolo di Ettore ed ancor più lo è descrivere la particolare atmosfera creatasi in questa sentita occasione, tra il numeroso e caloroso pubblico in sala e l’esuberante artista.

Ettore Giuradei non è certamente un artista dotato di una grande voce, non è sicuramente il bel canto in senso canonico il suo punto di forza, è semmai la sua innata creatività, a tratti davvero geniale ed incontenibile ad essere fucina per un impasto letterario e musicale di grande efficacia. I testi sono spesso ad effetto, a tratti acidi e pungenti, a tratti ironici e dissacranti, a tratti davvero criptici per non dire incomprensibili, ma anche quando si presentano oscuri e di difficile interpretazione sembrano comunque suggerire qualcosa di profondo e soprattutto affascinano in maniera irresistibile, tanto che a volte mi chiedo se ciò sia tutto frutto di un’innata genialità, oppure ci sia dietro un’abile discorso, se non di marketing, almeno di ricercata efficacia comunicativa. Anzi, forse le due realtà in lui convivono in equilibrio. Direi che sono soprattutto i ritornelli spesso ripetuti fin quasi all’eccesso o le lallazioni mescolate ad arte ai testi ad insinuarmi qualche dubbio in tal senso.

Dubbio però che dal vivo poi sembra letteralmente svanire grazie ad un’innegabile capacità di affascinare e trascinare con sé gli spettatori presenti come in quest’occasione in cui tanti si sono lasciati andare a sfrenate danze durante i passaggi più rock o blues dei brani per poi addirittura sdraiarsi per terra, quasi come in trance, nei passaggi più lenti ed immaginifici anche se, a dire il vero, i brani di Ettore, non sono mai realmente catalogabili né come lenti né come veloci, spesso piuttosto partono in una certa maniera per poi mutare all’improvviso e poi magari ripiegarsi ancora su se stessi.

Ettore poi si muove sul palco con grande maestria, a volte ricorda un giovane Charlot con le sue movenze dinoccolate ed ondeggianti, a tratti sembra un folle con lo sguardo stralunato, altre volte una marionetta senza fili, magari all’improvviso s’inabissa nell’oscurità del retro palco per poi apparire di nuovo e letteralmente catapultarsi tra il pubblico, il suo passato di attore teatrale è evidentemente ancora vivo e vegeto.

Ne esce indubbiamente un gran bello spettacolo, che trae linfa da tutti e tre i dischi della sua breve carriera, lavori ben diversi fra loro ma sempre, immancabilmente, originali e sfuggenti ad ogni catalogazione ed omologazione, tanto che se dovessi consigliare a qualcuno di andare a vedere un suo concerto potrei solo dire, vai te lo consiglio è fantastico, assomiglia tanto a …

Assomiglia tanto ad Ettore Giuradei!

Con Ettore Giuradei hanno suonato: Marco Giuradei tastiere, Danilo Di Prizio chitarra, Giulio Corini basso, Alessandro Pedretti batteria.

Le foto sono di Fabio Antonelli

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In dettaglio

  • Data: 2011-01-26
  • Luogo: Spazio Teatro 89, Milano
  • Artista: Ettore Giuradei

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