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Osteria delle Dame

Carlo Valente

Una nuova primavera per l’Osteria delle Dame di Bologna

Dalle due Torri dritti giù per Via Castiglione, è una passeggiata a passo svelto di una decina di minuti. Non voglio arrendermi a questa primavera super-ritardataria e Bologna stasera ha deciso finalmente di darmene un assaggio, e giacca di pelle sia allora. A Vicolo delle Dame 2 c’è un portoncino nero, nessuna scritta fuori, è semi aperto, entro. Un paio di rampe di scale a scendere e, ammetto, negli ultimi due scalini mi assale per pochi istanti un po’ di emozione, quella bella che ti fa ricordare la prima cassetta (sì, io sono del tempo delle cassette) registrata da un amico, Lettera riascoltata a ripetizione, e tutte le sere in cui Guccini ti sembrava il solo capace di darti una risposta. I luoghi, soprattutto alcuni, restano impregnati delle voci che li hanno attraversati. Delle voci, gli odori, i passi, le grida, le risate. Questo, quando entri all’Osteria delle Dame, ti arriva addosso tutto insieme. Le pareti parlano, respirano quasi, e rimandano indietro anni passati, serate di musica e vino che quelli della mia generazione hanno sentito solo nei racconti dei papà. Solo che il racconto, per fortuna, ha una potenza che poche altre cose hanno e allora ti sembra di aver vissuto tutto, ti sembra quasi che tu c’eri, sul finire dei ’70, jeans a campana, capelli raccolti, borsa di cuoio e zeppe. Seduta da qualche parte, vino rigorosamente rosso e il capellone Francesco Guccini voce e chitarra a deliziare le nottate.

Da questo palchetto sono passati in molti, quasi tutti. Non solo Guccini ma anche Dalla,VecchioniConteLauzi, Bertoli, Ron, Lolli, tra gli altri. Se dalle foto appese alle pareti, all’atmosfera amichevole che si respira, alle panche in legno, tutto sembra volerci riportare con nostalgia al passato, l’obiettivo principe di questa riapertura (l’Osteria era chiusa dal 1987) è guardare avanti, anzi meglio, guardarsi attorno per accorgersi della validissima canzone d’autore che viene prodotta dai tanti artisti italiani di questi tempi qui.

Andrea Bolognini è colui che un anno fa ha convinto la famiglia proprietaria dell’immobile a concedergli il locale in affitto e che, a sue spese, lo ha rimesso a posto e riaperto per farne sede dell’Associazione Osteria delle Dame. La passione per la canzone d’autore ovviamente è stato il motore di tutto questo suo investimento/movimento. Bolognini ha scelto poi uno che di canzone d’autore, e delle sue evoluzioni, se ne intende per ricoprire la carica di Direttore Artistico, Paolo Talanca (critico musicale e saggista). E Paolo ha messo in piedi, per la primavera 2018, sei serate di altissimo livello artistico strutturate con un primo momento di racconto-intervista con un addetto del settore (giornalistica, saggista, critico musicale), nel quale si analizza e si ripercorre un pezzo di storia della canzone d’autore, ed un secondo momento live con un artista legato, per poetica principalmente, a quello che si è precedentemente raccontato. L’Osteria delle Dame ha così accolto sul suo palco fino ad oggi lo stesso Talanca per la prima serata di apertura con una lezione-spettacolo sulla scuola genovese, con ospite Francesco Baccini, poi Fausto Pellegrini per attraversare parte della canzone d’autore emiliana (Guccini, Dalla) e il live di Roberta Giallo, ed infine Enrico Deregibus per entrare nel lungo corso della scuola romana (da De Gregori a Daniele Silvestri), con a seguire Carlo Valente.

Mi ritrovo alle Dame sabato 7 aprile, serata aperta dalle parole di Deregibus e chiusa dalle note del cantautore romano d’adozione (reatino per nascita) Carlo Valente. Andrea Bolognini fa gli onori di casa in assenza (forzata dall’influenza) del direttore artistico, introducendo il racconto di Deregibus sulla scuola romana, che spazia dal caro Folkstudio, ai nuovi modelli british dai quali sembra partire quel gruppo di amici-artisti, e la loro voglia di confrontarsi, consigliarsi ed ascoltarsi a vicenda, agli aneddoti su De Gregori, fino ad arrivare ai “nuovi” Niccolò Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri. Leggero ed interessante questo primo momento della serata, e gli ascoltatori in sala rispondono attenti e partecipi. Il fil rouge che porta ai brani di Carlo Valente è ben evidente e non è necessaria nessuna sottolineatura ulteriore; Carlo si siede al piano ed esegue prima Rimmel per un omaggio a De Gregori e poi la sua Gli amanti, brano nato sulle scale di un portico di Bologna nei giorni, racconta, della scomparsa di Lucio Dalla (più tardi nella serata eseguirà alla chitarra anche una intensa Anna e Marco). Poi La trattativa Sandro Maura dove in un gioco di senso trasforma lo Stato e la Mafia in una coppia di innamorati, convincente ed originale; di seguito La creazione, una lunghissima e folle canzone che nel solco, quantomeno compositivo, de La Genesi, sbeffeggia ironicamente i sette giorni in cui Dio creò il mondo.

Sempre dal suo album Tra l’altro (arrivato, lo ricordiamo, nella cinquina delle migliori opere prime alle Targhe Tenco 2017) regala poi al pubblico sul finire del live la divertente Canzone moschina (testo di Eugenio Rodondi) e due brani che meritano entrambi qualche parola in più: il primo è Crociera Maraviglia, brano vincitore del Premio Amnesty International Italia Emergenti 2017, una delle cose (non solo canzoni) più intelligenti e ben scritte sul difficile tema delle morti nel Mar Mediterraneo e Tra l’altro, titletrack del disco, ben introdotta da Enrico Deregibus con poche ma significative parole, «provate ad arrivare alla fine dell’ascolto senza emozionarvi». Tra l’altro è una commovente lettera scritta, immagina Carlo, dalla penna e dalla sensibilità di Federico Aldrovandi, il ragazzo deceduto a seguito dei colpi ricevuti durante un controllo della polizia il 25 settembre del 2005 a Ferrara. In prima persona il ragazzo, con pietà e tristezza, si rivolge ai suoi aguzzini e compie un gesto metaforicamente rivoluzionario, che sa quasi di perdono. Perché nelle canzoni si può fare, riscrivere la storia intendo, dare un altro finale, e dare una voce, anche fosse solo per pochi minuti, a chi se l’è vista strappata via con violenza.  

Carlo Valente è senza dubbio uno dei migliori nuovi artisti che avrete la fortuna di ascoltare in giro per l’Italia. Per musicalità, scrittura ed intelligenza emotiva. Ascoltarlo tra le mura de L’Osteria delle Dame è stato per me un onore. 

Di seguito i prossimi appuntamenti all'Osteria delle Dame:

14 aprile - Tenco Ascolta (ospite Sergio Cammariere)

21 aprile - Nando Mainardi (presentazione del libro "L'importante è esagerare. Storia di Enzo Jannacci") / live di Ivan Talarico

4 maggio - Gianni Mura (presentazione del libro "Confesso che ho stonato") / live di Max Manfredi 

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In dettaglio

  • Data: 2018-04-07
  • Luogo: Osteria delle Dame
  • Artista: Carlo Valente

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