Stadio Olimpico, Roma

L’animale da palco per eccellenza
del rock italiano torna anche per l’estate 2008 con un nuovo tour. Si parte da
Roma, ed è un’inaugurazione contrassegnata dalla curiosità di sapere come
verranno resi dal vivo i brani dell’ultimo disco “Il mondo che vorrei”. Una
curiosità ben ripagata alla fine delle due ore abbondanti di spettacolo, perchè
il nuovo tour di Vasco è la solita festa all’insegna del rock’n’roll, un rito
pagano con tutti gli elementi al posto giusto: pathos, disperazione, sesso,
sudore, follia, emozioni. L’imponenza del palco sa di già visto ma l’effetto
non ne patisce. Il gruppo che accompagna il rocker di Zocca è lo stesso degli
ultimi tour, un pugno di musicisti che sembrano i pirati fedele del primo (ed
unico) comandante-pirata, capaci di passare in men che non si dica da atmosfere
energiche con ritmiche serrate e ficcanti a passaggi lenti di grande atmosfera
e malinconia toccante. A fare da discriminante umorale tra un momento e l’altro
lui, il Blasco, apparso sin dalle prime battute in splendida forma.
La scaletta, come previsto,
dedica ampio spazio ai brani nuovi, non sempre all’altezza della situazione ma
ottimi come corollario alle canzoni tratte dal vecchio repertorio, a volte
parzialmente riarrangiate, altre volte riproposte nella versione più classica.
Tra le sorprese menzione d’obbligo per La
noia che mancava da anni nelle scalette del nostro, e per un interludio acustico
formato da Toffee, Ridere di te, Dormi
dormi, Brava Giulia, Dormi dormi reprise e Va bene va bene così davvero toccante. Ma non hanno certo deluso
le varie Un senso, Sally (sempre magnifica), Siamo soli, Vivere, C’è chi dice no
ed il medley elettrico in cui sono state proposte una dietro l’altra Ormai è tardi, Non mi va, Ci credi, Susanna, Sensazioni forti, Deviazioni,
Asilo Republic e Colpa d’Alfredo. Finale unplugged con i classici dei classici: Canzone, Vita Spericolata e Albachiara,
quasi un tributo alla loro stessa leggenda. Peccato per l’assenza di qualche
novità nella scaletta: brani come Ogni
volta, Giocala e soprattutto Gli angeli avrebbero regalato quel pizzico di emozione in più a un set a volte un po’ troppo prevedibile. Comunque
un trionfo annunciato, che per i fan della prima ora ha avuto il dolce sapore
della più bella delle riconferme.