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Mariella Nava

Tempi troppo mossi per un cuore carico di speranze

In questa primavera caratterizzata da un tempo atmosferico decisamente variabile, dopo cinque anni di silenzio discografico, Mariella Nava si presenta al pubblico partecipando, con il brano “I fiori di domani”, al terzo volume della trilogia “Capo Verde, terra d’amore” dedicata a Cesaria Evora e, a pochi giorni di distanza, con un nuovo album dal titolo “Tempo mosso”. Chiediamo alla cantautrice di presentarci questo suo ultimo lavoro di inediti potendolo scartare insieme, girandoselo tra le mani, ancora incellofanato, a partire dalla sua copertina...

Su un lato, una fotografia in bianco e nero fissa l’attimo di un’impercettibile linea dell’orizzonte tra cielo e acqua, cielo e terra. Sul retro, invece, Mariella Nava mentre guarda quello stesso orizzonte colorato in una giornata di Sole e di vento…

Sì, in effetti, la mia intenzione era quella di fotografare, dal lato più importante, sul fronte di copertina, la situazione sociopolitica ed economica attuale. Quella che tutti attraversiamo, con le sue ansie, i nuvoloni minacciosi all'orizzonte, in un mare che ci ostiniamo a mantenere calmo, nonostante la visibile incombente tempesta. Dall'altra, sul retro, c'è la mia personale posizione a viso aperto controvento, di sicurezza e positività, nella ricerca di una nuova storia da scrivere per questo grande Paese dove vivo, che amo e difendo con fierezza e amore, da donna italiana quale sono.

 

È evidente che il Tempo (mosso) descritto è quello del presente, troppo spesso compresso, nelle sue diverse declinazioni …

Beh… È “mosso” da inquietudini, incertezze, elettricità, decadenza, deliri, sfaldamento di princìpi economici fondamentali di mercato, caduta di valori ideologici, etici, confusione, mancanza di risorse, di incentivi per il lavoro, di vita, quindi.

 

In “Aria di resa”, infatti, descrivi questa situazione di stallo nella nostra società, dovuta ad un senso d’impotenza che, come spieghi bene anche in “I giovani del mondo”, nasce da un’incomprensione nei confronti dei giovani e di ciò che significa “essere” giovani in termini di propositività, di sguardo rivolto al futuro…

Certo! È tempo anche di futuro nebuloso per i giovani; industrie che licenziano, chiudono o vanno altrove a cercare braccia che costino meno. È tempo di Stato che ci considera per numeri e non per nomi, è tempo di ricerca che non ha fondi se non per sms o altro aiuto di nostro buon senso, è tempo di politica che passa la mano, di imprenditori in preda allo sconforto e alla depressione che si tolgono la vita... È tempo di Europa con stampelle... È tutto tempo mosso, anche fuori, oltre noi, è tempo di popoli che si ribellano ad anacronistiche culture, ad assurde dittature, si guardi la Libia, l'Egitto, la Siria.

Ogni testo delle canzoni che presenti nell’album è preceduto da una citazione, come a introdurle all’ascolto o alla lettura: l’ispirazione dell’attimo, un dialogo a distanza, entrambe le cose o qualcosa di più?

Ogni buona conversazione parte da un pensiero, una riflessione offerta a voce piena. Così io dico qualcosa, faccio una citazione illustre e guadagno già l'attenzione da parte di chi ascolta verso quello che voglio significare con un determinato testo. Le orecchie sono pronte a recepire segnali, ma mente e anima vanno collegate, e io faccio così: apro con una frase la porta di quel salotto dove trovarci insieme a dissertare e appassionarci su un argomento.

 

Il disco musicalmente ha un respiro ampio, i testi hanno caratteristicamente una scrittura “chiara e distinta”, che non lascia spazio a libere interpretazioni, come a cercare un confronto diretto con l’ascoltatore quasi un approccio rock all’uso della parola.

Amo dire quello che penso e lo faccio anche in musica, ma cerco l'eleganza della parola e il garbo della metrica. Del resto, anche il testo ha la sua musica, e non può scontrarsi con il tessuto melodico su cui si poggia. È un passo a due.

 

“Tempo mosso” è stato preceduto dalla partecipazione al terzo volume della trilogia “Capo Verde, terra d’amore” dedicata a Cesaria Evora, con la canzone “I fiori di domani” in duetto con Teofilo Chantre: la collaborazione ha messo in dialogo il tuo pianoforte con una line-up caratteristica dell’Artista piuttosto originale, formata da chitarra, fisarmonica, contrabbasso, cavaquinho, batteria e violino, come ti sei trovata in questa nuova esperienza?

Un’esperienza bellissima; amo gli incontri di stili diversi. Il meticcio musicale! So che la nostra Terra è radice comune, la musica ci aiuta a ritrovarla. I linguaggi ci hanno allontanato, separato, diviso, i suoni vengono dall'anima e hanno la magia di ricongiungerci. Nessuna espressione artistica sa farlo quanto la musica, questo è il suo miracolo e il suo privilegio. Il suo suono di voce, caldo di sole, mi ha fatto sentire l'Africa e unita fisicamente a quel luogo incredibile dell'Isola di Capo Verde... Cantare con la sua chitarra che mi accompagnava, era davvero raggiungere quella terra nel suo cuore, nel suo essere, nella sua povertà, ma anche nella sua totale ricca bellezza.

 

Durante questi ultimi cinque anni il tuo lavoro di musicista e autrice non si è mai interrotto. La musica è fatta anche e soprattutto d’incontri, intesi anche in senso lato: puoi raccontarci quello che forse ha chiuso la parentesi di un tempo sospeso, meditato e creativo, e aperto a questa nuova esperienza e viaggio di confronto con il pubblico e soprattutto con l’attualità?

Sicuramente l'esperienza accanto all'ANMIL, è stata per me importantissima. Guardare negli occhi vedove, orfani di lavoratori che non sono rientrati alla sera, o di persone che hanno visto cambiare la loro vita in un attimo, perché rimaste coinvolte in incidenti sul lavoro e, a causa di questi, mutilate di una mano, di un braccio, o altro, condividere momenti intensi e capire, dalla loro voce, dalla loro forza, ma anche dalla loro rabbia, cosa lascia una terribile vicenda come questa e quanto segna.

Apprendere che anche in questo caso fa differenza essere uomini o donne, abbracciarci, cantare per loro e cercare iniziative insieme per farne parlare, perché è importante saperne quanto più possibile, questo è stato il mio impegno. Ho preso ancor di più consapevolezza di quanto ci sarebbe da fare ancora per alzare il livello di attenzione da parte dei datori di lavoro, ma anche di preparazione adeguata e di educazione stessa al lavoro fin dalle scuole. A livello personale è stato uno dei passaggi più importanti di questi anni. Perché per capire le cose, per farsene interpreti sinceri, bisogna stare in mezzo e vivere insieme alla gente… non basta elencare i problemi e parlare a frasi fatte. A questo proposito mi viene in mente anche il progetto “Amiche per l'Abruzzo”, dove c’era una tensione emotiva fortissima, una voglia di condivisione sincera e insieme a tante artiste c'ero anch'io!

 

Stai preparando il nuovo tour. Facendo un bilancio, tra gli album prodotti e le canzoni incise da altri, preparare la scaletta dei brani diventa ogni volta più difficile; è da metà degli anni Ottanta che non ti fermi mai…
In effetti, è complicatissimo, cerco di non trascurare i passaggi salienti dell'autrice Nava, ma non mi assento nelle passioni di Mariella cantante e, perdonatemi, soprattutto, la difendo negli atti di chiaro coraggio, come tutte le voci che non ci stanno e gridano in questo Tempo Mosso! Grazie per ascoltarmi e a voi per farmi da cassa di risonanza e dimostrarmi di essere veramente liberi e ricchi di buone speranze, inguaribilmente...Come me!

 

C’è una fiamma di luce

 in ogni parola

(L.Cohen)


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