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Cavea del Teatro dell'Opera, Firenze

Le Luci della Centrale Elettrica

Quando Le luci della centrale elettrica hanno salutato il pubblico - giustamente scomposto - della Cavea del Teatro dell'Opera di Firenze l'impressione è stata di aver partecipato una festa serratissima che ha illuminato una serena notte fiorentina da un privilegiato altopiano, la Cavea del Teatro Nuovo dell'Opera, nel Parco della Musica e della cultura: una location straordinaria che ha fatto da ricercata scenografia allo spettacolo - che mescola in un caleiodoscopio Costellazioni, l'ultimo disco del cantautore ferrarese Vasco Brondi, alcuni di brani dai precedenti lavori e alcune cover - permettendo uno scambio tutto particolare, tra il palco e le gradinate, man mano più profondo e libero, emotivo e fisico.

Il timore reverenziale che il luogo può indurre - vinto già da alcuni durante i periodi neri spettacolari di C'eravamo abbastanza amati che, sottolineati dal violoncello, hanno aperto il concerto - si è trasformato lentamente nella consapevolezza di essere spettatori e protagonisti allo stesso tempo di uno spettacolo che è una vera prova di maturità acquisita dall'artista.

La nuova veste di Cara catastrofe con una sonorità travolgente ha reso ancora più pregnanti le accorate richieste sfumate in alcuni versi di Fare i camerieri. Ed è durante la bella Macbeth nella nebbia, da Costellazioni, in un dolce frastuono di percussioni e violoncello, che Brondi, abbandonata la chitarra, si avvicina al pubblico che ha sentito l'esigenza di accorciare le distanze e di alzarsi per partecipare ai suoni e alle parole. Anche durante una Firmamento concitata e sfilacciata che lascia tutti senza fiato, ma pronti per visitare Un bar sulla via lattea, che nel finale trasforma il palco, e la cavea tutta, quasi in una discoteca. 

Alla felicità e ai locali punk di Maria Antonietta è la prima cover proposta tra suoni ossessivi e cori in un gioco di luci. Brondi attinge alla discografia meno recente per nuovamente imbracciare la chitarra e lasciare spazio alle atmosfere, alle esplosioni sonore, e ai venti forti dei deserti libici di Per respingerti in mare e alle passeggiate sulle spiagge deturpate di Per combattere l'acne.

E se è impossibile stare fermi durante le sonorità elettroniche che ricordano tempi lontani di Ti vendi bene - le frontiere tra palco e pubblico hanno una strana consistenza - è con Questo scontro tranquillo che c'è una energia difficile da trattenere che fa sussultare le gradinate che vengono letteralmente invase dallo spettacolo in un qui e ora dove l'emozione ha il sopravvento. Brondi parla poco durante il concerto, riuscendo però comunicare molto e in modo piuttosto diretto.
Si arriva alla seconda cover, in cui Le luci si confrontano con una versione giocosa di Summer on a solitary beach di Battiato: ed è subito dancefloor. Con Padre nostro dei satelliti si ritorna a Costellazioni tra password indimenticabili e un inquieto incedere del violoncello. Al termine, la band abbandona il palco lasciando Vasco Brondi solo con la chitarra per una rarefatta e sconnessa La gigantesca scritta Coop, dal disco d'esordio.

Rientrano Ettore Bianconi (moog ed elettronica), Daniela Savoldi (violoncello), Andrea Faccioli (chitarre) e Sebastiano De Gennaro (percussioni et similia) che con una lunga intro accompagnano Piromani, regno di chitarre e tensione urlata. E quando Leo Ferré dice che Per ora noi la chiameremo felicità il pubblico è entusiasta di questa escursione nel passato che prosegue con una incontenibile Le ragazze kamikaze. Così si finisce in un passato molto più remoto con una cover monumentale e irresistibile della celeberrima Emilia paranoica dei CCCP.
Il pubblico è ormai inevitabilmente scomposto e accoglie l'attesa Le ragazze stanno bene che viene cantata così all'unisono facendo prevalere l'emozione distribuita tra il palco e tutto il resto. Il concerto sta volgendo al termine ed è il momento del calore e delle domande, cullate dal violoncello, di 40 km con cui la band saluta i presenti per tornare poco dopo per le ultime canzoni. La terra, l'Emilia, la luna gridata dall'alto della Cavea riempie il cielo toscano. Alle note di Quando tornerai dall'estero va il privilegio lasciare tutti sospesi tra luci spettacolari. Questa festa è quasi finita, ma vale la pena di lasciarsi travolgere da I destini generali nell'entusiasmo incontenibile di tutti i presenti... quando ci si accorge che davvero è tutto finito, è già troppo tardi.

Anche il tour della band è arrivato alla data finale, prevista per il 16 settembre 2014: fortunate saranno Milano (o meglio, Sesto San Giovanni) e la struttura ex industriale del Carroponte, uno spazio vasto che forse sarà in grado di contenere tutta l'urgenza e le sorprese di questo disco. Per l'occasione numeri ospiti condivideranno il palco con Le luci della centrale elettrica: Maria Antonietta, Federico Dragogna (I Ministri), Dente, Rodrigo D'Erasmo (Afterhours), Giorgio Canali e Rachele Bastreghi (Baustelle).

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In dettaglio

  • Data: 2014-08-26
  • Luogo: Cavea del Teatro dell'Opera, Firenze
  • Artista: Le Luci della Centrale Elettrica

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