Caffè Letterario, Bergamo

Lasciata a casa La Staffa, il
gruppo che da tempo lo segue dal vivo come su disco, Max Manfredi presenta le canzoni di “Luna persa” e i brani meno
recenti in formazione ridotta: lui alla chitarra acustica ed il solo Marco
Spiccio ad accompagnarlo al pianoforte e con qualche sporadico coro. Un
approccio denudato che si sposa perfettamente con l’intimità del Caffè
Letterario di Bergamo (pochi i presenti, ma tanti ne bastano a riempire la sala)
ma che al contempo reclama una verifica a fronte delle molteplici fogge
strumentali e di generi con le quali il cantautore genovese ha vestito le
tracce del suo ultimo lavoro. E la verifica arriva quasi subito in scaletta,
quando – dopo l’apertura con Le storie
del porto di Atene a cui fanno seguito Fado
del dilettante e Tra virtù e degrado
– L’ora del dilettante apre al meglio
un quartetto di brani che continuerà con Aprile,
Il morale delle truppe e Il treno per Kukuwok: le canzoni, ancorché
asciutte, reggono bene e non perdono molto della loro forza comunicativa.
Merito della scrittura di Manfredi, certo, ma anche di una resa dal vivo che
nel mondo delle canzone d’autore non è sempre così comune. La coppia
Manfredi-Spiccio di fatto suona a memoria, e poco conta che stasera manchi pure
l’assistenza delle spie. Manfredi possiede un’ottima tecnica chitarrista,
mutuata da un background musicale che va ben oltre il cantautorato più
tradizionale e abbraccia anche la musica medioevale; Spiccio dal canto suo
lavora di mestiere ed inventiva al piano, dimostrandosi anche un’ottima spalla
(comica) negli intermezzi parlati tra un pezzo e l’altro.
Alla fine della serata, dopo poco
più di un’ora di musica, saranno tredici i brani in scaletta, con una chiusura
di set dedicata ancora a “Luna persa” (Il
regno delle fate, la lunga title-track) e un bis tripartito tra Coriandoli d’acqua, Tabarca e La fiera della
Maddalena, a suo tempo cantata con Fabrizio De André. Durata
dell’esibizione sobria come la proposta strumentale, che ai clamori preferisce
la forza dei versi e di una cura musicale mai superficiale.