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Auditorium Parco della Musica, Roma

Samuele Bersani

«Siamo giocolieri,
non sprechiamo il tempo a cercare
il senso gravitazionale che non c’è»

Samuele Bersani, giocoliere delle parole lo è da molto, da quasi 25 anni. E forse per festeggiarli, o forse più semplicemente per mettere un punto conclusivo alla prima parte della strada fatta fin qui, lo scorso 30 maggio ha riempito il palco della sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica, Roma) di emozioni, amici, artisti, note, qualche silenzio di commozione, e buone vibrazioni dell’anima.

Uno spettacolo, non semplice sequenza di canzoni, per ripercorrere tutti questi anni. Ad aprire Il mostro, brano del 1991, introdotto da alcune parole del testo lette da Dario Argento e a seguire Psyco, uno dei brani più recenti, con la stessa formula e l’interpretazione di Alessandro Haber. Il principio e la conclusione per cominciare, per dare i confini a questo viaggio, chè vent’anni di vita e musica sono tanti da raccontare, e per forza di cose bisogna tagliare, saltare pezzi, lasciare indietro qualcosa, però se lo si riesce a fare senza perdere il senso profondo della narrazione, passa l’intensità del percorso e la meraviglia della meta, e le tappe non importano più. Una festa questa due ore e mezza di Bersani, senza fuochi d’artificio o piedistalli su cui salire per farsi applaudire meglio, ma con la voglia di stare assieme a ricordarsi che «Il mio mestiere é quello di portarvi altrove. Il vostro potere é quello di farmi sentire che nei luoghi che invento si possa davvero vivere», come ha scritto sul suo profilo facebook nelle parole di ringraziamento per la bella riuscita della serata. Bersani in fondo, lo si sa bene, è sempre stato un artista coerente, in silenzio quando non aveva da dire, a cercare le parole adatte quando preparava un nuovo disco, che fossero quelle e non altre, con un’attenzione sempre artigianale per ogni suo lavoro, e il suo pubblico lo ammira e gli vuole bene anche per questo.


Gli ospiti amici sono stati molti, tutti entrati in perfetta sintonia con Samuele, intensi, leggeri ed emozionanti. La prima in ordine di apparizione sul palco è Malika Ayane per Spaccacuore (1994) e il pubblico fatica ad ascoltare in silenzio il duetto, il ritornello riporta tutti indietro di anni. Il secondo è Marco Mengoni e la scelta è per la meravigliosa Il pescatore di asterischi (2000), Bersani sempre in bilico tra l’essere a suo agio e l’imbarazzo di sentirsi l’oggetto dei festeggiamenti saluta il duetto con «è bello sentire una propria canzone reinterpretata da un’altra voce…ci si accorge di aver scritto proprio una bella canzone». È la voce di Piera Degli Esposti a leggere e introdurre En e Xanax (2013), luci rosse ad immergere il palco, sicuramente uno dei momenti più intensi e partecipati del live. Splendida è l’esecuzione di Come due somari (2006) “spogliata” da tutto e colorata dal talento di Ferruccio Spinetti e Petra Magoni; è poi un lungo applauso, più che dovuto, ad accogliere Pacifico, accompagnato dalle parole di Bersani che più volte sottolinea che “l’amicizia è sacra”. Si ferma un po’ il tempo quando i due artisti danno fiato e voce a Le mie parole, uno dei gioielli della discografia di Pacifico, perfettamente interpretata da Bersani e pubblicata nel 2002. L’intensità tocca l’apice quando Samuele butta lo sguardo verso un lato del palco «abbiamo cominciato insieme…mannaggia a te mi fai venire un groppo in gola» ed entra, bellissima, Carmen Consoli. E l’incrocio delle loro voci è per Giudizi Universali (1997). Chiude Caparezza e il racconto torna all’inizio, al 1992, per Chicco e Spillo.

«Di tutti gli amici che avrei voluto su questo palco, uno non può esserci…Lucio». Bersani si ferma, respira, chiede più volte scusa per il groppo in gola e nel ricordare il primo incontro in un bar di Bologna, chiama sul palco Luca Carboni e insieme danno vita e parole a Canzone, scritta per Lucio Dalla nel 1996 (nella foto a fianco insieme in occasione del duetto in Piazza Maggiore a Bologna nel 2006). Il miglior modo per chiudere questo viaggio, tornando all’inizio, a quando tutto cominciò, a quando uno degli artisti più talentuosi e meravigliosamente folli della nostra musica si accorse di un ragazzo che sapeva scrivere canzoni. Un’altra delle tante cose per cui dobbiamo dire grazie a Lucio.

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In dettaglio

  • Data: 2015-05-30
  • Luogo: Auditorium Parco della Musica, Roma
  • Artista: Samuele Bersani

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