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Joe Barbieri

Trent’anni in una notte

Un disco registrato live in un posto del cuore ed un nuovo tour: sono questi i due doni che Joe Barbieri si è voluto concedere per i suoi primi trent’anni di carriera in musica. “Tratto da una notte vera” e “30 anni suonati” sono le ‘due facce della stessa medaglia’ come ha tenuto a precisare il 7 ottobre il musicista napoletano quando ha presentato alla stampa il suo tredicesimo disco – traduzione in forma di live dell’album in studio uscito lo scorso anno dal titolo Tratto Da Una Storia Vera – registrato lo scorso dicembre durante un concerto al Teatro Forma di Bari. Ci siamo fatti raccontare qualche cosa in più…

 

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Hai scelto di registrare dal vivo il disco “Tratto da una notte vera” al Teatro Forma di Bari: da alcuni tuoi post su Facebook nei giorni precedenti il concerto si legge “è uno dei luoghi del cuore” oppure, “ormai è come casa mia”. Come mai questa scelta? Cosa ti lega a quella terra?
Il ‘caso’ (ammesso che il caso esista) mi ha portato più volte in quel teatro, nel ventre di una città dove ogni volta ho ritrovato un calore ed una partecipazione senza riserve. Quando ho realizzato che avrei compiuto trent’anni di carriera, casualmente (ammesso che il caso esista) nella mia agenda campeggiava questo concerto che avrei dovuto tenere in quel “porto sicuro” che il Forma rappresenta per me… e dunque mi sono detto: “perché non scattare proprio lì questa foto dal vivo in occasione di questi trent’anni di strada?”. E così è stato…

 

Quella sera del 4 dicembre 2021 c’ero anche io ad ascoltarti e l’atmosfera che si respirava in quel teatro, da subito, aveva il profumo di casa e l’accoglienza ed il calore di una riunione di famiglia (qui la recensione di quel live). I quattro microfoni puntati sul pubblico facevano subito intendere chi sarebbe stato il quinto musicista della serata oltre a Bruno Marcozzi alla batteria, Pietro Lussu al pianoforte e Daniele Sorrentino al contrabbasso (in alto il 'quartetto' in una foto di repertorio). “Urge una nuova fotografia di gruppo, di famiglia” scrivevi sempre in un altro post, “un punto di partenza per tutte le cose belle che verranno”. Torna spesso nel tuo percorso musicale, questo concetto della casa, della famiglia. Spiegaci perché è così importante. 
Alcuni anni fa ho pubblicato un album dal titolo “Cosmonauta Da Appartamento” dedicato al tema del viaggio e – come rovescio della stessa medaglia – del bisogno viscerale, almeno per me, di tornare a casa e di poter ripartire da essa. Ciascuno dei due aspetti ai miei occhi non può esistere senza l’altro, non posso andare senza sapere di poter ritrovare il mio centro di gravità permanente, sia esso un luogo oppure una o più persone. Sono cresciuto considerando valore le relazioni durevoli (nel lavoro come nella vita privata), sono un abitudinario un po’ orso, conto i miei amici sulle dita di una mano e tutte le persone che mi sono care rappresentano davvero la mia casa e le fondamenta sulle quali costruire tutta la mia musica.

Nella copertina dei tuoi ultimi due dischi, sia “Tratto da una storia vera” che “Tratto da una notte vera” è raffigurato un cuore, con dentro incastrati ritagli di quelle che sembrano essere alcune delle passioni della tua vita. Fra spaghetti, pizza, miti, chitarre e musicisti si intravedono Giulio Regeni e Patrick Zaky, due difensori dei diritti umani che hanno pagato duramente le loro scelte coraggiose di impegno nel sociale. Che tipo di messaggio hai voluto veicolare e quanto conta per te mettere l’accento su queste tematiche?
Qualcuno diceva “la politica non è tutto, ma tutto è politica”, così inevitabilmente ciascuno di noi con le proprie scelte, le proprie attitudini e i propri comportamenti fa politica. Io esprimo il mio pensiero come posso e so fare, e questi due casi nello specifico mi hanno molto colpito e mi è parso importante esprimere la mia quota di dissenso in merito a quanto è accaduto e sta purtroppo ancora accadendo.

 

“Tratto da una storia vera” del 2021 sembra essere il compimento di un percorso iniziato nel 2009 con quel capolavoro assoluto che è “Maison Maravilha”. Gli album in mezzo a questi due sono stati lontani, diversi, quasi tu volessi staccarti da quel primo capolavoro, che con “Tratto da una storia vera” riprendi e porti a giusta conclusione. Non è un caso che poi anche per questo, come con “Maison Maravilha”, hai avuto l’esigenza di farlo seguire da un album dal vivo. Come hai vissuto, artisticamente, quegli anni?
Mah, devo dirti piuttosto bene; negli anni che separano questi due album ho sempre fatto musica con leggerezza e sincero desiderio, non ho mai sentito il bisogno di marcare una separazione da “Maison Maravilha”, anzi per certi versi l’ho sempre percepito come un episodio in musica che mi faceva sentire pienamente “espresso” e dal quale continuare a farmi ispirare man mano che scrivevo nuove canzoni e che pensavo a nuovi progetti.

Anche se il tuo ultimo CD in studio, da cui il nuovo lavoro dal vivo è scaturito, è pieno di musicisti e di artisti raffinati che hanno collaborato con te, penso agli ottoni, ai fiati, alle corde (Fabrizio Bosso, Jaques Morelenbaum, Quartetto Davabugi solo per citarne alcuni), hai scelto per questo tour una formazione minima di tre elementi oltre te, spogliando i brani dalla loro veste più sinfonica, rendendoli più intimi, senza orpelli ed opulenze. Così come scarna ed essenziale era la scenografia: quattro fari colorati molto semplici, nessuno schermo ed effetti digitali…
Album così ricchi ed articolati possono sostanzialmente essere portati in tour in due modi: o con un organico allargato, in modo da rappresentarne più o meno fedelmente la complessità timbrica e sonora oppure… asciugandolo, fino a riportare le canzoni alla soglia del loro nucleo primigenio, fino al minimalismo con il quale esse sono nate. Dal vivo io preferisco la seconda strada, perché un organico snello ti consente di improvvisare, di deviare anche in corso d’opera, di valorizzare l’impulso del momento. Attenzione però, posso farlo perché al mio fianco ho tre fuoriclasse (Pietro Lussu al piano, Daniele Sorrentino al contrabbasso e Bruno Marcozzi alla batteria) capaci con poche pennellate di dipingere interi arcobaleni.

 

In una tua intervista del 2021 indicasti la breve ed enigmatica Mentre ridi, come canzone preferita del tuo ultimo CD: è l’unica senza un testo, ma che ‘parla’ più di tutte, dove armonia, melodia e sinfonia si fondono in maniera clamorosa. E anche più recentemente hai affermato, a proposito di cinema, che “…sono inoltre convinto che nella mia seconda giovinezza il ruolo della musica per immagini diverrà più centrale e più ricco”. Ci stai preparando ad un futuro musicale di brani senza parole?
In effetti sto scrivendo molta musica strumentale, orchestrale per l’esattezza. Mi sembra che questa sia una delle direzioni future che la musica stessa mi sta comandando di seguire, e a me non resta che docilmente assecondarla, con la fiducia e l’abnegazione che mi chiede di avere per vedere dove essa alla fine mi condurrà.

In questi tre decenni di carriera musicale hai reso omaggio ad alcuni tuoi numi tutelari come Chet Baker e Billie Holiday a cui hai dedicato rispettivamente dei CD In questi 30 anni di carriera musicale hai reso omaggio ad alcuni tuoi numi tutelari come Chet Baker e Billie Holiday, e poi a Pino Daniele, Paolo Conte, Henry Salvador, solo per citarne alcuni, cui hai regalato dei camei. È un modo per ricordare a te stesso le tue radici, da dove vieni, o una sorta di forma di rispetto reverenziale?
Direi entrambe le cose. La musica è per me anche un perenne atto di gratitudine verso i Padri che mi hanno indicato la via, una sorta di dialogo che si perpetua a distanza, nel tempo. Per dirne un’altra, alcuni anni fa dedicai un intero tour (che si chiamava “Maestri”) ai miei autori preferiti; ecco, rammentare il valore degli Artisti che mi hanno condotto fin qui rappresenta per me un’autentica necessità, mi restituisce la proporzione del percorso e mi consola quando ho bisogno di accompagnarmi a dei diamanti di pura bellezza.

 

Nella copertina dell’album “Tratto da una notte vera” c’è una conchiglia, ed anche nelle foto promozionali ti si vede con la stessa conchiglia ad ascoltarne la voce. Oltre al suono del mare che ti sta dicendo?
Oltre al suono provo ad ascoltare il silenzio, che João Gilberto definiva come “la nota numero zero” e che è altrettanto importante rispetto a tutte le altre sette.

Nel tuo lungo percorso musicale di "30 Anni Suonati" hai spaziato fra il fado, la bossanova, il jazz, la melodia classica italiana, eppure la tua musica rappresentauna unicità nel panorama della canzone in quanto non appartiene a nessun genere, non assomiglia a nessuno e nel contempo ècosì a fuoco, così nitida e riconoscibile. Se dovessi definirla tu stesso, che termini useresti? World music la trovi adeguata? 
Se posso scegliere preferisco in verità rinunciare alle etichette, non perché ritenga che la mia musica sia così inafferrabile, ma più che altro perché non mi piace fermarmi in nessuna ‘casa musicale’ per più di tanto tempo (e qui torniamo al discorso che facevamo prima, del perenne desiderio di tornare a casa e del voler ripartire da essa per poi magari ritornarvici)… esistono tante meraviglie sonore, tanti richiami da esplorare, che… oggi sono qui, ma domani…?

Il tour che hai appena iniziato, ‘30 Anni Suonati’, con cui festeggi a modo tuo trenta anni di carriera da quel famoso incontro con Pino Daniele, come sta andando? Che soprese, che situazioni hai riservato per i tuoi Maravilhosi fans?
Indagheremo sicuramente qualche angolo del mio repertorio che in questi anni è rimasto un po’ più in ombra in favore di brani più “esposti”; poi andrò indietro, fino a qualcuna delle primissime canzoni composte per vedere cosa quelle composizioni acerbe “promettevano”. Sarà in sostanza un piccolo, personale viaggio nel tempo e nello spazio. Metto il casco, voi venite con me?

 

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Questi i prossimi concerti:

17 dicembre – Ercolano (NA)
Teatro Mav

13 gennaio 2023 – Roma
Auditorium Parco della Musica

20 aprile 2023 – Taranto
con l’Orchestra della Magna Grecia
Teatro Fusco

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Per le foto si ringrazia:

Angelo Orefice (Joe Barbieri)
https://www.facebook.com/angelo.orefice.5

Massimiliano Natale (Bruno Marcozzi)
https://www.facebook.com/zio.paperino.5

Fotografi Jazz Roma – Massimo De Dominicis (Pietro Lussu)
https://www.fotografijazzroma.it/

Riccardo Romagnoli (Daniele Sorrentino)
https://www.facebook.com/Riccardo.Romagnoli5

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