Auditorium Parco della Musica, Roma

La
serata “Repubblica Roma Rock”,
organizzata in collaborazione col quotidiano, è ricchissima e si
apre con i This Harmony,
la prima delle due formazioni selezionate tra tutte quelle che hanno
caricato un file audio sul sito “La vostra musica”. I quattro
ragazzi propongono pezzi strumentali in cui mescolano le loro
influenze classiche, psichedeliche e rock in un mix che fa pensare ai
King Crimson o ai Pink Floyd. Il violino sostituisce la voce nel
creare melodie estranianti su un tappeto ritmico intessuto da basso,
chitarra e batteria. Solo due pezzi e già si passa ai Wogiagia,
una vera e propria crew
che porta sul palco il suo mix al fulmicotone di reggae e ska
sporcato coi fiati. Testi abrasivi e senza sconti per nessuno su
ritmiche allegre e coinvolgenti. Molto accattivante la loro “Oggi
bevo”.

Si
prosegue con il primo ospite speciale, in un ideale passaggio di
testimone tra generazioni diverse di musicisti: Pino
Marino, uno dei più poetici e
talentuosi autori italiani, purtroppo ancora poco noto ai più, offre
un set chitarra e voce in cui, oltre a una manciata di pezzi vecchi,
propone in anteprima un paio di inediti che faranno parte del suo
prossimo album. Direttamente da “X Factor”, Sofia
offre un set pop-rock di non particolare originalità, sia dal punto
di vista musicale che compositivo.

Originalissimo
invece il quintetto romagnolo dei NoBraino,
molto applauditi, che presenta un pugno di brani a metà strada tra
atmosfere retrò, rock e fanfare, il tutto legato dalla voce
profondissima e calda di Kruger. Il pubblico chiede addirittura un
bis. Marina Rei
incanta i presenti con il minimalismo delle sue ultime composizioni
suonate solo tastiera e batteria. Emozionante “Donna che parla in
fretta”.

A concludere la maratona sale sul palco Simone Cristicchi che improvvisa “Vecchia Roma”, un inedito e chiude con uno stralcio dal suo prossimo spettacolo “Li romani in Russia”, in cui recita in dialetto romanesco. Performance molto toccante che strappa sentiti applausi.
Tutte le fotografie sono di Rosy Romano