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Auditorium Parco della Musica (Sala Petrassi), Roma

Gianmaria Testa

Era uscito ad ottobre 2013 quel doppio album live che raccoglieva il percorso ventennale di Gianmaria Testa; in Men at Work era racchiuso, egregiamente, il racconto musicale di uno degli artisti più poetici, eleganti e profondamente veritieri della nostra musica. Quel doppio cd, frutto di una lunga tournée in Germania tra il febbraio 2012 e il febbraio 2013, è “ridiventato” tour toccando (anche) Roma e il suo Auditorium lo scorso 13 dicembre.

Affiancato da Nicola Negrini al contrabbasso (nella foto in basso con Gian Maria), Philippe Garcia alla batteria e Daniele Santimone alle chitarre, al centro del palco della sala Petrassi in un perfetto semicerchio, dove a chiudere visivamente (ed emotivamente) l'immagine è il pubblico in sala come a non creare distanza tra la creazione e l'ascolto, come in un chiaro e vicino dialogo, Testa in circa un'ora e mezza di live riporta sul palco alcuni dei suoi brani più intensi e riusciti, da La traiettoria delle mongolfiere a 3/4, con quella voce da cantastorie di strada di chi la realtà la racconta perché la vive e ci vive dentro, realtà che poi diventa urgenza di farsi canzone.

Prendo la chitarra e canto quell'emozione senza scriverla da nessuna parte - aveva raccontato Testa  L'Isola della Musica Italiana qualche settimana fa alla domanda su come componesse le sue canzoni (leggi intervista) - poi la lascio stare. Lascio passare un tempo lungo, a volte molto lungo”. Questa fase di decantazione nella sua produzione si sente forte, si capisce quanto i brani siano sì il risultato di un'urgente emozione ma allo stesso tempo risultino essere anche figli di un tempo dilatato di attesa. ì“Ogni giorno questa canzone bussa, ma io la lascio indietro... - proseguiva il cantautore - lo faccio perché quando finalmente ha smesso di bussarmi quella canzone, allora io capisco che si è affievolita quell'urgenza. Lì prendo la chitarra e cerco di ricordarmela”. Ed il ricordo poi si fa concretezza, tiene con sé l'emozione del momento diventando narrazione; tutta questa ì“fatica” compositiva si percepisce chiara e nitida nell'ascolto di un live di Testa, e prestando attenzione è possibile scorgere nella riproposizione dal vivo sia il momento dell'immediatezza, quello in cui è la sola emozione a prendere per mano il brano, che quello del “mestiere” della scrittura, il tentativo di tracciare in parole il mondo delle sensazioni, tentativo per Gianmaria Testa più che riuscito.

A metà concerto scendono dal palco i compagni di viaggio e Testa resta solo con la chitarra, dando voce ad un'essenziale ed intima versione di Hotel Supramonte di De André. Poi da Nuovo a Lasciami andare, all'arrabbiata Cordiali saluti, alla perfetta durezza di Lele, i brani dell'ultimo disco di inediti del 2011, Vitamia, si prendono il centro di questo racconto e ne diventano la spina dorsale attorno alla quale incollare gli altri brani, da Gli amanti di Roma, Al mercato di Porta Palazzo a Seminatori di grano.

Per più di un'ora stralci di tango, distorsioni di rock, note blues di poesia malinconica, accenni di canzone popolare, tutto racchiuso nella poetica di un cantautore tra i più espressivi e figurativi della nostra musica, in un concerto che lascia addosso sogni, di quelli belli che si fanno ad occhi aperti.

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In dettaglio

  • Data: 2013-12-13
  • Luogo: Auditorium Parco della Musica (Sala Petrassi), Roma
  • Artista: Gianmaria Testa

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