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Paolo Talanca

Fra la Via Emilia e il West

Dentro l’ultimo libro di Paolo Talanca, critico musicale, insegnante e saggista, c’è il racconto documentato, fluido, illuminante e completo della parabola artistica e umana di Francesco Guccini, storico esponente della canzone d’autore, scrittore e molto altro.

Edito per Ulrico Hoepli nell’autunno del 2019, l’oggetto si presenta in un formato elegante, le pagine patinate, le foto d’epoca che accompagnano il susseguirsi della narrazione, nove capitoli rigorosamente cronologici, più due bonus tracks: un’intervista esclusiva al Maestrone della scorsa primavera, ed una raccolta di pensieri, dichiarazioni, impressioni degli addetti ai lavori, musicisti, critici, colleghi cantautori, che vertono sul medesimo tema: chi è Francesco Guccini? Il tutto racchiuso in poco più di centoquaranta pagine, che si leggono con piacevole interesse, e che gli appassionati e gli estimatori dell’opera artistica del cantautore modenese faranno bene a non lasciarsi sfuggire perché, se non tutti i particolari narrati sono inediti, il fil rouge che ne vien fuori ha tutto il rigore, lo studio, l’approfondimento e la metodologia propria di Paolo Talanca, che nel mondo della critica musicale si è costruito una solida credibilità per le sue precedenti pubblicazioni, fra le quali citiamo “Il canone dei cantautori Italiani” (Carabba – 2017), “Ivan Graziani – Il primo cantautore rock” (Crac Edizioni – 2015), “Cantautori novissimi: canzone d’autore per il terzo millennio” (Bastogi – 2008), innestate su una solida formazione letteraria e sulla passione, nutrita sin dall’adolescenza, e gli studi universitari, verso il filone della canzone d’autore. Nei vari capitoli sono disseminati dei box, che svelano aneddoti, o approfondiscono singoli brani, situazioni, personaggi, in coerenza con la narrazione principale del capitolo.

L’autore, prima di metter penna sui fogli ha viaggiato, ricostruito luogo per luogo le tappe dell’esperienza artistica e umana di Francesco Guccini, dai monti natii dell’Appennino pavanese, al confine fra Emilia e Toscana, alla “piccola città” di Modena, alla maturità dell’esperienza bolognese, fino al definitivo ritorno a Pavana, fra i luoghi dell’infanzia, il mulino, le forre, i casolari, il torrente Limentra, borghi e luoghi descritti anche nell’intervista dall’artista, con tristezza e nostalgia, per via del progressivo spopolamento, e che costituiscono le radici ed i riferimenti costanti della formazione e del suo percorso artistico. È dunque un libro che si nutre del rapporto diretto costruito con Guccini, della visione dei luoghi, oltre che dell’approfondita conoscenza del materiale artistico, in primis i dischi ma, in funzione di questi, anche dei libri di Francesco Guccini, molti dei quali autobiografici, che completano il quadro d’insieme che il libro ci offre.

Il personale consiglio ai tanti “gucciniani doc” che approcceranno al lavoro di Talanca è di ascoltare, mano a mano che i capitoli scorrono, gli album del periodo raccontati in ciascuno di essi, in un percorso di contestualizzazione che, certamente, rallenterà la lettura, ma aiuterà a scoprire o riscoprire sfumature, dettagli, contesti, brani meno noti che la lunga scia di dischi del maestro emiliano ha disseminato lungo il suo glorioso percorso.

Sarà così più agevole ed immediato riscoprire le radici, i luoghi, la poetica di Francesco Guccini, in quel succedersi di fulgidi bagliori che sono i suoi brani, nell’alternarsi degli stati d’animo di “illusione, disillusione e superamento di essa tramite la decenza quotidiana”, e dell’intreccio di queste suggestioni con i temi del ricordo, della memoria e delle radici, veri archetipi della poetica e dell’ispirazione creativa del maestrone, nella cui vita vita privata l’autore entra garbatamente, in punta di piedi, con un approccio meditato e rispettoso del suo percorso familiare e umano, senza perdere in esaustività, ma evitando suggestioni pruriginose tendenti al gossip, buone soltanto per vendere un po’ di copie in più.  

Si può allora concordare pienamente con Gianni Mura, quando, nella sua prefazione a Fra la Via Emilia e il West afferma che “Talanca ha raccontato così in profondità Francesco (vita, opere, pensieri, canzoni, radici) da sconsigliare a chiunque, a me per primo, di avventurarsi sullo stesso terreno. In effetti, questo libro ha il crisma del lavoro definitivo, atteso che il percorso musicale di Guccini è, per le sue stesse ripetute conferme, ormai concluso e definito allo stato in cui è. 

Un libro, per concludere, definitivo e necessario, rigoroso, analitico, mai pedante, che non dovrebbe mancare nelle biblioteche di appassionati ed addetti ai lavori. E, aggiungo, da far leggere a scuola, perché è un lavoro che parla d’arte e d’artista, scritto da uno studioso. Quale luogo migliore, allora, se non quello in cui si forgiano le nuove generazioni? 

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In dettaglio

  • Artista: Paolo Talanca
  • Editore: Hoepli
  • Pagine: 146
  • Anno: 2019
  • Prezzo: 17.90 €