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Aversa, Teatro Cimarosa

Premio Bianca d'Aponte

 

Dopo appena tre mesi dalla celebrazione della sedicesima edizione prevista per il 2020, e scivolata causa pandemia sotto il sole pieno dell’estate, eccoci già all’edizione 2021, che si è svolta nello storico Teatro Cimarosa lo scorso 22 e 23 ottobre, mentre ancora vivi sono i bei ricordi dell’edizione estiva. Anche questo è un piccolo e rassicurante segno del progressivo e sperato ritorno alla normalità, con la musica, lo spettacolo e la cultura che si rimettono faticosamente in cammino, belli pesti ma più vivi ed indomiti che mai, con la platea occupata in ogni ordine di posti che ne è vivida testimonianza.

Il Premio Bianca d’Aponte è ormai da tempo un appuntamento atteso e prestigioso, intanto perché è praticamente l’unico contest italiano riservato esclusivamente alle nuove leve cantautorali femminili, ma anche per la caratura artistica delle proposte, l’ottima organizzazione, il clima empatico e familiare che prevale sull’aspetto competitivo. Aggiungiamo anche l’entusiasmo genuino degli ospiti che ne calcano il palco impreziosendo le due canoniche serate, nelle quali però la ribalta e la visibilità vanno in primo luogo alle dieci cantautrici che hanno superato le selezioni, approdando alla fase finale.

Madrina di questa edizione, con il compito di presiedere la giuria è stata Chiara Civello (qui con Ferruccio Spinetti, con cui ha condiviso una parte del suo intervento), che nella serata finale ha interpretato, insieme ad alcune sue canzoni, il brano Erbe ed erbacce di Bianca d’Aponte, e questa scelta appare tutt’altro che banale, accostandosi alla tematica cara a Fabrizio De André (dal letame nascono i fiori) che spesso nella vita convivono gli opposti, il bene e il male, come i primi e gli ultimi, tutti a calcare fianco a fianco il sipario dell’esistenza.

 

Il senso stesso della gara canora è disvelato dalle parole sagge ed affettuose di Gaetano d’Aponte che, chiamato sul palco nei momenti che precedono la premiazione, quando l’attesa per i verdetti delle giurie si fa più intensa e palpabile, ha sorpreso tutti dichiarando “ecco, io ho qui le mie dieci vincitrici, e questo è ciò che conta, il resto, le menzioni, la palma della vittoria, non sono cose che mi riguardano”. Una conviviale festa della musica, insomma,  più che una competizione, con i voti delle due giurie che hanno proclamato vincitrice assoluta del Premio Bianca d’Aponte 2021 Isotta Carapelli, in arte Isotta (qui in alto il momento della premiazione), giovane artista toscana che si è distinta con il brano Io di impronta romantica con sfumature dark, ed assegnato il Premio della critica “Fausto Mesolella” a Miriana Faieta di Chieti, col brano Lo chiami Dio, la quale si è aggiudicata anche il riconoscimento per la migliore interpretazione, mentre la menzione per il miglior testo è andata a Giove (Giorgia Li Vecchi) di Torino, per il brano Gli indifferenti.

Molti i riconoscimenti in palio. Alla vincitrice assoluta è andata una borsa di studio di € 1.000, la partecipazione come ospite alla prossima edizione del Premio, tre concerti di presentazione prodotti da Doc Live e la possibilità di partecipare al Premio dei Premi del Mei di Faenza. Per il Premio della Critica è prevista una borsa di studio di € 800 e il servizio di ufficio stampa per un anno da parte di FreeCom.
Ma, come sempre, ci sono stati diversi altri premi assegnati direttamente da realtà esterne all’organizzazione o da singoli giurati. Novità di quest’anno sono due borse di studio per il Cet di Mogol da parte della ‘Fondazione Jacqueline e Totò Savio’. Ad assegnarle è stata la stessa Jacqueline, che ha scelto Alessandra Pirrone di Catania e Vitto di Vinci (Firenze). A quest’ultima anche il premio dell’etichetta Suoni dall’Italia di Mariella Nava, con la proposta di una possibile collaborazione artistica. Ad Anna e l’appartamento di Verona va un premio di Soundinside Basement Records consistente nella realizzazione di un video live in studio e una proposta per un anno di assistenza legale e manageriale da parte di SIEDAS.
Valentina Polinori di Roma si è meritata invece il “Premio ’Na stella” (titolo di una canzone di Fausto Mesolella, storico direttore artistico della manifestazione) del Virus Studio, con l’incisione di un brano con la produzione artistica di Ferruccio Spinetti, direttore artistico del Premio Bianca d’Aponte. In gara c’erano anche Roberta De Gaetano di Messina, Olivia XX di Civita Castellana (Viterbo) e Claudia Salvini di Montevarchi (Arezzo).

Detto della premiazione, dei premi e delle artiste premiate, resta da raccontare brevemente delle intense emozioni che gli ospiti, tutti di primo piano nel panorama della musica italiana, hanno riversato dal palco alla platea.

 

Nella prima serata si sono esibiti Monica Sannino, vincitrice della precedente edizione del concorso, Giovanni Truppi, il Trio Cantautrici (Rossana Casale, Grazia Di Michele, Mariella Nava), Marco Martinelli ed il duo Still Life, a cui è andato il Premio Bianca d’Aponte International. Davvero apprezzata è stata poi la suggestiva interpretazione del brano Ninna nanna in re di Bianca d’Aponte, con la quale un gruppo di studenti del Liceo Musicale Cirillo di Aversa ha omaggiato la talentuosa e compianta artista nel cui ricordo si celebra l’evento, così come si è vissuto un momento di particolare intensità con la  consegna del “Premio alla carriera” della Città di Aversa a una figura storica della canzone italiana, Peppino di Capri, il quale ha regalato al pubblico in sala una struggente interpretazione, voce e piano, di Champagne.

La serata finale si è aperta, a sorpresa, con un omaggio a Fausto Mesolella con un suo brano, Quello che non voglio (su testo di Stefano Benni), cantato da Giuseppe Anastasi. Si sono poi avvicendati sul palco Alessandro Mannarino, Cristina Donà, Tony Canto, Carlo Marrale, Francesco Tricarico & Jennà Romano, oltre a Chiara Civello.

 

La conduzione delle serate è stata affidata, come d’abitudine, alla maestria degli affiatatissimi Ottavio Nieddu e Carlotta Scarlatto, la direzione artistica della manifestazione nelle salde e sapienti mani di Ferruccio Spinetti, l’organizzazione generale agli infaticabili Gaetano d’Aponte e Gennaro Gatto. L’evento, promosso dall’Associazione Musicale Onlus Bianca d’Aponte, ha visto il Comune di Aversa quale partner privilegiato e Rai Radio 1 come media partner. 

Calato il sipario sulla diciassettesima edizione restano, scolpiti nella memoria, i bei momenti artistici vissuti, le emozioni intense, ma soprattutto, stampate con tratto indelebile sulla brochure ufficiale del Premio, le parole “Sono un’isola: io, donna, per una canzone d’autore”.

foto di Giorgio Bulgarelli

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In dettaglio

  • Data: 2021-10-22
  • Luogo: Aversa, Teatro Cimarosa
  • Artista: Premio Bianca d'Aponte

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