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Sala Multiuso della Biblioteca Civica, Parabiago (MI)

Paolette & Elisir Club

 

Doppio debutto, sabato 26 febbraio, nella raccolta, accogliente Sala Multiuso della Biblioteca di Parabiago, piccolo comune alle porte di Milano; L’Isola della Musica Italiana scopre una nuova rada con la rassegna, fresca del tempo a venire, dedicata alla “Musica d’Autore”. Quattro date, tra febbraio e giugno, per cantautori di diversa età, formazione e generi capaci di disegnare un percorso – come recita il sottotitolo della rassegna - della Musica italiana.

L’apertura è affidata a Paolette & Elisir Club, alle loro pirouette smusicali tra frizzanti ritmi swing, sonorità vicine al mondo “colto” francese di Satie, giri di valzer e brani intimi e riflessivi. Paola "Paolette" Donzella, già vocalist e frontwoman del gruppo Elisir, offre ad un pubblico curioso, attento e partecipe il suo nuovo progetto discografico per Carta da Musica. Nel 2009 il gruppo, con l'album "Pere e cioccolato", ha vinto la Targa Tenco come miglior album d’esordio, anche se la loro storia comincia nel 2002 ed è del 2005 il loro primo album autoprodotto "Il cane che fuma", ormai solo direttamente reperibile presso il banco allestito durante i loro concerti. L’apertura del recital è tutta volta a proiettare l’ascoltatore in una sorta di viaggio nel tempo, nella Francia degli anni Trenta tra luci, fumi e paillettes con quel gusto retrò speziato dal jazz manouche, genere che coniuga la sonorità e la creatività espressiva dello swing degli anni Trenta con il filone musicale del valzer Musette francese ed il virtuosismo eclettico tzigano di cui il chitarrista Django Reinhardt (qui nella foto) è stato Maestro.

In realtà, dietro a questa sorta di déjà vu, offerto anche dall’immagine proposta da Paolette, la petite madeleine rivela tutto il suo sapore presente, l’apertura alla ricerca di nuove sonorità, ad un nuovo corso. Il gruppo degli Elisir si è sciolto nella formazione originale, Paola Donzella e la chitarra di Daniele “Grego” Gregolin si fanno eredi di quell’esperienza, di un elisir di cantautorato ironico, surreale e intelligente, ma l’impostazione strumentale degli anni ’30, con contrabbasso e clarinetto, si apre ad una formazione ritmicamente più classica nelle sonorità rock; la chitarra, il basso (Giacomo Tagliavia), la batteria (Marco Maggiore) e le tastiere (Ernesto Ghezzi), rendono più dinamici il soffio parigino, il tocco argentino e le pennellate orientali che si respiravano nella raccolta Pere e cioccolato, che qui, grazie anche agli arrangiamenti di Ernesto Ghezzi, si desidera si amalgamino ulteriormente, si trasformino in una performance art-rock. Paola e il suo gruppo sono attenti a costruire la loro presentazione indicando il luogo di partenza, infilando le canzoni che li hanno scoperti al pubblico e alla critica con, ad esempio, Un italiano a Parigi, caricatura del turista italiano che, una volta visitata Parigi, torna raccontando tutto quello che ha annusato, mangiato nella Ville Lumière o Mondo storto, dalla ritmica un po’ sghemba o la struggente e intensa Neve, che ha il dono di riportarci ai ricordi dell’infanzia.

Il momento centrale del concerto è, come i due fuochi di un’ellisse, rappresentato dalla canzone Fiori di notte (ispirata alla terra d’origine di Paola, la Sicilia) in una splendida versione acustica accompagnata solo dalla chitarra di Gregolin e dall'intenso brano scritto da Luca Gemma (raffinato cantautore che meriterebbe maggiori attenzioni), anzi, quest’ultima può essere considerata uno dei punti focali  del nuovo progetto discografico. La direzione, appare così, una canzone d’autore che conservi una scrittura filmica e, al contempo, evocativa, con sonorità in cui la passione dichiarata per la musica di Debussy, gli chansonnier francesi, soprattutto di nuova generazione come i Sanseverino e i Paris Combo, costellazione del cielo stellato sopra Paola Donzella, diventa bisogno di fondere e distillare l’apertura alla nuova scena autorale italiana. Interessante una dichiarazione di questa giovane artista intorno al legame con la Sicilia; ad interessarla non sono i profumi, i sapori e le sonorità, ma l’azione del Tempo. Il senso di un’espressività fatta di sedimenti, di depositi calcarei di culture diverse, l’originalità di una natura naturans culturale che, come lo stesso nome del gruppo che l’accompagnaelisir, ci tiene a conservare e valorizzare. Il bis, infatti, richiesto come da copione, diventa il terzo capitolo: l’origine. Cover di canzoni che appartengono al repertorio di Paola, quando si esibiva in Francia, sempre presentate sin dall’inizio durante le sue serate con gli Elisir nel celebre e storico locale Le Scimmie di Milano, esperienza e senso di appartenenza, ora appaiono anch’esse rotta di un nuovo viaggio. Vieni via con me di Paolo Conte, espressione complice di un amore condiviso con il cantautore astigiano, Michelle dei BeatlesAmoureux Solitaries di Lio, ma soprattutto  Berceuse Insomniaque dei Paris Combo, gruppo che proprio gli Elisir hanno contribuito a far conoscere in Italia facendo loro aprire alcuni concerti.

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In dettaglio

  • Data: 2011-02-26
  • Luogo: Sala Multiuso della Biblioteca Civica, Parabiago (MI)
  • Artista: Paolette & Elisir Club

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