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Porretta Terme

Francesco Guccini

Grazie Francesco Guccini.

Ho pensato a lungo a come poter cominciare questo pezzo, che dovrebbe raccontare a chi legge della tre giorni dedicata a Francesco Guccini a Porretta Terme (2-4 settembre). E ho pensato che voglio raccontarvi di due persone, una coppia, incontrata al bar accanto all’Hotel Roma, il bar al centro del paese.

Sabato sera, al termine del concerto dei musici. Poco importano nomi e provenienza, importa però la meraviglia di ascoltarli parlare delle balere frequentate da lei e di lui che le fa conoscere Guccini e la musica dei suoi amati cantautori, del coro di musica popolare e dell’imminente partenza per il Portogallo. Avevano certamente vissuto altre mille vite, rapporti, figli, matrimoni, città in giro per l’Italia e lì, dopo aver passato i sessanta, lei lo guardava innamorata come una quindicenne e ci diceva “sapete, lui è l’ultimo dei romantici” e lui la ascoltava parlare e non smetteva di ripetere “lei è una donna straordinaria”. Si erano rincontrati 46 anni dopo un primo incontro, ritrovati perché la vita aveva deciso così. Li ho guardati affascinata, emozionata e, lo ammetto, un po’ invidiosa. Ecco, l’atmosfera che ho respirato a quel tavolino del bar era esattamente l’essenza dell’evento di Porretta. Nulla stonava, tutto stava nella stessa riga, sarebbero potuti essere due personaggi di una qualunque delle canzoni del Guccio (e forse lo erano), una Incontro, o una Farewell, niente sembrava fuori posto.

Porretta è a un’ora da Bologna in mezzo all’Appennino, usciti dalla stazione pochi passi e dalla piazza principale due enormi casse come in un jukebox infinito fanno scorrere una dietro l’altra tutte le canzoni di Guccini, e vedi la gente camminare attorno a te e cantare, camminare e cantare. Tutti camminano e cantano, e se stanno raccontando qualcosa ad un amico, quando passano in piazza rallentano il racconto e cantano, poi si allontanano e riprendono da dove avevano lasciato. La città è vestita a festa, ma non sembra affatto qualcosa di artefatto, assomiglia tutto ad un gruppo di amici che si è dato appuntamento per stare assieme; molti sono compaesani, o vengono dai paesi vicino, qualcuno arriva da Bologna, pochi gli “stranieri” che nel resto dell’anno abitano lontano da questi monti. E l’aria di chi si conosce, di chi condivide radici profonde, molto più che una semplice porzione di terra calpestabile, si sente forte.

Esattamente come al Premio Tenco dell’ottobre scorso, anche qui a Porretta, il senso di tutto questo stare assieme, seduti su dei gradoni ad ascoltare le canzoni di Guccini in lingua catalana, o a sorridere insieme a Enzo Iachetti che scommette col fratello di far cantare Guccini (e vince la scommessa), o a cantare Le osterie di fuori porta o La locomotiva insieme ai musici, o a stare in silenzio dentro ad un cinema per ore a vedere tutti i documentari realizzati su questo nostro genio-amico-cantore della musica italiana, il senso di tutto dicevo, è ringraziare. Perché se l’artista compone, scrive e canta, perlopiù per un’urgenza personale e spesso poco comprende i “grazie” del suo pubblico, noi quel ‘grazie’ dobbiamo comunque continuare a dirlo. In tutte le forme e nei modi che conosciamo.

Perché non è vero che con le canzoni “non si fan rivoluzioni”, forse individuali ma si fanno. Ciascuno di noi le ha fatte, e le fa ogni giorno. Stravolgimenti, mutamenti, piccoli passi verso una direzione che ci porta ad una maggiore coscienza di quello siamo come uomini, le canzoni (sia inteso, solo alcune) ci parlano, ci smuovono e cambiano come poche altre cose esistenti al mondo. E allora, se abbiamo l’opportunità di trovarci di fronte a chi quelle piccole rivoluzioni ha innestato, dandogli voce e parole, quel ‘grazie’ non è solo sentito, è naturale.

E ogni occasione è buona, anche quella di un pezzo che avrebbe dovuto raccontarvi tre giorni di un bell’evento in mezzo alle montagne, e che forse non l’ha fatto.

Quindi…grazie Francesco Guccini.

 

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In dettaglio

  • Data: 2016-09-02
  • Luogo: Porretta Terme
  • Artista: Francesco Guccini

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