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Auditorium Parco della Musica, Roma

Premio De André

Il 24 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma ha trovato finalmente il suo consumo la finale del Premio Fabrizio De André 2017, dedicata a Piergiorgio Faraglia e Fausto Mesolella, omaggiati in apertura con la proiezione del video di L’uomo nero e l’interpretazione di O ‘mbrello da parte di Alessio Bonomo (qui a fianco in una foto di repertorio). Questa edizione ha premiato Mannarino con la Targa Faber e la Bandabardò con la targa 'Quelli che cantano Fabrizio' per una scanzonata versione di Il Giudice. Al di là della gara, il Premio è sempre una buona occasione per ricordare quanto sono importanti le idee e quanto è importante la libertà di esprimerle, soprattutto al tempo dell’idiocrazia e della pavocrazia. È sempre una buona occasione per ricordare l’importanza poetica, politica e umana di Fabrizio De André.

La sedicesima edizione è stata vinta da Chiara Effe. Una vittoria di cui tenere conto per tanti motivi. Prima di arrivarci, però, questo è l’elenco dei finalisti: Augenblitz (L’onda), Beltrami (Inconsapevole), Chiara Effe (La strada dei giardini), Danilo Ruggero (I figli dei figli degli altri), Filippo Villa (Alfista), Giulia Mei (Vivi, c’hai la vita, deficiente!), Kafka sulla spiaggia, (Shakeisha), Martino Arcobasso (Irrilevante), Misga (Scontrare la morale), Nanco (Ti invito in Abruzzo), Vhsupernova (Come un labirinto), Villazuk (Fiorecri).

Dunque, primo motivo: la cantautrice cagliaritana ha presentato una canzone ben costruita e interpretata con finezza. Così ha fatto saltare il banco aggiudicandosi sia il premio della giuria, microcosmo di addetti ai lavori, sia il premio del pubblico, campione medio (ma attento) degli utenti mercantili. Incontrare i favori di queste due compagini è forse lo scoglio più complicato per la canzone d’autore femminile, spesso troppo rinchiusa in sofismi vocali che sfocano in maniera irreversibile i brani. Anche la Effe ha rischiato di perdersi in quella foschia, portando all’eccesso una coda vocalica distorta, ma l’estetica semplice della sua La strada dei giardini ha avuto la meglio.
Secondo motivo: Chiara Effe (qui in una foto di Mimmo Urzia, mentre ritira il premio da Dori Ghezzi) ha portato sul palco un’idea musicale e una storia universale, immergendo la matrice più nostalgica del tema amoroso in un’aria che ha il sapore del sud del mondo. La strada dei giardini è nella sua Cagliari ma è ovunque, e tutti l’abbiamo percorsa. A volte è importante anche ri-conoscersi in qualcosa di autentico, e questo la canzone dovrebbe farlo sempre, ma non sempre accade.
Terzo motivo: le canzoni scritte bene reggono nude, così come sono nate. A differenza dei suoi concorrenti, la Effe ha convinto soprattutto per la scelta di privilegiare la forma più essenziale della scrittura (vedi il video). Chitarra e voce, semplice e leggera come la gonna bianca di cui parla nella sua canzone. Senza orpelli (fatta eccezione per la coda di cui sopra).

Al netto di una finale dal livello alto e dalle soluzioni originali, qualche menzione è d’obbligo: per gli Augenblitz, per la dedizione alla pulizia e la valorizzazione delle armonie; per Danilo Ruggero, perché il suo grido contro l’ipocrisia è un potenziale inno generazionale (qui a destra nella foto Danilo, in primo piano, con i musicisti che l'hanno accompagnato sul palco); per Flavio Secchi, premiato dagli utenti di Repubblica.it, perché i bravi chitarristi spiccano sempre in un modo sintetico; per Diletta Parlangeli e la sua conduzione esemplare.

Ah, ultimo motivo, importantissimo: la vittoria di Chiara Effe, unita al trionfo di Gabriella Martinelli a L’Artista che non c’era, a quello di Daniela Pes al Premio Parodi e al Premio dei Premi, di Agnese Valle al Premio Panseri, all’exploit definitivo di Francesca Incudine, (Premio Bianca d'Aponte e Miglior Disco in dialetto al Premio Tenco) dimostra ancora una volta che la canzone d’autore femminile, in questi ultimi anni, ha una linfa forse più vitale di quella maschile. Deve solo abbattere il muro del mercato.

 

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In dettaglio

  • Data: 2018-11-24
  • Luogo: Auditorium Parco della Musica, Roma
  • Artista: Premio De André

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