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Collettivo Malaparte

Una piattaforma in cui gli artisti possono riconoscersi

Dall’incontro tra il cantautore Andrea Franchi di Prato e il musicista Lorenzo De Masi di Torino è nato un progetto denominato Collettivo Malaparte, con l’intento di riconsegnare all’arte e agli artisti quel ruolo sociale e culturale che è l’essenza stessa della ragione per cui esistono. Abbiamo contattato Andrea Usai per chiedere di dettagliarci questa nuova e ambiziosa proposta culturale-musicale.

Ciao Andrea, spiegaci quando è nata l'idea del Collettivo Malaparte e perché?
L’idea del Collettivo Malaparte nasce all’inizio di quest’anno, dall’incontro con Lorenzo De Masi, autore e cantante torinese, e dall’esigenza comune di costruire un contenitore all’interno del quale far vivere le nostre produzioni, ma anche raccogliere i lavori, i contenuti e la partecipazione di artisti vicini alla nostra idea di musica e di arte in generale. E’ nato tutto molto velocemente e spontaneamente, come avviene per i flussi di coscienza: ci siamo rivisti a Prato dopo 3 anni e io ho regalato a Lorenzo un libro di Curzio Malaparte (nella foto qui sotto): la sua storia, il suo nome d’arte e quello della sua città di origine (che è anche la mia), il fatto che proprio lì ci fossimo ritrovati, hanno ispirato le basi del nostro progetto: un collettivo che possa rappresentare il terreno fertile su cui tornare a seminare una cultura vera, selvatica, coraggiosa e dissidente. Capace di dare spazio a quegli artisti che si trovano dalla “parte sbagliata” in quanto non omologati, e che spesso sono quelli che raccontano meglio lo spirito del nostro tempo.

Concretamente cosa pensate di proporre?
La nostra idea è quella di proporre una piattaforma che per gli artisti possa costituire un luogo all’interno del quale riconoscersi, fare rete e costruire relazioni che possano amplificare il messaggio di ciascuno, e che per i fruitori possa invece rappresentare un contenitore in cui incontrare artisti e contenuti “diversi”, che i canali tradizionali semplicemente ignorano. Vogliamo creare un sistema alternativo per coloro che artisticamente e/o socialmente si ritrovano emarginati dai circuiti convenzionali. Nel concreto questo vuole dire fare sistema tra tutti gli operatori del settore che condividano i nostri principi e costruire una rete di servizi, luoghi di lavoro, spazi di condivisione e fruizione: gestori di locali, studi di registrazioni, videomaker, fotografi, attori, musicisti, artisti visuali, che si organizzano per scambiarsi competenze, produrre opere e spettacoli in sinergia, erogare servizi, scambiarsi contatti, creare un circuito di luoghi dove potersi esibire ed esporre.

Avete già in mente iniziative nei prossimi mesi?
È un percorso che stiamo costruendo insieme ai primi membri attivi del collettivo, nell’ottica della partecipazione. Siamo partiti ovviamente dalla musica, che è il nostro ambito di provenienza. I primi step operativi saranno sicuramente rappresentati dalla pubblicazione dei lavori dei primi musicisti che in questo momento stanno aderendo al nostro progetto. Ad oggi abbiamo 5 progetti in lavorazione, tutti molto diversi tra loro, ma accomunati dalla stessa libertà di espressione e dalla stessa urgenza comunicativa. Per il momento il primo singolo che abbiamo pubblicato è quello di Andrea Usai, interessantissimo cantautore sardo di cui ho prodotto il disco. Potete trovare il suo brano sui nostri e sui suoi canali social.Le prossime uscite saranno invece comunicate nelle prossime settimane, secondo una calendarizzazione che presumibilmente sarà in continua evoluzione… Non vi resta che seguire le pagine!

 


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