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Conservatorio di Milano

Roberto Cacciapaglia

 “Arrivava il momento in cui il poeta si chiudeva la porta alle spalle, si liberava di tutti quei mantelli, orpelli e altri accessori poetici, e rimaneva in silenzio, in attesa di sé stesso. (…) Perché a dire il vero, solo questo conta.”
(Wislawa Szymborska)

 

In occasione di un’intervista a cura della nostra testata nella primavera del 2020, in un paese da poco calato nel lockdown a causa della pandemia, il Maestro Roberto Cacciapaglia raccontava con rammarico come molti progetti in calendario da lungo tempo avessero dovuto subire una sospensione (leggi l’intervista). Tra questi anche il concerto al Conservatorio, che è tornato finalmente a riempirsi della sua musica lo scorso 5 novembre.

Nonostante il compositore abbia calcato i palchi più prestigiosi in ambito italiano ed internazionale, l’evento in Sala Verdi ha per lui un sapore molto speciale in quanto segna il suo ritorno nel luogo dove si è diplomato sotto la guida di Bruno Bettinelli, e dove ha studiato anche direzione d’orchestra e musica elettronica. E sceglie di tornarci per la prima volta con un concerto per pianoforte solo. Nessuna orchestra ad accompagnarlo ed interagire con lui, nessun ausilio elettronico. Soltanto lui ed il suo pianoforte, il suo centro e il suo “sole”. Soltanto puro suono, l’essenza della musica, in un teatro gremito che non delude le aspettative in seguito al decreto che ripristina la capienza al 100% nel settore dello spettacolo.
Ad aprire la serata la talentuosa pianista e compositrice Giuseppina Torre, che ha presentato alcuni brani tratti dal suo album Life Book pubblicato da Decca Records. Un disco che in dieci capitoli racconta un percorso personale costellato da momenti difficili e li mette a nudo, come in una seduta di psicoanalisi, per trasformarli in un inno alla resilienza e al coraggio (a questo link la recensione). 

 

Dopo qualche minuto, il Maestro Cacciapaglia fa il suo ingresso sul palcoscenico, accompagnato da un lungo applauso, si siede al piano e introduce la magia che accoglierà la platea con tre brani tratti da Diapason, l’ultimo suo album di inediti, uscito ad inizio 2019 e registrato con la Royal Philarmonic Orchestra negli Abbey Road Studios di Londra.

La scaletta è corposa e attraversa buona parte del suo repertorio, alternando brani più meditativi ad altri più incalzanti. Tutti ugualmente pieni di colore e di grande intensità emotiva, testimoni di un percorso evolutivo artistico che non si è mai interrotto, costantemente volto ad espandere gli orizzonti e i confini del suono, in una commistione tra tradizione classica e sperimentazione elettronica, spesso con la collaborazione delle più rinomate formazioni musicali d’insieme. Uno dopo l’altro, Cacciapaglia inanella alcuni tra i suoi pezzi più celebri, brani dove la natura e la spiritualità sono elementi fondanti, intervallati soltanto da lunghi applausi da una platea attenta, quasi in contemplazione.

Chi conosce il compositore sa bene che quando compone e suona dal vivo sente forte il bisogno di creare un tutt’uno con la sua musica, entrare in una dimensione intima con essa, perché lo considera l’unico modo per poter stabilire veramente un contatto con chi ascolta e condividere la sua parte più profonda. E in effetti ascoltandolo ci si accorge che è totalmente immerso in ciò che suona. Si concede una pausa solo verso la fine del recital, per anticipare gli ultimi brani che andrà ad eseguire prima dei bis, tratti dal suo lavoro Tree of Life, composto per Expo 2015, e colonna sonora dell’esibizione che ha portato le Farfalle Azzurre, le ragazze della ginnastica ritmica, a meritarsi la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo. Spiega poi l’esigenza, dopo tante sperimentazioni elettroniche, di tornare all’essenza del suono e ringrazia per il privilegio di poterlo fare in un luogo per lui così denso di ricordi.

Il concerto rappresenta anche l’occasione per eseguire i due nuovi singoli Angel falls e Days of Experience, che anticipano l’album di prossima uscita e che siamo certi rappresenterà una ulteriore tappa del suo viaggio di esplorazione nel mondo sonoro. Perché la musica, come ha ribadito lui stesso quella sera, non può che essere in continua evoluzione in quanto arte libera.

 

Scaletta:
Driving Home
The cicles of minor and major
Innocence
Seconda navigazione
Meteora
Outdoor
How long
Days of experience
Olimpica
Sonanze III
The future
Angel falls
Double vision
Endless time
Tho boy who dreamed airplanes
Nuvole di luce
Oceano
Diapason
Wild side
---------------
Atlantico
Last Day

 

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In dettaglio

  • Data: 2021-11-05
  • Luogo: Conservatorio di Milano
  • Artista: Roberto Cacciapaglia

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