Giorgia Fumanti

Giorgia, la Sua storia sa di favola. Dal
coro della chiesa di un paesino toscano alle tournee in tutto il mondo. Non Le
gira un po’ la testa?
Mi “gira” molto di più il cuore
della testa! Nel senso che ho desiderato così tanto cantare dal mio cuore a
milioni di cuori in tutto il mondo che ora che il desiderio, dopo anni di fatiche, è diventato
realtà nonostante le distanze tra un continente e l’altro siano immense, vivo
la mia missione musicale mettendo tutta
la passione e l’amore che posso. Sono nata e cresciuta in una piccola città,
ero una bambina timidissima e fragile e volevo diventare una missionaria, un’assistente
sociale, un buon avvocato per aiutare le persone più bisognose; poi all’età di
sedici anni ho scoperto per caso, nel coro della chiesa, di avere una voce più
grande del mio corpo e da quel giorno tante cose sono cambiate. Certo, ho impiegato dieci
anni prima di trasformare questo sogno in realtà, ma rispettando me stessa,
rimanendo coerente ai miei valori, lavorando su di me e credendo al potere
del cuore ho trasformato quello che
poteva sembrare un sogno impossibile in realtà, ed ora vivo pienamente questa
realtà.
Il Suo esordio discografico
è un album autoprodotto. Immediatamente ha però firmato per una major. Non
sente una grande responsabilità in un momento in cui la discografia non gode di
buona salute?
Ho iniziato la mia carriera nel 2003 ed il mio primo album “Like a
Dream” è stato distribuito nel 2004
in diversi paesi. Successivamente ho firmato un
contratto con la EMI
a New York ed il mio secondo album “From My Heart” è stato distribuito in tutti i cinque continenti. Nonostante il mercato
discografico stia vivendo un periodo particolare la musica non morirà mai e così
i veri artisti. Forse per anni si è abusato della musica ed ora questo periodo
così incerto ci aiuterà a rinascere e a rispettare di più quest’arte cosi
magica. Sì, ho sentito la responsabilità delle vendite degli album ma ho
lavorato sulla mia mente per cercare di non perdere la vera ragione per cui
canto: dal mio cuore al cuore di chi mi ascolta. Lasciando a Dio e all’Universo
la cura dei dettagli!
Il repertorio proposto in
“From my heart”, sia nel supporto cd che dvd è molto vario, passa da Sting a
Morricone. Quale è, realmente, la parte musicale più profonda di Giorgia
Fumanti?
E’ tutta la musica che più
tocca ed inspira il mio cuore. Al di là di stili e generi mi sento molto libera
di volare attraverso melodie e parole che trasmettano amore e positività. Vivo
la musica come una cura, un balsamo per l’anima, un ponte per contattare il
nostro cuore. Credo nel suo potere terapeutico e spero di portare serenità
attraverso la mia voce. Con tutta l’umiltà possibile vorrei essere per il
pubblico una “voce amica”.
Una delle Sue
caratteristiche principali è la raffinatezza musicale. Non ha mai pensato di
poter trarre atmosfere più soul dal Suo talento canoro?
Mi sento molto giovane professionalmente e piena di desiderio di scoprire
ciò che la crescita umana e artistica mi porterà. Credo che tutti noi siamo qui
sulla terra per imparare e crescere attraverso le nostre esperienze, credo che
la maturità ci possa portare tanta ricchezza e fiducia in noi stessi e tutto ciò
si può manifestare in quello che facciamo. Quindi lascio aperte molte porte e
chissà dove la vita mi porterà.
Viaggiando grazie alla Sua
musica avrà avuto di fronte a sé diversi tipi di pubblico. Ci potrebbe dare
qualche impressione sui luoghi in cui si è esibita e sulla risposta del
pubblico incontrato?
Ho avuto la fortuna di cantare in tanti paesi apparentemente così diversi
ma anche cosi simili in fondo. Adoro cantare in Africa del Sud dove ho
condiviso la passione della musica e mi sono sentita accettata da un pubblico che ha il ritmo e la
musica che scorre nelle vene, nonostante la mia musica non sia troppo ritmata!
Adoro cantare in Canada e in America dove nel pubblico puoi vedere occhi e
colori diversi che ascoltano e applaudono insieme. Adoro cantare in Italia, nel
paese in cui sono nata anche se qui l’emozione che provo è ancora più forte.
Amo il Giappone dove il pubblico è molto
più riservato rispetto agli Stati Uniti ma è comunque bello vedere che le
emozioni che la musica può suscitare nel nostro cuore sono così simili
nonostante i lineamenti del viso siano diversi.
Qualcuno potrebbe, solo per
affinità di genere, pensare a lei come ad una sorta di “contrapposizione” al
femminile di Bocelli. La cosa la lusingherebbe?
Rispetto molto Andrea Bocelli e mi sento vicino a lui per la
semplicità e i valori che esprime. Credo
sia normale all’inizio di una carriera essere paragonati ad altri artisti
nonostante ognuno di noi sia unico e speciale ed il paragone con Andrea è
certamente un complimento....in fondo siamo entrambi toscani!
Il Suo canto è da soprano.
Perché non ha pensato ad una carriera nel mondo della lirica e che cosa la affascina,
invece, del mondo della canzone “leggera”?
Ho scoperto la mia voce per caso
all’età di diciasette anni e senza essere stata un’ appassionata di musica
classica, la mia voce era naturalmente impostata da soprano. Per anni sono
stata confusa sulla direzione musicale, ho studiato al Conservatorio di Musica
di Parma ma adoravo artisti come Enya,
Steve Wonder, Sting, Ennio Morricone e
Barbara Streisand. Là dentro mi
sentivo sbagliata, confusa e diversa. Poi ho deciso di accettarmi per quello
che ero ed esprimere ciò che la musica mi faceva sentire al di là di stili e
generi ben precisi. Ora credo che la
Musica sia uno strumento Universale capace di avvicinare e
unire apparenti differenze se la si vive dal profondo del nostro cuore e ciò
che più amo della musica leggera è il suo poter di essere accessibile a tutti. Canto
dal mio cuore per milioni di cuori nel
mondo al di là di stili e generi precisi.
Con la Sua voce potrebbe saccheggiare
qualunque repertorio senza problemi. C’è, però, qualche artista dal quale Le
piacerebbe ricevere, in esclusiva, una canzone?
Adoro
Ennio Morricone e mi piacerebbe molto interpretare una sua canzone scritta per
la mia voce, ho inciso nel mio ultimo album molti dei suoi brani e li considero
delle opere d’arte. Adoro Lucio Dalla e spero in una futura
collaborazione. E’ bellissimo interpretare brani scritti su misura per te, ma
credo che la musica sia patrimonio di tutti e allo stesso tempo credo che un
bravo interprete debba saper trasformare e rendere proprio anche un brano
cantato da tanti altri cantanti.
Lei è nota anche per
iniziative di carattere umanitario. Quanto questa Sua attività a latere l’aiuta
a mantenere “i piedi per terra”?
Ho vissuto da bambina l’esperienza
di avere uno zio speciale, incapace di vivere una vita normale ma capace di farmi ridere e giocare con così
tanta semplicità. Lo vedevo soffrire e mi sarebbe piaciuto aiutarlo ad essere
felice, vedevo l’ingiustizia di chi vive con un handicap. Crescendo ho avuto
delle esperienze di volontariato e di lavoro con bambini disabili e il loro
contatto mi ha aiutato a comprendere e a guardare al di là delle apparenze. Ora
spero sempre di più di poter unire la musica con iniziative di carattere
umanitario e di usare la mia voce sia per cantare ed inspirare milioni di cuori
ma anche per aiutare chi ha bisogno di una voce per farsi rispettare o per
ricevere un aiuto. Quando ero bambina
volevo essere una missionaria poi la musica mi ha scelto ed ora spero di poter
essere una missionaria attraverso la musica.
Quali sono gli artisti che ama
di più e perché?
Amo Barbara Streisand per la sua bellissima voce, Ennio Morricone
per l’estrema sensibilitaà con cui compone, Lucio Dalla per il suo genio
artistico, Tina Turner per l’ energia che emana sul palcoscenico,
Enya per la magia della sua musica, Renato
Zero per la sua teatralità, Josè Carreras per la sua eleganza, Yanni per la visione di musica al di là dei confini,
Lorena McKennith per il suo talento, Sting per la sua
personalità e tanti altri artisti che fanno musica con il cuore.