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Stadio del Mare (PE)

Niccolò Fabi

Niccolò Fabi fa pace con Pescara e regala alla città un concerto carico a tratti di pathos e caratterizzato da una buona performance generale. Allo Stadio del Mare, domenica 12 settembre, c'è il pienone. Apre Chiara Canzian, figlia di Red dei Pooh, che in una formazione a tre propone alcune canzoni del suo repertorio, compresa quella “Prova a dire il mio nome” che nel 2009 ha portato a Sanremo tra le Nuove Proposte. Chiara mostra una buona presenza scenica: si tratta di un personaggio da seguire negli anni a venire. Poi il palco è tutto per Niccolò, che si siede al piano Rhodes e attacca “La promessa”. Quando si alza per guadagnare il centro del proscenio, viene avvolto da un lungo applauso. È un abbraccio che vuol dire tanto, tenendo presente sia il lutto che ha recentemente colpito l’artista sia le polemiche che c’erano state tra lui e Pescara. Fabi spiega che con la famosa sparata su Facebook (dove aveva parlato di “buffoncelli improvvisati”) non se l’era presa con il capoluogo adriatico: semplicemente aveva bisogno di suonare, in un momento in cui il tour era appena ripreso dopo lo stop forzato, e ciò non gli era stato permesso. Ma ora è tutto a posto, e a parlare è solo la musica.

Anche per questo, nella prima parte del concerto, Niccolò interagisce poco con gli spettatori, preferendo dare spazio alle sue note. E allora sotto con “Solo un uomo”, “Ostinatamente”, “Costruire” e “Oriente”. Quando arriva “Attesa e inaspettata”, che Niccolò aveva dedicato alla figlia Olivia appena nata, si raggiunge il punto emotivamente più alto del concerto; ora che Lulù non c'è più, ma il suo ricordo è ancora vivo. Scatta una parentesi unplugged, ed è qui che il cantautore romano si scioglie iniziando a scambiare qualche battuta con i presenti: in versione voce e chitarra ecco “Il negozio di antiquariato” e “Parti di me”, che danno vita ad alcuni divertenti siparietti.

Durante il live non mancano “È non è”, “Mimosa”, “Milioni di giorni” e “Aliante”. Su “Offeso” Fabi invita la gente a battere le mani «in segno di indignazione verso questo Paese assurdo». Ci sono anche i successi più “commerciali” come “Vento d’estate” (che sconfina in “Walking on the moon” dei Police e “Get up stand up” di Bob Marley), “Lasciarsi un giorno a Roma” e, nel bis, “Capelli”. Alla chitarra troviamo una vecchia conoscenza, Roberto Angelini, qui presente solo in qualità di session man. Ma sono tutti i musicisti, in realtà, a spiccare, tra esplosioni sonore in crescendo e attimi in cui Niccolò abbassa progressivamente i volumi «perchè non dobbiamo avere paura del silenzio»: è il caso di “Rosso”, suonata in una veste meno pop e più cantautorale.

La serata può dirsi riuscita, anche perché, come afferma alla fine lo stesso artista riferendosi ancora alla querelle con Pescara, «Le cose sono ancora più belle quando arrivano con fatica».

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In dettaglio

  • Data: 2010-09-12
  • Luogo: Stadio del Mare (PE)
  • Artista: Niccolò Fabi

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