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Auditorium Demetrio Stratos, Radio Popolare

Trio Bobo

“… Sono in tre, ma si fanno in quattro…”

 Il loro ultimo lavoro, intitolato Pepper Games, è uscito da non più di qualche mese, ed ha fatto seguito al cd precedente, che portava il loro nome, e che era stato realizzato verso la fine del lontano 2004. Loro sono, in rigoroso ordine alfabetico: Nicola “Faso” Fasani, al basso elettrico, Alessio Menconi alle chitarre e voce, e Christian Meyer alla batteria, che insieme sono più noti come Trio Bobo, e questo nuovo album lo hanno presentato durante un mini concerto, durato un’oretta o poco più, in contemporanea diretta radiofonica, nell’Auditorium Demetrio Stratos, di Radio Popolare.

Si sono presi una decina e passa di anni per metterlo insieme, anni durante i quali hanno suonato singolarmente in altre differenti situazioni, ma durante i quali, non appena hanno potuto farlo, sono riusciti a trovare il tempo di calcare i palchi italiani con questa formazione, essenziale sì, ma fantasiosa e parecchio creativa. Come ha fatto notare Niccolò Vecchia, speaker di Radio Popolare e responsabile dei concerti del venerdì sera dell’emittente milanese, la loro musica, oltre ad essere bella ed attraente da sentire, ha davvero un altro e più intenso sapore quando la si può anche vedere, e quanto è successo sul palco dell’auditorium ha confermato in modo evidente questa tesi.

Tre amici, prima di tutto, capaci di scherzare con il pubblico e fra di loro, di prendersi in giro, di proporre la propria musica con leggerezza quasi fosse, alla fine, “robetta” non particolarmente impegnativa, ma con altrettanta autoironia, (Menconi, in fondo, è un “chitarrista meno che mediocre, divenuto mediocre con l’esperienza”) quando si propongono come musicisti che proveranno a suonare un determinato brano del quale non garantiscono il risultato finale. La realtà, non solo per gli addetti ai lavori ma anche per gli ascoltatori meno smaliziati, è che questi tre signori, quando attaccano un pezzo, fanno letteralmente paura: Alessio Menconi, con la sua fida Gibson 175, si muove agilmente e con grande gusto, scegliendo i timbri più adatti e passando da svisate latino-americane a passaggi armonici più complessi ed assai vicini, per intenzione e scelte sonore, allo stile di Allan Holdsworth.

Faso, con il suo “storico” Yamaha TRB 6P, accompagna, sottolinea, spinge, guida, si ritaglia alcuni passaggi puramente virtuosi alternando ad essi aperture melodiche che vanno ben oltre l’accompagnamento, in un continuo susseguirsi di vuoti e di pieni che, come hanno sottolineato i tre durante la serata, vuole essere la cifra stilistica che cercano di utilizzare quando compongono i loro brani o eseguono quelli altrui.

Christian Meyer infine è una sorta di Dea Kalì percussiva perché, con scioltezza e spontanea allegria, mette in fila serie ininterrotte di fill e crea dal nulla figure ritmiche senza soluzione di continuità:ascoltandolo ad occhi chiusi si ha l’impressione che, con lui, ci siano uno o due percussionisti che, in realtà si possono trovare esclusivamente nella micidiale indipendenza dei suoi arti.

In comune, oltre a doti musicali realmente non comuni, tre splendide e coloratissime camicie vintage in puro stile “psichedelico” e questo perché, come ha affermato il batterista elvetico: “Nella musica è l’immagine che conta”. Inutile dire che il timing fra i tre risulta essere qualcosa di spontaneo e il risultato finale di questo interplay non è mai una pura espressione di abilità tecnica, anzi, il tecnicismo fine a se stesso è lontano, molto lontano dallo stile del Trio Bobo che invece cerca, sempre, di dare un’anima ed una profondità melodica alle proprie esecuzioni.

Auditorium stipato, ben oltre i limiti e la capienza, fatto che, per un concerto di musica strumentale, non è affatto né ovvio né scontato. Terminata la diretta radio, ed a grande richiesta da parte dei presenti, il fantasmagorico bis con l’esecuzione di una versione, davvero da pelle d’oca, di Volcano for hire, brano di Joe Zawinul e dei suoi Weather Report, vero e proprio tour de force strumentale presentato, sempre ironicamente, come un tentativo, del tipo “…speriamo di farcela…”, ma condotto in realtà a termine con un’abilità ed una capacità interpretativa davvero fuori dal comune, fatto peraltro sottolineato dal “boato” finale dei presenti. Musica difficile? Musica di nicchia? Musica solo per esperti? Può anche darsi ma, a giudicare da come tenevano il tempo i presenti, muovendo ritmicamente le teste e battendo il piede, se ci fosse stata la possibilità di ballare in parecchi l’avrebbero colta più che volentieri.

Foto di Andrea Romeo

 

 

 

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In dettaglio

  • Data: 2017-02-24
  • Luogo: Auditorium Demetrio Stratos, Radio Popolare
  • Artista: Trio Bobo

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