ultime notizie

Santi Scarcella Trio a Trieste il ...

Da Manhattan a Cefalù Cantautore, musicista e compositore, Santi Scarcella (siciliano di origine ma romano d'adozione), proporrà domenica 18 ottobre 2020 a Trieste il suo concerto jazz dal titolo ...

Guido Maria Pavesi

Gli anni belli dei fuggiaschi

Non è soltanto la storia del gruppo mantovano dei Fuggiaschi quella che ci racconta Guido Mario Pavesi, musicista e giornalista, nelle 254 pagine del libro, corredate da molte foto originali e immagine inedite, ma è anche uno spaccato storico di vita, speranze e ideali di quel clima musicale-culturale che si respirava nel periodo compreso tra il 1962 e il 1969 in cui, chi ha vissuto quegli anni, può facilmente identificarsi.

Impreziosito da una bella prefazione di Don Backy, l’autore, che è anche uno dei fondatori della band, ci racconta la storia di giovani accomunati dalla passione di fare musica e che danno vita ai Fuggiaschi, tra conquiste professionali, affermazioni e disillusioni, comunque sempre “on the road”. 

Si parte dal 1962 con la prima band i Delfini, con in repertorio cover degli Shadows, di Duane Eddy, dei Champs, per passare all’incontro fondamentale per la loro crescita, con Don Backy nel 1963, al primo concerto insieme, l’11 dicembre 1963 al Teatro Smeraldo di Milano, come I Fuggiaschi di Don Backy, che sarà l’inizio di un fortunato sodalizio che durerà tre anni, fino alle tournée con base al mitico Hotel Gemma di Riccione, per arrivare poi al disco d’esordio (saranno sei i loro 45 giri alla fine), Nulla di me – Droga, pubblicato per l’etichetta “Ciao Ragazzi” del Clan di Celentano nel 1964, e che è considerato il primo 45 giri cantato da un complesso (beat) italiano e che ci racconta anche una scelta controcorrente: quella di proporre composizioni proprie, in un’epoca dominata dalle “cover”.

Molti gli episodi, gli aneddoti e le testimonianze, sempre con un grande equilibrio tra musica, famiglia e studi, raccontati con semplicità e sincerità: dagli incontri con grandi personaggi della musica non solo italiana, sempre vissuti con grande spensieratezza, alle apparizione televisive, al disco come Black Sheep , un side-project in anticipo sui tempi, ma anche i dolorosi momenti come la morte in un incidente stradale di Aldo Pavesi nel 1965, il commiato da Don Backy nel Natale 1966 in Sardegna, il passaggio alla casa discografica Jolly con gli ultimi due singoli, l’aggiunta dei fiati che li colloca tra i precursori del Rhythm&blues in Italia, fino all’ultima esibizione, il 5 ottobre al Faro della Danza di Cerese (Mantova), dove tutto era iniziato sette anni prima.    

Uno splendido libro che si legge tutto di un fiato, che oltre a raccontare un’epoca che si rivelerà particolarmente significativa per l’evoluzione della musica, è anche una bella e sincera testimonianza diretta dello spirito che animava i giovani in quegli anni in una società in forte cambiamento . Decisamente consigliato.   

 

Share |

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento


In dettaglio

  • Artista: Guido Maria Pavesi
  • Editore: Edikit
  • Pagine: 254
  • Anno: 2020
  • Prezzo: 15.00 €

Altri articoli di Giuseppe Verrini