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Auditorium Parco della Musica, Roma

Joe Barbieri


Morbido e scandito, come gli arpeggi “cubani” di Malegrìa, è questo concerto. Sottovoce, quasi. Una voce spinta appena, quel tanto che basta a conquistare l’intonazione, fermandosi un attimo prima che possa perdere anche un solo grammo di dolcezza; e una chitarra a percorrere armonie ricche e sinuose che accarezzano parole scavate nei pensieri e nelle emozioni più profonde a comporsi in vera, delicata, struggente poesia: ecco a voi Joe Barbieri.

 

Tutto attorno, gli altri suoni: un trio di pianoforte, batteria e contrabbasso (suonati rispettivamente da Antonio Fresa, Sergio Di Natale e Giacomo Pedicini), a imprimere calde sonorità jazz; e poi il violoncello (Stefano Jorio), evocazione orchestrale, setoso nastro melodico che avvolge in un abbraccio tutti gli strumenti. Questa è la “Maison Maravilha”: un vero capolavoro giunto al suo primo compleanno con ventimila copie vendute nel mondo. E il pubblico, che lo ha ascoltato e amato, affolla stasera la sala del Teatro Studio. Così, dopo l’apertura al pianoforte di Normalmente, Barbieri comincia a suonare e a cantare, attingendo anche allo splendido disco precedente “In parole povere”; e scorrono la storia d’amore che si chiude tra Lacrime di coccodrillo, i teneri giochi di parole di Fa’ conto, il Castello di sabbia che lascia al violoncello esprimere tutta la sua vocazione classica, la leggerezza di Sia e l’amarezza di In una stanca indifferenza. Ma passa anche – regalando il suo magico tocco di armonie nuove – per Bruno Martino (Fai male), Luigi Tenco (Ho capito che ti amo), Paolo Conte (Wanda) e Adriano Celentano (Una carezza in un pugno).


Insieme al suo ospite Mario Venuti canta Spleen#132, del cantautore siciliano, e Pura ambra, un duetto già inciso nel penultimo cd di Barbieri. Si susseguono – emozionanti – preziosi passaggi armonici, e parole che affondano nella melodia imprimendo ciascuna il proprio peso.

 

Le atmosfere evocano epoche e luoghi diversi: dalle colonne sonore del cinema italiano Anni Cinquanta-Sessanta di Rota e Morricone, a terre lontane come la Cuba di Omara Portuondo (con lui nel disco in Malegrìa) o il Brasile di Caetano Veloso. Per ritrovare poi Barbieri, tra le corde vibrate a mandolino, sulle rive del mare della sua Napoli, personificato in un’Onda schiva. Una serata che galleggia nel tempo. Come solo i suoni classici, con il loro spessore, sanno inventare.


Tutte le fotografie sono di Marco Medaglia

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In dettaglio

  • Data: 2010-01-09
  • Luogo: Auditorium Parco della Musica, Roma
  • Artista: Joe Barbieri

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