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Giorgia Fumanti

Bel canto e gran cuore

Un tempo i cantanti italiani erano conosciuti per le doti canore. Poi venne il tempo dei cantautori e le liriche, unite alla perizia musicale, prese il sopravvento. Però il bel canto è rimasto, complice il melodramma, nelle corde e nelle sensibilità della musica italiana. Prova ne è stata la straordinaria manifestazione di affetto data dagli italiani (e non solo) alle esequie di Luciano Pavarotti, così come è grande il successo tributato ad Andrea Bocelli oppure, andando indietro nella memoria è facile ricordare il grande amore che ha accompagnato la carriera di Beniamino Gigli, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano. E se di bel canto vogliamo parlare, magari virato su prospettive decisamente pop ma non per questo meno interessanti, è innegabile che una personalità come quella di Giorgia Fumanti va conosciuta, anche perché, come spesso accade, l’artista toscana è molto famosa all’estero e poco conosciuta in Italia. Ma noi siamo qui anche per questo…


Giorgia, la Sua storia sa di favola. Dal coro della chiesa di un paesino toscano alle tournee in tutto il mondo. Non Le gira un po’ la testa?
Mi “gira” molto di più il cuore della testa! Nel senso che ho desiderato così tanto cantare dal mio cuore a milioni di cuori in tutto il mondo che ora che il  desiderio, dopo anni di fatiche, è diventato realtà nonostante le distanze tra un continente e l’altro siano immense, vivo la mia missione musicale  mettendo tutta la passione e l’amore che posso. Sono nata e cresciuta in una piccola città, ero una bambina timidissima e fragile e volevo diventare una missionaria, un’assistente sociale, un buon avvocato per aiutare le persone più bisognose; poi all’età di sedici anni ho scoperto per caso, nel coro della chiesa, di avere una voce più grande del mio corpo e da quel giorno tante cose sono cambiate. Certo, ho impiegato dieci anni prima di trasformare questo sogno in realtà, ma rispettando me stessa, rimanendo coerente ai miei valori, lavorando su di me e credendo al potere del  cuore ho trasformato quello che poteva sembrare un sogno impossibile in realtà, ed ora vivo pienamente questa realtà.

Il Suo esordio discografico è un album autoprodotto. Immediatamente ha però firmato per una major. Non sente una grande responsabilità in un momento in cui la discografia non gode di buona salute?
Ho iniziato la mia carriera nel 2003 ed il mio primo album “Like a Dream” è stato distribuito nel 2004 in diversi paesi. Successivamente ho firmato un contratto con la EMI a New York ed il mio secondo album “From My Heart” è stato distribuito in tutti i cinque continenti. Nonostante il mercato discografico stia vivendo un periodo particolare la musica non morirà mai e così i veri artisti. Forse per anni si è abusato della musica ed ora questo periodo così incerto ci aiuterà a rinascere e a rispettare di più quest’arte cosi magica. Sì, ho sentito la responsabilità delle vendite degli album ma ho lavorato sulla mia mente per cercare di non perdere la vera ragione per cui canto: dal mio cuore al cuore di chi mi ascolta. Lasciando a Dio e all’Universo la cura dei dettagli!

Il repertorio proposto in “From my heart”, sia nel supporto cd che dvd è molto vario, passa da Sting a Morricone. Quale è, realmente, la parte musicale più profonda di Giorgia Fumanti?
E’ tutta la musica che più tocca ed inspira il mio cuore. Al di là di stili e generi mi sento molto libera di volare attraverso melodie e parole che trasmettano amore e positività. Vivo la musica come una cura, un balsamo per l’anima, un ponte per contattare il nostro cuore. Credo nel suo potere terapeutico e spero di portare serenità attraverso la mia voce. Con tutta l’umiltà possibile vorrei essere per il pubblico una “voce amica”.

Una delle Sue caratteristiche principali è la raffinatezza musicale. Non ha mai pensato di poter trarre atmosfere più soul dal Suo talento canoro?
Mi sento molto giovane professionalmente e piena di desiderio di scoprire ciò che la crescita umana e artistica mi porterà. Credo che tutti noi siamo qui sulla terra per imparare e crescere attraverso le nostre esperienze, credo che la maturità ci possa portare tanta ricchezza e fiducia in noi stessi e tutto ciò si può manifestare in quello che facciamo. Quindi lascio aperte molte porte e chissà dove la vita mi porterà.

Viaggiando grazie alla Sua musica avrà avuto di fronte a sé diversi tipi di pubblico. Ci potrebbe dare qualche impressione sui luoghi in cui si è esibita e sulla risposta del pubblico incontrato?
Ho avuto la fortuna di cantare in tanti paesi apparentemente così diversi ma anche cosi simili in fondo. Adoro cantare in Africa del Sud dove ho condiviso la passione della musica e mi sono sentita  accettata da un pubblico che ha il ritmo e la musica che scorre nelle vene, nonostante la mia musica non sia troppo ritmata! Adoro cantare in Canada e in America dove nel pubblico puoi vedere occhi e colori diversi che ascoltano e applaudono insieme. Adoro cantare in Italia, nel paese in cui sono nata anche se qui l’emozione che provo è ancora più forte. Amo il Giappone dove il  pubblico è molto più riservato rispetto agli Stati Uniti ma è comunque bello vedere che le emozioni che la musica può suscitare nel nostro cuore sono così simili nonostante i lineamenti del viso siano diversi.

Qualcuno potrebbe, solo per affinità di genere, pensare a lei come ad una sorta di “contrapposizione” al femminile di Bocelli. La cosa la lusingherebbe?
Rispetto molto Andrea Bocelli e mi sento vicino a lui per la semplicità e i valori  che esprime. Credo sia normale all’inizio di una carriera essere paragonati ad altri artisti nonostante ognuno di noi sia unico e speciale ed il paragone con Andrea è certamente un complimento....in fondo siamo entrambi toscani!

Il Suo canto è da soprano. Perché non ha pensato ad una carriera nel mondo della lirica e che cosa la affascina, invece, del mondo della canzone “leggera”?
Ho scoperto la mia voce per caso all’età di diciasette anni e senza essere stata un’ appassionata di musica classica, la mia voce era naturalmente impostata da soprano. Per anni sono stata confusa sulla direzione musicale, ho studiato al Conservatorio di Musica di Parma ma adoravo artisti come Enya, Steve Wonder, Sting, Ennio Morricone e Barbara Streisand. Là dentro mi sentivo sbagliata, confusa e diversa. Poi ho deciso di accettarmi per quello che ero ed esprimere ciò che la musica mi faceva sentire al di là di stili e generi ben precisi. Ora credo che la Musica sia uno strumento Universale capace di avvicinare e unire apparenti differenze se la si vive dal profondo del nostro cuore e ciò che più amo della musica leggera è il suo poter di essere accessibile a tutti. Canto dal mio cuore  per milioni di cuori nel mondo al di là di stili e generi precisi.

Con la Sua voce potrebbe saccheggiare qualunque repertorio senza problemi. C’è, però, qualche artista dal quale Le piacerebbe ricevere, in esclusiva, una canzone?

Adoro Ennio Morricone e mi piacerebbe molto interpretare una sua canzone scritta per la mia voce, ho inciso nel mio ultimo album molti dei suoi brani e li considero delle opere d’arte. Adoro Lucio Dalla e spero in una futura collaborazione. E’ bellissimo interpretare brani scritti su misura per te, ma credo che la musica sia patrimonio di tutti e allo stesso tempo credo che un bravo interprete debba saper trasformare e rendere proprio anche un brano cantato da tanti altri cantanti.

Lei è nota anche per iniziative di carattere umanitario. Quanto questa Sua attività a latere l’aiuta a mantenere “i piedi per terra”?
Ho vissuto da bambina l’esperienza di avere uno zio speciale, incapace di vivere una vita normale ma capace di farmi ridere e giocare con così tanta semplicità. Lo vedevo soffrire e mi sarebbe piaciuto aiutarlo ad essere felice, vedevo l’ingiustizia di chi vive con un handicap. Crescendo ho avuto delle esperienze di volontariato e di lavoro con bambini disabili e il loro contatto mi ha aiutato a comprendere e a guardare al di là delle apparenze. Ora spero sempre di più di poter unire la musica con iniziative di carattere umanitario e di usare la mia voce sia per cantare ed inspirare milioni di cuori ma anche per aiutare chi ha bisogno di una voce per farsi rispettare o per ricevere un aiuto. Quando ero bambina volevo essere una missionaria poi la musica mi ha scelto ed ora spero di poter essere una missionaria attraverso la musica.

Quali sono gli artisti che ama di più e perché?
Amo Barbara Streisand per la sua bellissima voce, Ennio Morricone per l’estrema sensibilitaà con cui compone, Lucio Dalla per il suo genio artistico, Tina Turner per l’ energia che emana sul palcoscenico, Enya per la magia della sua musica, Renato Zero per la sua teatralità, Josè Carreras per la sua eleganza, Yanni per la visione di musica al di là dei confini, Lorena McKennith per il suo talento, Sting per la sua personalità e tanti altri artisti che fanno musica con il cuore.

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