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The Place, Roma

Piji

Ma perché si dice in giro che la canzone d’autore è finita? Pierluigi Siciliani, in arte Piji, ha presentato al The Place il suo ep Lentopede, esordio discografico per un artista pluripremiato, già Premio Lunezia e premio L'Artista che non c'era, fra gli altri. Per l’occasione, Piji non ha solo presentato canzoni, ma le ha fatte suonare; e le ha fatte suonare bene.
I brani di Piji partono sempre da un’idea originale, ha argomenti – nel senso più ampio del termine – che coinvolgono anche la creatività poetica e musicale.  Queste idee sono poi base e punto di partenza per gli arrangiamenti, per i musicisti che al The Place hanno davvero suonato per bene; sette elementi sul palco: dallo stesso Piji con chitarra classica a Luca Iaboni con tromba e flicorno, Matteo Locasciulli al contrabbasso e al basso elettrico, Biagio Orlandi ai sassofoni, Matteo Ruberto alla chitarra elettrica, Filippo Schininà alla batteria e  Dario Piccioni alla tastiera.
La musica, le parole e poi la teatralità, perché un concerto di Piji e ogni su canzone hanno nella performance un elemento inscindibile e imperdibile. Si prenda L’Ottovolante: parla di Natalino Otto, artista osteggiato nel ventennio fascista perché esterofilo e amante del jazz e della  musica d’oltreoceano. Il brano ha un’introduzione parlata, nella quale Piji esprime doti istrioniche indiscutibili; prosegue poi con uno swing allegro e che descrive bene la carica innovativa di Otto. Ecco, jazz e teatro-canzone, Caputo e Gaber uniti da Natalino Otto: è Piji, le sue passioni che diventano canzone; è canzone d’autore.
Il disco si apre con AcO2qua, primo singolo in airplay radiofonico, frizzante e originale metafora dell’amore. Si prosegue con Lentopede, una dichiarazione di poetica, si potrebbe dire, per un brano lento e che non perde mai una delle caratteristiche di Piji: l’ironia. C’è poi I cigni di Nymphemburg, brano che dà sensazioni indefinite, tra l’allegro e il malinconico, e che nel disco ospita il violino di Olen Cesari. La penultima canzone, prima de L’Ottovolante, è Madama pioggia, che forse è il saggio di bravura del giovane cantautore romano: un brano lento, con immagini poetiche convincenti, che parte descrivendo un giorno estivo di pioggia passeggera, continua raccontando la propria vita e si chiude – suo malgrado – con un saluto che sa di attesa: perché ci sarà un altro momento di malinconia, come lo swing strascicato della canzone aspetta un nuovo strumento, una nuova improvvisazione, un nuovo domani dopo l’oggi. Arte della meta-arte… chapeau.

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In dettaglio

  • Data: 2008-10-29
  • Luogo: The Place, Roma
  • Artista: Piji

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