Circolo Arci Magnolia, Milano

Non c’è da stupirsi se in questi “Tempi bui” i Ministri continuano imperterriti a riscontrare un notevole successo a Milano e non solo. Un lungo tour si profila davanti per il futuro di questi ragazzi con tanta grinta da vendere. Poco dopo le ventitre i tre salgono sul palco proponendo subito il singolo che dà il titolo all’album, con la sua lieve reminescenza da primi Verdena. Il pubblico che ascolta questa band ne rispecchia perfettamente la musica e i testi, che in occasione dei nuovi live si trasformerà in un quartetto, con l’ausilio di F punto. Molti i brani nuovi presentati, tra cui Diritto al tetto, un vecchio brano riproposto nel nuovo disco, così come Vicenza (la voglio anche io una base a), canzone presentata solitamente solo in versione live durante i concerti del tour precedente. Non sono mancati ormai mitici classici come La piazza, tratta dall’ep dell’anno scorso, che ha mandato in visibilio la folla e Abituarsi alla fine, tratto dall’esordio “I soldi sono finiti” del 2006, pezzo con il quale i Ministri terminano il live durante il bis. Davide Autelitano, voce e basso, Federico Dragogna, chitarra e seconda voce e Michele Esposito, batteria, si sono presentati come sempre con l’ormai cucita addosso divisa da “Ministri” dell’unico stato dove ognuno può essere governatore di se stesso, la propria mente. Questo trio è assolutamente uncorrect, provocatorio, arrabbiato e insoddisfatto della situazione politica presente. Da sempre la band spicca per qualità e profondità dei testi, e per la verità che viene sbattuta in faccia canzone dopo canzone. Certo è che i Ministri non sono adatti ai più piccoli, ma a gente che ha raggiunto almeno una parvenza di maturità mentale, tuttavia non sono soprattutto adatti a quella categoria di persone che nasconde la testa sotto la sabbia e che non ha il coraggio di dirsi le cose neanche guardandosi in faccia allo specchio. La band piace, riempie sempre le location in cui si reca perché racconta con toni cinici e ironicamente taglienti la realtà e i problemi di tutti i giorni, al di là dei facili conformismi di massa. Anche durante la serata di Milano ha saputo dare il meglio di sé, suonando in maniera impeccabile, alternando momenti metal & scream ad altri molto più melodici, rock ed acustici. Sono bravi, non c’è che dire, soprattutto perché credono in quello che fanno, suonando sempre con passione ed enfasi, sudando veramente da ogni poro. Dei tre è Davide ad avere l’approccio al palco più incisivo: durante ogni concerto sembra come estraniarsi da tutto, cantando per i suoi ideali e per quelli della sua generazione. Le cose non vanno, una vera e propria rivoluzione sembra soltanto un’utopia, ma almeno nella musica, esistono dei Ministri in grado di portare alto lo stendardo della libertà di parola e di pensiero. Continuate così.