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Paolo Jachia

Battiato. Voglio vederti danzare. Gli album e le canzoni (1979-2019)

Franco Battiato è sempre di più un punto di riferimento musicale e culturale del nostro Paese, e la sua morte un anno fa non ha fatto altro che accentuare l’importanza della sua figura e il vuoto che essa ha lasciato. Non stupisce allora che si siano moltiplicate le pubblicazioni che cercano di colmare questa mancanza analizzando e valorizzando la sua opera. Se già in vita il cantautore siciliano era oggetto di reportage, documentari, monografie, approfondimenti, saggi, dopo la sua dipartita è persino diventato difficile districarsi tra le numerose pubblicazioni che lo riguardano, e che abbracciano diversi generi, dai ricordi di amici e collaboratori alle biografie, dal romanzo ai fumetti.

Il libro qui preso in esame,Battiato. Voglio vederti danzare. Gli album e le canzoni (1979-2019)’, scritto da Paolo Jachia dimostra come l’autore conosca bene questa bibliografia pregressa, che nel suo libro cita costantemente, quasi dialogando con essa, ma il suo lavoro occupa un posto ben definito in questa pur interessante messe di scritti, e ha caratteristiche peculiari che lo rendono in qualche modo unico. Il volume è infatti dedicato interamente all’analisi e allo studio dei testi delle canzoni. “Non alla sua musica, non alla sua vita, non al suo originale percorso tra musica cinema pittura balletto, non ai riflessi della sua opera nella mia biografia”, come spiega lo stesso autore nella sua ‘Premessa’. Per ognuno di questi aspetti c’è il volume di qualche altro autore, talvolta più di uno. Quello di Paolo Jachia, invece, è un lavoro filologico ed esegetico, che utilizza gli strumenti della critica testuale e dell’analisi del testo per affrontare delle canzoni che, come appare chiaro dalla lettura del libro, hanno tutte le caratteristiche di ricchezza contenutistica e formale che hanno le opere letterarie. I testi sono analizzati verso per verso, talvolta parola per parola, estraendo da esse la miriade di significati, rimandi, citazioni, sottintesi di cui la genialità di Battiato le ha caricate.

 

Pur essendo suddiviso in capitoli che seguono rigidamente la produzione discografica del cantautore siciliano nel quarantennio 1979-2019 (ogni disco un capitolo, ogni canzone un sottocapitolo) il libro è coeso e coerente, grazie ai continui rimandi tra una sezione e l’altra, a sottolineare la continuità spirituale e artistica in un’opera pur variegata e differenziata come quella di Franco Battiato.
Jachia mette in luce le costanti della produzione del cantautore ma anche gli elementi che hanno costituito una svolta, come l’incontro con il filosofo Manlio Sgalambro, non lesinando talvolta giudizi di valore su testi a suo dire meno riusciti, come un buon critico letterario deve fare. E del resto Paolo Jachia conosce molto bene l’oggetto della sua indagine, avendo dedicato a Battiato già altri quattro studi, e altrettanto bene conosce gli strumenti critici per parlarne, dal momento che insegna da anni Storia della canzone italiana contemporanea e Forme della canzone d’autore in vari Atenei (tra cui il DAMS di Imperia e l’Università di Pavia) e ha tenuto e tiene corsi e seminari sulla “canzone d’arte” italiana.

 

Il suo curriculum non deve però spaventare. Jachia sa condurre analisi approfondite e accurate e allo stesso tempo scrivere pagine di amena e godibile lettura. In certi casi persino didattica, ad esempio quando dedica un approfondimento ai maestri di Battiato, spiegando a grandi linee l’influenza che su di lui hanno avuto personaggi come Gurdjieff o come quando spiega la tecnica di composizione del cantautore, distinguendo tra “collage” e “giustapposizione”, o quando apre una parentesi sul concetto di reincarnazione, così caro al cantautore. Anche in queste digressioni più esplicative, tuttavia, il tono si mantiene lieve, spiegando per brevi cenni in modo da non appesantire la lettura, così che i più fini conoscitori di Battiato non siano infastiditi da cose che già sanno e chi vi si accosta per la prima volta possa ricevere le basi teoriche per seguire le analisi dei testi senza perdersi i dettagli.
Si tratta di un libro ‘enciclopedico’ dal quale si può cogliere ciò che è utile a ciascuno. Chi vuole avvicinarsi per la prima volta a Battiato e conoscerne l’aspetto letterario trova in questo libro uno strumento completo e straordinariamente ricco, chi già conosce il cantautore troverà molte curiosità e chicche preziose, nonché fonti per approfondire ulteriormente la sua opera.

 

Per ammissione dello stesso autore, il libro privilegia il percorso mistico ed etico-religioso di Battiato, e in effetti supporta le proprie affermazioni con numerose citazioni da opere di riferimento del cantautore, come i ‘Frammenti di un insegnamento sconosciuto’ di Uspenskij, il ‘Dizionaro Guénoniano’ di Jean-Marc Vivenza, trattati esoterici, libri di storia delle religioni… e con puntuali citazioni dalle interviste che Battiato ha rilasciato nel corso della sua carriera. Il libro si presenta quindi solido e credibile dal punto di vista teorico, ma lascia spazio all’interpretazione e alle intuizioni dell’autore.

Talvolta l’interpretazione di Jachia di un determinato testo potrà non coincidere con quella di un lettore esperto, come è capitato a chi scrive. Ma sono stati proprio quelli i momenti più interessanti e saporiti della lettura. Grazie a Jachia ci si rende conto, ancora una volta, della ricchezza dei testi di Battiato, dei suoi rimandi audaci, delle sue fonti che attingono alle letture più colte e geograficamente lontane, della sua cultura vivace e amplissima. Il confronto tra le nostre interpretazioni e la lettura proposta da Jachia sarà fonte di riflessioni, di dialogo interiore, di dubbio. In definitiva, ci darà la voglia di approfondire, di leggere, di cercare, di studiare. Come le canzoni di Battiato hanno sempre fatto.

A una simile conclusione arriva anche, nella sua preziosa ‘Prefazione’ al libro, padre Guidalberto Bormolini, il teologo e tanatologo che è stato molto vicino a Battiato nell’ultimo periodo della sua vita e con il quale ha avuto dei proficui scambi di vedute. Il religioso confessa di avere avuto molte richieste di partecipazione dopo la morte di Battiato e di averne accolte poche, tra cui proprio quella di Paolo Jachia, perché il critico “non è andato a ‘scavare’ con ragionamenti nell’anima di Battiato, ma ha cercato piuttosto di sintonizzarsi con essa”, con il risultato che “il Battiato che emerge dal corposo lavoro di Jachia fa innamorare non tanto di lui, ma di ciò che aveva fatto innamorare il grande cantautore”. Un complimento non da poco.

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In dettaglio

  • Artista: Paolo Jachia
  • Editore: Àncora Editore
  • Pagine: 318
  • Anno: 2022
  • Prezzo: 21.00 €

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