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Marcosbanda

Sbandamenti promettenti

Lo scorso maggio la Marcosbanda ha vinto la quinta edizione de L’Artista che non c’era. Prima della vittoria, e soprattutto dopo, di cose importanti al gruppo romano ne sono successe parecchie. Ce le raccontano in questa intervista, e dalle loro parole si intuisce come per un gruppo emergente sia importante prima di tutto diffondere la propria musica. Un lavoro, è il caso di dirlo, che costa parecchia fatica ma che può anche portare, come nel caso della Marcosbanda, qualche soddisfazione decisamente significativa.


Cominciamo dalle presentazioni. Dunque, Marcosbanda, presentatevi…
Nasciamo nel 2002. Un primo, improbabile concerto a Ventotene, un incontrollabile pubblico composto da sei persone e una notte passata in una rimessa in mezzo agli scarafaggi, ed ecco che il carattere e lo spirito della “sbanda” si forgia, una volta e per tutte. Le differenti e personalissime esperienze musicali e di vita dei singoli fanno da traino per la nascita di un gruppo di amici prima ancora che di musicisti. Nel 2004 un primo demo autoprodotto. Nel 2005, l’incontro con Fabrizio Brocchieri in un pub della capitale. Due chiacchiere, una birra e inizia la collaborazione con la CinicoDisincanto, etichetta discografica, indipendente, romana. Lo stesso anno, a “Rock Targato Italia”, la vittoria del “Premio Speciale Self” e a “Solo Musica Italiana” il Premio Speciale della Giuria (presidente Mogol). Nel giugno 2006 la finale del “Premio Fabrizio De André” (secondi in classifica) con la vittoria della votazione sul portale Rockol. Nel 2007 la fase nazionale della terza edizione di “Primo Maggio Tutto l’Anno”, il primo premio alla decima edizione del premio “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” e al concorso “Talenti per Natura” di Lifegate Radio. Nello stesso anno esce il primo singolo Dragau seguito dal primo album “Il nome dei pomodori”. Nel 2008 abbiamo abbiamo nuovamente raggiunto la fase finale di Primo Maggio Tutto l’Anno ed abbiamo vinto il vostro concorso “L’artista che non c’era” e il “Free Music Audition”. Nell'estate 2008 l'apertura dei concerti di Elisa, Rosalia De Souza, Paolo Belli e Zucchero.

Vi siete cimentati dall’inizio con i vostri brani o avete avuto una fase da cover band?
No, da subito canzoni originali. Il progetto nasce proprio intorno all’estro creativo di Marco, autore di tutti i testi e delle musiche dei brani del gruppo.

Ed è sua l’impronta, diciamo così, carioca che hanno molti vostri pezzi?
Probabilmente si tratta di un concorso di colpa tra la passione di Marco per i calciatori brasiliani e un viaggio in quella terra fatto da Emiliano, il batterista.

Immagino che dopo il là di Marco, entri in gioco tutto il resto del gruppo. Nelle vostre canzoni musica e vivono in perfetto connubio, denotando una considerevole maturità artistica…
Beh, intanto grazie per le bellissime osservazioni! Come dicevamo si parte sempre dalla vena creativa di Marco, è lui che in primis crea l’amalgama tra armonia, melodia e testo di un brano. Poi spesso il contributo di ogni singolo componente del gruppo porta il brano verso una nuova direzione, o comunque in fase di arrangiamento ogni singolo musicista è in grado di arricchire il contenuto armonico della composizione apportando la propria buona dose di creatività. Certo è che quello che tu consideri un perfetto connubio tra musica e testo è da ascriversi indubbiamente alle doti compositive di Marco!

Quindi un approccio che, dopo la fase di scrittura, è piuttosto spontaneo a livello di arrangiamenti.
Sì, assolutamente, ci basiamo sulla pura e semplice improvvisazione. Si parte dall’idea di Marco alla quale ognuno fa seguito con il suo contributo, poi (raramente) si sistema qualcosa “a tavolino”. Il più delle volte come sia il brano è “in divenire”, prende forma solo dopo diverse sessioni in sala e anche dopo alcuni live. Il segreto sta nell’applicare al metodo di lavoro quello che è il principio stesso di una qualsiasi opera musicale, da sempre basata su note e pause. E’ nelle pause di lavoro, tra una grigliata mista e una sigaretta, che si forgia il vero ‘sound’ del gruppo...

Anche dal vivo avete una componente improvvisativa. In alcuni momenti sembra che la struttura canzone vi stia relativamente stretta, quasi a sopire un’anima da jam band, presente in alcuni di voi. La chitarra in modo particolare…
Il chitarrista (Paolo) è un bluesman di lungo corso e, come tale, non può che contribuire a questo tipo di approccio. Poi ognuno di noi ha un vissuto musicale che ha in comune il tendere verso quelle formazioni che si sono sempre contraddistinte per una certa predilezione per le rappresentazioni live.

La partecipazione a concorsi di varia natura vi ha fatto scontrare anche con realtà non sempre serie e competenti?
Purtroppo sì, è capitato. Si cerca sempre di filtrare situazioni “spiacevoli” ma è inevitabile scontrarsi con alcuni eventi organizzati in modo approssimativo o senza la dovuta serietà. Si fa sempre esperienza comunque. Dal nostro piccolo, se possiamo dare un consiglio a chi legge, è bene evitare sempre concorsi che richiedono una quota di partecipazione in denaro spropositata...

Quali mezzi consentono ad una giovane band di accrescere la propria visibilità?
Sicuramente i principali mezzi di comunicazione introdotti dallo sviluppo di internet consentono di accrescere notevolmente la visibilità di un artista. Il fatto di poter far ascoltare con un click i propri brani, grazie alla semplice creazione del proprio profilo su MySpace o YouTube, è uno straordinario passo in avanti, soprattutto per chi era abituato a spedire o, nella peggiore delle ipotesi, a consegnare a mano i propri CD Demo a etichette o gestori di locali. 

Tutte le partecipazioni ai concorsi di cui parlavate all’inizio hanno dato dei frutti? Insomma, sono state utili?
Beh, sì. Dobbiamo confessare che ci sono stati alcuni contatti con alcune realtà piuttosto importanti. Naturalmente fintanto che non si concretizza qualcosa non possiamo dire nulla. Attualmente ci troviamo bene con la nostra etichetta (CinicoDisincanto), tra le migliori realtà della musica indipendente in Italia. Non a caso il suo deus ex machina, Fabrizio Brocchieri, viene premiato al MEI 2008 come produttore discografico dell’anno.

Quest’estate avete aperto i concerti di Zucchero, Elisa, Paolo Belli. Avete qualche episodio particolare da raccontare?
Beh, probabilmente la partita a “torello” fatta con Paolo Belli poco prima di salire su un palco davanti a quaranta mila persone è stata memorabile. Paolo è davvero un artista con la A maiuscola, e non solo a calcetto...

L’attuale tecnologia consente di registrare dischi in modo professionale a costi tutto sommato contenuti, ovviare ai problemi di distribuzione e promozione è molto meno semplice. Come vi siete mossi sino ad ora?
Abbiamo affidato il tutto alla nostra etichetta, ricavando buone soddisfazioni per quanto riguarda la distribuzione digitale (dopo i passaggi di un nostro brano da Fiorello a Radio2 siamo persino entrati in classifica su iTunes!). Per la distribuzione tradizionale non è un buon “momento storico”, così come per la discografia in genere, e sappiamo di grandi problemi anche per artisti ben più affermati di noi. Proprio recentemente la CinicoDisincanto ha concluso un accordo con la CNI Music e speriamo che questo porti buoni risultati. Naturalmente non ci resta che aspettare e cercare di capire in che direzione andrà tutto il settore, pensando però sempre in primis alla nostra attività principale: fare musica.

Il vostro primo disco è uscito nel 2007, state già lavorando al prossimo?
Sì, siamo già in fase di pre-produzione e i brani stanno prendendo forma. Siamo davvero molto contenti di quello che sta venendo fuori e lavoriamo con grande entusiasmo. Sarà un disco un po’ diverso dal primo e pensiamo che possa essere un passo molto importante per il gruppo. Poi il 2009 ci riserverà già alcuni appuntamenti importanti come una data all’Auditorium di Roma e chissà cos’altro, staremo a vedere!




(24/11/2008)

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