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Palalottomatica, Roma

Claudio Baglioni

Con Voi ReTour
Roma, e un futuro da costruire assieme

Quel  «'51 Montesacro e tutto cominciava» diventa sempre più lontano perché il tempo, lo sappiamo bene, non lo si può fermare. Eppure la musica a volte qualche miracolo lo compie, essendo una delle poche arti che lo scorrere inarrestabile di ore, mesi ed anni riesce a battere. Claudio Baglioni, 64 anni il prossimo maggio, è su di un palco da più di quaranta e le sue canzoni hanno, volutamente o meno, intrecciato la nostra vita o quella delle persone che ci camminano accanto.  Di quel ragazzo dagli occhiali con la montatura nera e spessa, l'Agonia del quartiere, poco sembra rimasto quando lo si vede davanti a migliaia di persone ballare e agitarsi, ma se le spalle ricurve e lo sguardo insicuro del timido di allora si sono trasformate in battute, balli e intrattenimento, la voce, quella potente che scalda scende nello stomaco e risale, quella è sempre la stessa.


Torna a Roma, la sua Roma, per la seconda parte del tour Con Voi che già da febbraio a maggio ha sentito applausi da circa 200.000 persone in più di trenta palazzetti italiani. Torna a Roma, e riempie il Palalottomatica per tre sere, 27-28 e 29 novembre.
Baglioni, è bene ricordare, ha sempre prestato massima attenzione alla sua dimensione live, quasi “pesasse” di più su un ipotetico piatto della bilancia di tutto il resto, dai tour Oltre il concerto e Ancorassieme dei primi anni Novanta, al memorabile Tour giallo nel quale il cantautore per presentare l'uscita di Io sono qui girò l'Italia, musicisti al seguito, su di un camion giallo suonando in diverse piazze italiane quasi a sorpresa; a Da me a te del 1998 nel quale portò attori, artisti di strada, giocolieri, performers e ballerini al centro degli stadi con attorno 70.000 persone a sera, in uno dei live più interessanti e completi che la musica italiana abbia mai visto. Anche gli anni Duemila hanno regalato spettacoli di altissimo livello, sempre ricercati nel minimo dettaglio; pensati, progettati ed organizzati come concerti che potessero abbracciare arti differenti, linguaggi complementari, e poi realizzati sfiorando la perfezione, con la musica sempre al centro del teatro e lui, padrone di casa e gran maestro di cerimonia (ricordiamo il Tour Blu, Sogno di una notte di note, Incanto).


Le date di Roma di questo ReTour, premettiamo, sono state sfiorate da una brutta bronchite che ha colpito Baglioni ma che, senza complimenti regalati, non ha diminuito il valore del live. Sabato 28 novembre quindi tre ore e un quarto di musica, della migliore che l'artista ha composto nei tanti anni di carriera, della migliore e della più apprezzata dal suo pubblico che non smette un solo minuto di cantare, applaudire, e guardare verso il palco con occhi sognanti. I primi brani, tra i quali E tu come stai? (introdotto da Baglioni con una battuta «E voi come state? Io non molto bene, ma vediamo cosa si può fare») gli servono a prendere le misure della voce, capire dove può spingere, dove può tenere note, e dove è meglio non chiedere troppo a se stesso; e se nei primi minuti spaventa qualche suono che arriva alle orecchie non perfetto (la “non perfezione” di Baglioni nel canto è comunque superiore all'80% della capacità canora di molti artisti italiani), il resto dello spettacolo è pulito, intenso, emozionante come ogni suo live. Ci sono tutti i pezzi da cantare forte, (quelli che chi ha comprato un biglietto pensa già come inseriti di default in scaletta) da Dagli il via, a Amore bello, da Acqua dalla luna, a Notte di note, Solo, Amori in corso, E tu, Io me ne andrei (con il pubblico a fare il controcanto), una splendida Con tutto l'amore che posso, un'intensa anche visivamente Poster, con voce chitarra e una panchina al lato del palco, la rockettara Quanto ti voglio, la voce e pianoforte di Avrai, il rito collettivo di Mille giorni di te e di me. Spazio anche per qualcosa di meno conosciuto al grande pubblico (che non è quello di Roma, che sa memoria ogni parola e respiro del cantautore) Andiamo a casa, E adesso la pubblicità, Un giorno nuovo o un nuovo giorno, brani dell'album del 1985 La vita è adesso, e Quante volte e Gagarin dall'album Solo; e per i brani più scanzonati e divertenti, dove il primo a ballare è Baglioni, da W l'Inghilterra a Porta Portese. Di poco scende l'intensità e il continuo scambio di energie tra lui e chi è a qualche metro, che ha ormai abbandonato il sedile scomodo del Palalottomatica per godersi in piedi gli ultimi brani, nelle esecuzioni delle “nuove” canzoni, da Dieci dita, In un'altra vita a E noi due là


Una breve parentesi va necessariamente fatta per due dei brani più emotivamente coinvolgenti nella dimensione live di Baglioni, Noi no e Io sono qui. Entrambi solitamente inseriti in scaletta nella seconda parte del concerto, ma prima del trittico di chiusura (Via, Strada facendo e La vita è adesso), sono certamente tra i più amati dai fan del cantautore: il primo (contenuto nel capolavoro Oltre del 1990) canto collettivo dal ritmo incalzante spinge, nel testo, ad un futuro prossimo che non allontana ma unisce (il “noi” del titolo viene mantenuto e ripetuto per tutto il brano); il secondo Io sono qui (titletrack del disco del '95) che marca al contrario una dimensione individuale, fu il brano che segnò il ritorno di Baglioni al suo pubblico dopo qualche anno di difficile silenzio, entrambi in concerto risplendono e risuonano con un'energia potente che si riempie dell'affetto puro e incondizionato che unisce Baglioni ai suoi fan.


Questo ReTour Con Voi, pensato e rappresentato come un cantiere in fase di costruzione, con gente al lavoro, movimento, pensieri e sguardi verso l'alto, progetti che prendono vita e ipotesi di cambiamento, in un periodo di vita dove invece lo sguardo sembra costretto a guardare fisso solo pochi passi oltre noi. Dove progettare qualcosa di diverso dai confini dell'ordinario sembra un'attività riservata ai folli, dove faticare per costruire viene additata come una inutile perdita di tempo, questo tour, al di là dell'indiscutibile valore artistico del live, di Claudio Baglioni e dei suoi musicisti, prova e riesce a dar vita ad un solco differente, ricordandoci che «la ricostruzione non è un fatto individuale, ma un processo collettivo. Tutti sono chiamati a fare la propria parte, a mettere in gioco idee, valori, volontà, in una parola se stessi. Perché il futuro è una città che si disegna e si costruisce insieme (C.B.)».

Grazie a Goigest e ad Alessandro Dobici per le foto.

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In dettaglio

  • Data: 2014-11-28
  • Luogo: Palalottomatica, Roma
  • Artista: Claudio Baglioni

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