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Domenico Giordano

30 Dischi Italiani… per parlare di anni ‘70

Facendo seguito al precedente volume, realizzato insieme a Lucio Decaria, Tutte le frequenze occupate, uscito due anni fa per la medesima casa editrice, nel quale l’autore raccontava la propria vicenda personale in relazione alla sua attività svolta nelle diverse radio private calabresi durante gli anni ’70 ed i primi anni ’80, Domenico Giordano ha approfondito il medesimo periodo nelle pagine di 30 Dischi Italiani… per parlare di anni ’70, ma lo ha fatto con un’angolazione del tutto differente.

Se nella sua prima opera al centro dell’attenzione c’era la radio come mezzo di diffusione musicale e culturale, in questo secondo volume al centro dell’attenzione c’è invece lo sviluppo musicale italiano passato dalla “musica leggera” degli anni ’60 alle forme differenti, e talora più complesse, manifestatesi nel decennio successivo.

Interessante, innanzitutto, è il metodo attraverso il quale lo scrittore e musicologo novarese, ma ormai reggino di (lunga) adozione, ha affrontato l’argomento: trenta album, non necessariamente i più famosi, non necessariamente i più belli, ma certamente i più significativi per l’autore stesso, per la sua vita, per il suo percorso non solo musicale, ma soprattutto di vita, “utilizzati” come innesco per raccontare nel modo più esaustivo possibile ciò che succedeva, allora, “nei pressi” di queste uscite discografiche. Album coevi, artisti simili, oppure chiaramente agli antipodi, un  magma musicale davvero complesso all’interno del quale Giordano ha cercato, riuscendoci, di riannodare i fili della memoria e realizzare un tessuto coerente, esemplificativo di quella che è stata l’evoluzione musicale di un paese che, provenendo dal melodramma, dal “bel canto”, dalla “canzonetta”, tentava di percorrere strade differenti.

Le scelte degli album, e degli artisti, sono assolutamente personali, come detto: fra di esse, alcuni autori che ci si poteva aspettare, Lucio Battisti, Francesco Guccini, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, altri per certi versi inattesi, Osanna (nella foto a sinistra), Biglietto per l’Inferno, Claudio Lolli, Gianfranco Manfredi, Tito Schipa Jr. (in basso a destra), altri ancora decisamente inaspettati, Delirium, Alan Sorrenti, Umberto Balsamo, Chrisma, Loy & Altomare, ed infine alcuni assai poco noti, Antonella Bottazzi e Giuliano Illiani, più conosciuto con il nome d’arte di Donatello

Come evidenziato dai nomi indicati, che non sono tutti, ovviamente, spicca unacertaeterogeneità, a dimostrazione del fatto che, in un periodo in cui l’integralismo musicale, soprattutto fra gli utenti ed i giornalisti di settore, era abbastanza diffuso, c’erano persone che non rinunciavano a ragionare in modo differente. Ed allora, autore per autore, in questo volume troviamo un’accurata analisi degli album presi in considerazione, numerosi accenni ad opere precedenti e/o successive del medesimo autore, paralleli e confronti con altri protagonisti del periodo.

Si delinea così, disco dopo disco, un quadro via via più preciso e definito di un decennio decisivo, in cui la musica italiana è, per certi versi, “diventata grande”, sia sviluppando percorsi autonomi, sia confrontandosi con realtà di altri paesi, prima metabolizzate e poi rielaborate sino a proporre, comunque, esiti spesso originali. 
Gli anni ’70, allora, vengono raccontati da un punto di vista personale, certamente, ma sicuramente privilegiato, da parte di chi è stato sia fruitore che promotore di quanto musicalmente stava nascendo e si stava sviluppando allora.

Per pura pignoleria, un piccolo appunto, che nulla toglie alla validità dell’opera: se è vero che gli artisti considerati sono sicuramente i protagonisti di quegli anni, sarebbe stato interessante, dove possibile, citare anche i musicisti che hanno suonato in quegli album, soprattutto perché hanno sicuramente contribuito, grazie alla propria tecnica ed alle proprie capacità interpretative a valorizzare al massimo i brani in essi contenuti.

Certo, i personaggi proposti ci hanno “messo la faccia”, oltre che le parole e spesso la musica, ma dietro di loro è cresciuta una intera generazione di musicisti di livello assoluto che, probabilmente, in paesi culturalmente più “attenti” avrebbero ricevuto maggiori attenzioni e maggiori riconoscimenti e che invece, da noi, sono rimasti troppo spesso nell’ombra, pur proseguendo la loro attività con carriere longeve e spesso ricche di soddisfazioni.

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In dettaglio

  • Artista: Domenico Giordano
  • Editore: Edizioni Città del Sole
  • Pagine: 217
  • Anno: 2013
  • Prezzo: 15.00 €