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Auditorium Parco della Musica, Roma

Carmen Consoli

Per la seconda volta in quattro mesi Carmen Consoli si esibisce all'Auditorium Parco della Musica, all'interno di una rassegna ormai immancabile nell'estate romana, Luglio suona bene. Ancora una volta, prima di lei, sul palco sale Gabriella Lucia Grasso, che con l'ultimo lavoro Vussia cuscenza si è giocata tenacemente la Targa Tenco 2017 per il miglior album in dialetto. La Grasso dimostra una personalità dirompente, ed è capace di ipnotizzare in un tempo brevissimo un pubblico ancora distratto dall'ultimo barlume di luce che colora la Cavea. Come? Fondendo la tradizione siciliana con un'anima rock, intesa non tanto dal punto di vista musicale ma di approccio interpretativo: magistrale l'utilizzo della voce, a evidenziare ogni sfumatura del dialetto siculo, e originale lo sfruttamento del marranzano, trasformato quasi in uno strumento sintetico in coppia con la chitarra di Denis Marino.

L'impianto scenografico del palco di Carmen Consoli è un sontuoso strascico del tour Eco di sirene, che vedeva la Cantantessa accompagnata dai soli archi, ora rimasti a formare un trittico alla sua destra con fiati, percussioni e chitarre a chiudere una forma che, grazie al gioco di luci di Camilla Ferrari, assume le fattezze di una conchiglia o della guarnizione di una torta nuziale. A partire da A finestra la Cantantessa ripercorre il suo repertorio, e in due ore di esibizione mette in mostra tutte le possibili vesti delle sue canzoni.

La prima parte allinea brani sontuosamente arrangiati, che vedono impegnata buona parte della band: Massimo Roccaforte (chitarre, bouzouki, mandolino), Emilia Belfiore (violino e viola), Claudia Della Gatta (violoncello), Adriano Murania (violino e viola), Alessandro Monteduro (percussioni), Concetta Sapienza (fiati). Poi la Consoli decide di omaggiare una delle sue tante influenze femminili, Joni Mitchell, in un'ipnotica versione di Little green, da cui parte una sorta soliloquio a sei corde in cui la cantautrice catanese dà prova di tutta la sua abilità esecutiva e interpretativa (le lezioni del padre, dedicatario di Mandaci una cartolina del 2009, hanno sortito un grande effetto).

Carmen Consoli sa essere chanteuse ma anche narratrice, è una compositrice eclettica e sa spaziare dal blues al rock fino al prog con Geisha, picco massimo del concerto. Nella seconda parte del set fanno la loro comparsa anche Elena Guerriero (pianoforte) e Giuseppe Spampinato (tromba), ma per i bis la Consoli si lascia accompagnare solo dal suo prode cavaliere Massimo Roccaforte, amico di una vita con cui da sempre arrangia le canzoni. Qui è Blunotte, brano scritto per l'amica Tosca a metà degli anni Novanta e poi finito in Confusa e felice, a togliere davvero il fiato.

Carmen Consoli è sempre stata un'artista libera. Libera da dinamiche seriali, libera di fare la mamma e non pubblicare un disco per sei anni, libera dalla rincorsa alle mode, libera di inserire la tradizione di Rosa Balistreri in chiave pop con risultati affascinanti, libera di allontanare il divismo e di cercare un rapporto sincero con il proprio pubblico, libera di duettare con Max Gazzè e Daniele Silvestri, ma anche con Tiziano Ferro e Giovanni Caccamo. Libera di studiare, ricercare, sperimentare. Libera di essere in tour nonostante non abbia un disco da promuovere.

Foto di Carmen Consoli da pagina fb dell'Audiotrium Parco della Musica

 

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In dettaglio

  • Data: 2017-07-27
  • Luogo: Auditorium Parco della Musica, Roma
  • Artista: Carmen Consoli

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