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Omar Pedrini-Federico Scarioni

Cane sciolto – una rock odissea

Omar Pedrini, mente artistica a tutto tondo, rocker per definizione con una naturale propensione ad assaporare tutto ciò che nella vita è gustoso e saporito, si è fatto aiutare da Federico Scarioni per scrivere Cane sciolto, la sua non biografia come direbbe Alice nel paese delle meraviglie, un libro assolutamente da leggere, un racconto, un accavallarsi di storie che intrecciano la musica, da essa nascono per poi diramarsi in mille rivoli. Rock, arte, cultura, cinema, letteratura, enologia, sport, calcio in particolare, donne e bellezze varie: queste le principali attitudini di Omar Pedrini, tutte ben descritte e raccontate in questo libro, che ne fanno una persona prima ancora che un artista decisamente interessante e affascinante. Omar non provoca, è provocazione, sana e bella provocazione: la prima cosa che mostra di sé è la cicatrice che campeggia nella copertina del libro.

C’è chi le cicatrici cerca di cancellarle, Omar invece le rivendica, sono ferite che segnano i ricordi di una vita vissuta sempre intensamente, come un grande amante, innamorato della vita. Quella cicatrice in particolare ha dato una svolta alla sua vita, innanzitutto perché è il segno dell’intervento che ha consentito alla vita di rimanergli attaccata (e durante l’intervento non è nemmeno volata via la sua anima, come Omar aveva raccomandato al chirurgo) e poi perché gli ha dato un tracciato nuovo, inizialmente un po’ più lento, ma nemmeno troppo, e poi più consapevole. Si era nel 2004, all’epoca stava con “una delle donne più belle d’Italia”, Elenoire Casalegno, ma non fu lei a farlo ricoverare, quella è una storia che va bene per il gossip. Dieci anni dopo, nel 2014, in seguito ad un malore dopo un concerto, altro ricovero ed altro intervento “fantascientifico” che regala ad Omar, come la definisce lui, la sua terza vita. Una vita sempre da rocker naturalmente, ma anche da marito innamorato (di Veronica, cui ha dedicato una canzone nel disco Che ci vado a fare a Londra) e da papà affettuoso della piccola Emma Daria, secondogenita dopo Pablo, ora venticinquenne, avuto da Federica. Grande merito per essere riuscito a scovare e a pedinare il fuggiasco Omar va a Federico Scarioni, autore, con Omar stesso, di questo denso volume, la cui trama si allontana dalla classica biografia un po’ barbosa per percorrere le strade del racconto, del viaggio, del ricordo, che inizia con un clamoroso colpo di scena, ma qui ci fermiamo per non rovinare la sorpresa.

Un libro che è una sorta di romanzo popolare, perché affonda le radici nel tessuto realmente popolare del nostro paese, andando a toccare luoghi reali e familiari dove è cresciuto Omar e dove, oggi sempre più di rado, talvolta ritorna: Brescia, il Bianchi, Urago Mella, il Roxi bar, la Zuccherina, il Giardino di Daria. Nel libro c’è il racconto dei tanti incontri importanti di Omar, molti dei quali trasformati in vere amicizie (Ligabue, Red Ronnie, Lawrence Ferlinghetti, Giuliano Sangiorgi, Luigi Veronelli, Noel Gallegher degli Oasis ), dei suoi amici vivi (i gnari di Urago Mella e gli Ultras) e di quelli purtroppo che non ci sono più, come Nove. Un libro che naturalmente è immerso nella musica, scorrono i ricordi, la prima chitarra, il primo maestro (Sandro Gibellini), la prima band con Illorca (Carlo Alberto Pellegrini), i Claxon, poi i Precious Time, la band che vince il concorso per le scuole denominato Deskomusic (da un’idea di Franco Zanetti, amico di Omar e noto giornalista musicale, e Maurizio Matteotti (con Cesare Bertoli e Paolo Salvarani), giornalista del Giornale di Brescia). Ed è proprio dai Precious Time che nascono i Timoria, che lasciano una traccia importante ed indelebile nel rock italiano, con Omar Pedrini anima della band e con la voce importante di Francesco Renga. Dopo anni di successi e di innovazione l’amicizia e l’unione artistica tra Omar e Francesco si spezza e nel libro sono spiegati senza falsi pudori i motivi, che lasciamo scoprire naturalmente al lettore. Non mancano i racconti e gli aneddoti legati ai suoi dischi da solista e alle ultime registrazioni, con tanto di cronache direttamente dallo studio di registrazione, riprese dalla viva voce dei protagonisti. Profondi anche gli squarci che mostrano il cammino di ricerca spirituale di Omar, gli incontri con la comunità induista e con Don Bruno. Un bel libro e una piacevole sorpresa, una modalità nuova per entrare nell’emisfero musicale, che spesso è accessibile solo agli addetti ai lavori. In questo testo invece c’è di più, c’è la musica ma c’è anche (o prima ancora?) il mondo, la vita, l’essere umano con la sua infinita fame di relazioni e di socializzazione e con la sua sete inestinguibile di arte e bellezza. 

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In dettaglio

  • Artista: Omar Pedrini-Federico Scarioni
  • Editore: Chinaski Edizioni
  • Pagine: 349
  • Anno: 2017
  • Prezzo: 22.00 €

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