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Albanella (Sa)

Botteghe d'Autore

Nel mondo dei concorsi musicali italiani continua, anno dopo anno, l’ascesa in termini di popolarità e visibilità di Botteghe d’Autore, festival che si tiene ad Albanella, piccolo paese in provincia di Salerno.

Il concorso si è svolto ormai da più di un mese, è vero, ma non volevamo lasciar scivolar via l’edizione 2013 visto che si è trattato di un anno particolare, che per motivi… diciamo così, non artistici ma economici…. ha dovuto tirar fuori le unghie. Così come diciamo subito che la vittoria di questa 8ª edizione è andata a Carlo Mercadante (siciliano doc, anche se ormai toscano d’adozione visto che da molti anni vive a Prato).
Prima di parlare però della cronaca stretta della serata finale volevamo inquadrare meglio l’evento e il suo corollario, fatto di gioie, sorrisi e tanta fatica per preparare ad accogliere al meglio artisti, addetti ai lavori e pubblico.

Siamo nel Sud, pieno Sud, quelle terre dove diventa facile parlare di mare, sole, mozzarelle, buon cibo e grandi paesaggi, ma che spesso mostra i suoi limiti quando invece si tratta di usare altri termini: organizzare, gestire, ricercare sponsor (a dire il vero questo un po’ ovunque…), coinvolgere, promuovere.
Questo solo per dire che riuscire a portare avanti un’iniziativa - musicale in questo caso, ma vale come discorso in generale -  da quasi un decennio significa avere numeri e qualità che meritano di essere supportati. E, come dicevamo all’inizio, quest’anno per questo festival tutto è stato davvero duro e complicato, ma alla fine il risultato possiamo dire che è più che soddisfacente.

Dietro Botteghe d’Autore si muove un gruppo di persone che si sono riunite in associazione, la Pro Loco di Albanella, tra le cui fila troviamo Ivan Rufo (anche direttore artistico della manifestazione che qui a fianco lo vediamo in una foto dell'anno scorso insieme a Melissa Di Matteo, presentatrice storica del festival), dinamico personaggio che negli anni ha saputo tessere bene i suoi rapporti tra Istituzioni locali e realtà musicali extraterritoriali, coltivando alcune joint venture che nel tempo si sono rilevate utili.

A fianco di Ivan però si muovono decine di persone che nel mese di agosto (in genere nella prima decade) organizzano il loro evento di punta, il Festival Botteghe d’Autore appunto, in cui ognuno dei ragazzi riesce a trovare un proprio spazio di “utilità”, assumendosi in questo una parte di responsabilità.
È sempre rischioso in questi casi fare un elenco di persone, ma vorrete perdonare il recensore se citerà solo quelli di cui ricorda i nomi, sottolineando comunque che sono solo una parte del gruppo di lavoro che si adopera alla realizzazione di questo evento. Ruoli da coprire nella parte logistica (in questo Diego Rufo è davvero efficientissimo), chi amministrativa, chi espressamente votata “all’accoglienza” degli artisti (Giuseppe Lettieri, Vincenzo Maraio, Lucia Pitta), o semplicemente persone che riescono ad essere sempre presenti al posto giusto al momento giusto, come Maria Guarracino, Sofia Maraio, Katia Lettieri o Dino Verrone, riducendo al minimo gli inconvenienti che ogni volta costellano gli eventi (e in questo siamo tutti uniti, Nord, Centro e Sud…. Isole comprese….).

Addentriamoci adesso nella parte più “artistica”, perché se è pur vero che parliamo soprattutto della finale di un concorso musicale a questa si unisce sempre una giornata dedicata alla contaminazione tra libri/musica/teatro e una serata dedicata ai “corti” cinematografici, (una vera passione di Ivan Rufo e dell’Associazione tutta), anche se quest’anno non si è potuta celebrare la sua parte finale per una ristrettezza di budget, che li ha visti costretti a rimandare a questo inverno proiezioni e premiazioni.

Veniamo quindi a quello che poi alla poi alla fin fine è successo quest’anno. 

Si parte martedì 06 agosto con un Caffè Letterario, appuntamento ormai classico che vede in scena quasi sempre un autore di libri interagire con il pubblico in una presentazione/showcase. Protagonisti di quest’anno Pietra Montecorvino e… il suo libro+Dvd Malamusik.
Si tratta di un progetto editoriale (edizione Clean) in cui la cantante/attrice napoletana (ricordiamo che il suo esordio avvenne nel film F.F.S.S del 1983 con Benigni e Arbore, dove canta il brano Sud) mette nero su bianco la sua vita artistica, e non solo, raccontando in una sorta di biografia sui generis aneddoti, persone, concerti, tournée in Italia e in Europa, ricordi dolci e amari dei suoi anni vissuti nel mondo dello spettacolo.
A far da cornice a questa presentazione piazza Garibaldi, snodo obbligato per chi vive o passa per Albanella, dove musica e parole si sono mischiate e sciolte insieme, in un’ora e mezza di informale chiacchierata e concerto con Pietra in gran forma e Daniele Brenca ed Erasmo Petringa, due validi musicisti, pronti a creare un humus sonoro dove la riconoscibilissima voce dell’artista napoletana si amalgamava alla perfezione.

 

Mercoledì 07 agosto, secondo e ultimo giorno di Botteghe d’Autore 2013, è tutto dedicato alla finale del Concorso omonimo.

Arrivano alla spicciolata gli undici finalisti che si giocheranno la finale di questa 8ª edizione, così come i giornalisti e gli addetti ai lavori chiamati in giuria. Partono i soundcheck e nel tardo pomeriggio arriva anche Francesco Baccini, attesissimo ospite che dopo la gara regalerà al pubblico di Albanella più di un’ora di spettacolo puro, sanguigno, accompagnandosi solo con il suo pianoforte. Poche prove anche per lui e poi subentra quella calma piatta che dura giusto un’oretta, il tempo che il cielo diventi scuro e verso le 21.30 lo spettacolo può iniziare.

Sul palco sale, come ormai da sempre, Melissa Di Matteo, una garanzia per quel che concerne la tenuta del palco e la gestione (come sempre difficilissima) dei tempi morti necessari per i cambi-palco tra un artista e l’altro. Spigliata e sicura da’ il via alla gara che vedrà esibirsi man mano i finalisti.

Come spesso si usa dire nelle finali dei concorsi “il livello era alto” e forse non sempre è così, ma per ognuno di questi undici artisti alcune note di merito ci sentiamo di spenderle. A rendere però più “vero” e tangibile il giudizio sugli artisti coinvolti vi consigliamo il link http://www.nofmlive.com/podcast/, dove potrete trovare tutte le varie esibizioni.

Cominciamo dai lucani Avàst, energici e sicuri, nonostante la giovane età media dei componenti. Voce decisamente interessante quella di Benedetto Guadagno, ma più in generale gli Avast hanno nei testi e negli arrangiamenti i loro punti di forza e il brano presentato (trascinante fin dalle prime battute, Un piccolo difetto) racchiude, seppur nella manciata di pochi minuti, tutta la loro creatività. Un gruppo, ne siamo certi, che saprà regalare alla canzone d’autore più nuova e matura, una capacità di contaminarsi con altri generi senza perdere in qualità.

Altro gruppo giovanissimo e che ha ben impressionato sono i sardi (di Igelsias) Cheyenne Last Spirit, che nell’ultimo anno hanno già raccolto consensi e finali in molti festival. Fanno un pop rock con venature prog mischiate all’elettronica, un mix che regala un suono accattivante e di certo poco usuale in Italia. Presentano un brano che necessita di un paio di ascolti per entrarci in sintonia, ma che subito dopo lascia intravedere, anzi conferma, una potenzialità e un'identità artistica in divenire di cui si intravedono già i frutti.


Di Nico Maraja si può solo dire che ormai ha una scrittura sicura e che la presenza costante in molte finali non sono frutto di un caso. Ottimo il suo lavoro sui testi e anche se qualche incertezza vocale affiora di tanto in tanto, il giudizio su di lui è ampiamente positivo. Da segnalare la scelta azzeccata degli arrangiamenti live (con il suono del basso che ‘riempie’ in maniera straordinaria e un sax che colora senza invadere la melodia del pianoforte). Davvero bello e intenso il brano presentato, che in certi passaggi della strofa ricorda il primo Dalla, quello del periodo con il grande Roversi.

Passiamo adesso a Riccardo Ceres, artista campano dalla voce calda e profonda che negli anni (tra gli artisti in gara è probabilmente quello con più anni di palco alle spalle) ha abbandonato un certo rapporto troppo ravvicinato con il mondo Waitsiano (ma anche Contiano, Caposselliano….) per ricercare un proprio percorso che vede al suo fianco sempre ottimi strumentisti che conferiscono ai suoi live, soprattutto, un certo interesse.

Venendo alle due presenze femminili, cominciamo con la brava Elsa Martin, accompagnata come sempre dal talentuoso chitarrista Marco Bianchi (qui li vediamo in una foto di qualche tempo fa scattata in Sardegna, terra che Elsa ama particolarmente e cha l'ha vista vincitrice nel Premio Andrea Parodi nel 2012).
Voce sicura e cristallina, Elsa in questi ultimi due o tre anni ha raccolto molte soddisfazioni in Italia e anche all’estero, grazie ad una duttilità di stili e una presenza scenica che non passa inosservata. Di lei colpisce la naturalezza con cui affronta le note alte così come quelle più profonde, ma piace anche quel suo tocco di attorialità, una gestualità che mette in scena e che conferisce alla sua performance gusto e pathos.

È friulana Elsa Martin, così come di Gorizia è la seconda proposta femminile di cui parleremo tra un attimo. Una terra, quella friulana, che in campo femminile ha visto molte cantautrici farsi largo in questi ultimi anni nel panorama nazionale. Ricordiamo, solo a titolo di esempio, la presenza proprio di Elsa Martin tra i finalisti dello scorso Premio Tenco, stesso traguardo ottenuto da Giulia Daici quest’anno, ma a loro possiamo affiancare anche i nomi di Chiara Vidonis, Arima, Angelica Lubian e Rebi Rivale, giusto per citarne alcune a memoria sapendo fin da ora che ne dimenticheremo ben più di una che invece meriterebbe di essere menzionata.


Non dimentichiamo invece, e qui rientriamo dunque su Botteghe d’Autore, di parlare della seconda "friulana" in gara, di Paola Rossato. Un nome fortemente in crescita quello della Rossato, che tra il 2012 e questo 2013 ha partecipato a molti concorsi, collezionando molte finali e qualche vittoria.
Timbro scuro ma non cupo, la sua voce ha una bella estensione che le permette di arricchire non poco ogni brano. Scrive testi, musiche e suona la chitarra. Detta così non gli manca nulla.
Forse solo un po’ di esperienza, ma se continua su questo ritmo… se la costruirà in fretta. Il brano portato in questa finale, È ancora casa, ci sembra possa essere un buon viatico dove su una tematica “impegnata” (ma non pedante) Paola riesce a confezionare una musica e una sequenza ritmica che alleggerisce e rende godibile un testo toccante.

Torniamo ai gruppi e parliamo di un formidabile ensemble foggiano, i Favonio, che invece hanno dalla loro una forte esperienza live che ormai li vede protagonisti - e tra i gruppi più seguiti - nel mondo della canzone d’autore (la loro presenza al Premio Tenco dello scorso anno, così come quella di quest’anno nelle esibizioni al dopo Tenco sono lì a dimostrarlo).
Vederli e giudicarli in un “concorso” dove ti giochi tutto in un brano può essere per loro penalizzante, anche perché chi li ha visti in un concerto intero sa benissimo della potenza espressiva che ha Paolo Marrone, il frontman del gruppo, così come la raffinatezza dei suoni che riescono a raggiungere tutti i musicisti, a cui va sommato un quid di simpatia e di teatralità che portano i Favonio a confezionare un prodotto di indubbio valore.

Spazio ora per Giacomo Medici, che insieme alla sua Isla Latin Ensemble ha portato ritmo e sapore, atmosfere che in certi passaggi ricordano lontane terre messicane. Nulla di particolarmente nuovo, per carità, ma certamente suonato con veemenza e bravura da tutti i musicisti presenti sul palco. Una voce calda e intonata quella di Giacomo Medici, marchigiano, che si muove su un tappeto sonoro che, lo ripetiamo, ha ben impressionato (sarà anche perché il suono gipsy da sempre sprizza simpatia e malinconia insieme) per perizia e capacità di coinvolgimento e dove ogni strumento ha trovato un suo spazio per mettersi in (bella) mostra.

Siamo quasi alla fine di questa presentazione degli undici finalisti e arriviamo a Luciano Lo Casto. Voce (volutamente) roca e un suono che riporta immediatamente ad atmosfere degli anni Venti/Trenta, quelle del periodo d’oro del jazz, che si potevano sentire nei fumosi locali come il Cotton Club di New York. Luciano suona il piano (che rimane sempre bene in evidenza) e si presenta a Botteghe d’Autore con basso, chitarra e batteria a colorare al meglio un brano che, seppur non convincente del tutto, riesce a regalare quattro minuti di buona musica.

Prima di parlare del vincitore, spendiamo due righe anche per Domenico Imperato, forse la più bella sorpresa per chi scrive. Una personalità forte e coinvolgente la sua, che fa breccia fin dal primo ascolto. Domenico lo avevamo già incontrato in altre finali (per esempio al Premio Bindi che si è svolto a luglio a Santa Margherita Ligure) e l’impressione è stata la stessa.
Una grande capacità di scrittura, un ottimo fraseggio di chitarra (che tra l’altro suona molto bene) e una voce personalissima, non “bella” se vogliamo riferirla ai canoni del bel canto (ma quale poi?), di contro però decisamente intrigante e perfetta se invece la collochiamo al suo posto, e cioè per le cose che Domenico scrive e canta. Ora vive a Pescara, ma in questi anni ha girato il mondo e nelle sue musiche, soprattutto, questo si sente. Un artista di cui sentiremo parlare con più assiduità nei prossimi mesi.

Chiudiamo con Carlo Mercadante, vincitore di questa 8ª edizione che qui nella foto vediamo tra Melissa Di Matteo, Ivan Rufo e Francesco Baccini. Istrionico, riesce ad attirare l’attenzione del pubblico come pochi.
Sono ormai parecchi anni che Carlo si muove nella discografia indipendente (lo ricordiamo con la Sindrome di Peter Pan) e adesso questo progetto da solo, con nome e cognome. Ha fatto parlare molto di sé in questi ultimi mesi perché ha utilizzato il mondo web in maniera innovativa (e anche se nessuno inventa niente, c’è chi lo fa prima e chi lo fa dopo, come Claudio B, ad esempio….), pubblicando un brano al mese, con l’intento di confezionare poi un album vero e proprio. Il brano presentato qui ad Albanella è Niente in tasca e ben racchiude le sue doti di cantautore, capace di unire ironia e tematiche sociali senza diventare pesante, anzi, riuscendo sempre a dare ai suoi brani un tocco di originalità e freschezza.

Al termine della gara riecco sul palco Melissa Di Matteo, giusto il tempo per presentare Emilio Stella, vincitore della scorsa edizione. Emilio, romano doc, ha dalla sua una presenza scenica dal forte impatto e le sue storie, semplici nella struttura ma non nei contenuti, catturano per quel suo modo di cantare “antico”, da stornellatore, figlio di una scuola romana che tanti e tanti artisti ha regalato alla nostra musica. E ancora continua a farlo… Ha presentato tre brani tra cui Alle case popolari, brano vincitore dello scorso anno.

E dopo l’esibizione di Stella si arriva al momento della premiazione e Melissa chiama al suo fianco Francesco Baccini, che chiuderà la serata con un’ora di piano-solo che ha lasciato il segno ad Albanella, emozionando e regalando al pubblico nuovi e storici brani del suo repertorio.
Una carriera, quella di Baccini, che parte da metà anni Ottanta e che dopo quasi trent’anni non ha perso smalto. Tra gli alti e i bassi vissuti tre o quattro anni fa, Francesco è ormai tornato nel cuore della gente ed occasioni come questa rafforzano sicuramente la consapevolezza che Baccini ha scritto almeno una decina di canzoni che davvero sfideranno gli anni e i decenni a venire.

Parlavamo della premiazione e facciamoli allora i nomi dei vincitori. Dicevamo del primo posto per Carlo Mercadante, mentre subito dopo si è piazzata Paola Rossato, a cui vanno aggiunti altri due ambiti premi, quello al Miglior Testo e al Miglior arrangiamento, che sono andati rispettivamente ancora a Paola Rossato e ai Favonio.

Chiudiamo con la Giuria che quest’anno ha preso parte alla serata fiale di Botteghe D’Autore:
Donato Alfani (Corriere di Salerno.it), Roberta Balzotti (giornalista Rai), Gaetano d’Aponte (Premio Bianca d’Aponte), Enrico Deregibus (operatore culturale), Andrea Direnzo (Oltremusica.it), Francesco Paracchini (L’Isola), Gigi Rufo (musicista), Emilio Stella (musicista e vincitore Botteghe d’Autore 2012), Paolo Talanca (critico e musicologo), Maria Volpe (Corriere della Sera), Dario Zigiotto (Operatore Culturale).
Un gruppo di addetti ai lavori che anno dopo anno diventa sempre più coeso e convinto che anche in una zona così “periferica” - rispetto ai grandi centri nazionali che ospitano festival simili - si possono creare “isole” di buona musica che meritano di essere conosciute e valorizzate.

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07 agosto 2013 serata finale 8ª edizione Botteghe d’Autore.

Elenco finalisti:

 

1) - Avàst (Venosa - PZ)

https://www.facebook.com/AvastMusik

 

2) - Riccardo Ceres (Roma)

http://www.riccardoceres.it/

 

3) - Cheyenne Last Spirit (Iglesias - CI)

https://www.facebook.com/CheyenneLastSpirit

 

4) - Favonio (Foggia)

http://www.favonio.it

 

5) - Domenico Imperato (Spoltore - PE)

https://www.facebook.com/domenico.imperato.75

 

6) - Luciano Lo Casto (Palma Campania - NA)

http://www.alcoolmusic.com

 

7) - Nico Maraja (Roma)

http://www.nicomaraja.com/

 

8) - Elsa Martin & Marco Bianchi (Tolmezzo - UD)

https://www.facebook.com/elsa.martin.351

 

9) - Giacomo Medici (Chiaravalle - AN)

https://www.facebook.com/pages/Giacomo-Medici-e-La-Isla-Latin-Ensemble/216984281686341

 

10) - Carlo Mercadante (Prato-PO/Barcellona PdG-ME)

http://carlomercadante.com/

 

11) - Paola Rossato (Gorizia)
http://www.paolarossato.it

 


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In dettaglio

  • Data: 2013-08-07
  • Luogo: Albanella (Sa)
  • Artista: Botteghe d'Autore

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