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Ambrosia J.S. Imbornone

Brunori Sas. La vita pensata e la vita vissuta

Diciamocelo, vi erano molti motivi per ipotizzare che un outsider come Dario Brunori non potesse arrivare al successo. Ragazzo del profondo sud (è nato a Cosenza) trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Joggi e Guardia Torinese (sempre in Calabria). È vero, va a studiare a Siena Economia e commercio. Ma, appunto, Economia e commercio! Eppure Brunori (con la sua SAS e poi SRL) è uno su mille che ce l’ha fatta. Un po’ per volta il suo stravagante modo di cantare, il suo scandire le sillabe con quell’accento che tanto fa ricordare Rino Gaetano (una somiglianza che, soprattutto nei primi dischi, è anche poetica e un po’ la sua “condanna), la sua ironia fanno breccia in un pubblico (soprattutto quello in età universitaria) e poi nella critica. Quella di Brunori è una carriera in continua ascesa che troverà la definirà consacrazione nel biennio 2017-2018 quando il suo A Casa tutto bene non solo si aggiudica il disco di platino, ma fa anche incetta di premi (Targa Tenco per la canzone La verità, il Pimi Speciale, il Premio Italiano per la Musica Indipendente, il Pivi, dedicato ai migliori videoclip indipendenti italiani, il premio di Musica e Dischi Rivelazione in classifica e infine il premio di Indie Music Like per il brano più diffuso tra le web radio e le radio indipendenti). Seguono, quindi le apparizioni su Sky Arte e un programma tutto suo su Rai Tre.

Di questa straordinaria vicenda ci parla Ambrosia Silvia Imbornone nel freschissimo di uscita Brunori SAS, La vita pensata e la vita vissuta (per i tipi di Arcana). In qualche modo già il sottotitolo espone la tesi di fondo dell’autrice: tutta - o almeno gran parte - della carriera e della vita di Brunori si caratterizza per un sorta di costante contrapposizione tra due forze in antitesi. E sarà, quindi, il caso di dare voce all’incipit della stessa Imbornone: “La musica di Dario Brunori ha ben presto dimostrato di oscillare tra alcune polarità fondamentali; la più importante nei suoi versi è la dicotomia tra la vita pensata e la vita vissuta, tra il desiderio di libertà e la prudenza di chi mette la “camicia sotto il golf” e tiene “l’Aspirina sul comò”, come nel brano giovanile La maglia, tra i sogni di Paolo che cercava l’amore nel primo disco da solista o del Giovane Mario dell’album seguente, dedicato ai Poveri cristi, che inseguiva un miraggio di ricchezza a colpi di gratta e vinci, e di contro la realtà di una vita avara di soddisfazioni e ricca di sacrifici, compresi quelli alienanti dei colletti blu o bianchi, o quelli dell’imprenditore comunque inchiodato alla sua routine burocratica ed economica. Da un lato vi sono i desideri, dall’altro la piattezza e la noia di una vita modesta, oppure le esitazioni e le insicurezze, le paure di chi passa “tutto il giorno a disegnare / quella barchetta ferma in mezzo al mare” e si non si butta mai (La verità, primo singolo del quarto album A CASA TUTTO BENE).

Il binomio vita pensata-vita vissuta indica però anche un’altalena tra la razionalità e l’istinto, tra il proprio lato cerebrale e matematico e il proprio lato sentimentale e poetico, che aveva determinato pian piano per l’artista anche la maturazione di una precisa scelta di vita

Una citazione lunga, mi rendo conto, ma che non poteva essere tagliata essendo perfetta nella sua essenzialità. A questa dicotomia occorrerà poi aggiungere il contrasto tra la vita caotica milanese e i buen retiro di San Fili (in provincia di Cosenza); tra la fatica dello stare sul palco e il richiamo pantofolaio del divano casalingo; tra il sarcasmo e l’ironia soprattutto, (come nota sempre Imbornone) dei primi tre dischi (che non a caso riportano la dicitura “Volume”) e l’amara serietà dell’ultimo lavoro.


Un libro che inizia come una biografia per poi virare bruscamente verso un saggio sull’analisi dell’opera del cantautore calabrese. Ogni capitolo, infatti, rimanda ai dischi del Nostro. La prima parte è una sorta di introduzione al disco preso in esame, in cui si ripercorrono le vicende più prettamente umane che ne hanno determinato la nascita; segue l’analisi minuziosa dei singoli brani che compongono il disco; quindi il resoconto del tour che accompagna l’uscita dell’album. 

Un lavoro, quello di Imbornone, sapiente e documentatissimo in cui oltre a essere citati ampi stralci di interviste del cantautore vengono ripresi anche le recensioni e le considerazioni dei giornalisti musicali. Forse questo è l’unico aspetto che può “appesantire” il tutto, dal momento che l’autrice non riporta in note a fine capitolo le fonti dei singoli inserti. probabilmente questo avrebbe anche permesso al lettore di consultare più agilmente gli articoli citati. Ma si tratta di un peccato talmente veniale che paradossalmente esalta ancora di più il lavoro certosino e prezioso compiuto dalla scrittrice. Va da sé, poi, che il libro non è un semplice e pedissequo riportare giudizi altrui. Imbornone è giornalista troppo attenta e informata (è collaboratrice, tra le altre, di riviste come “Rockerilla” e la nostra stessa “Isola”) per esimersi da valutazioni personali e pertinenti.

Un libro che certo farà la gioia dei tanti fans del cantautore calabrese, ma che consigliamo vivamente anche a chi è lontano da quella scena indie italiana che pure tanto ha dato negli ultimi anni alla canzone d’autore. 

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In dettaglio

  • Artista: Ambrosia J.S. Imbornone
  • Editore: Arcana
  • Pagine: 208
  • Anno: 2019
  • Prezzo: 14.50 €

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