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Valerio D'Onofrio - Valeria Ferro

I 101 racconti di Canterbury. Viaggio nella storia di una (non) scena

 […] Canterbury era una città piccola, conservatrice, noiosa, clericale, provinciale. Se ne è venuto fuori qualcosa, io credo, ne è venuto fuori come una conchiglia nasce dall’irritazione interna di una conchiglia. Io credo che nella disperazione si possano sviluppare cose interessanti, quando non c’è niente attorno di affascinante […] – Robert Wyatt

Nonostante le parole di Wyatt (nella foto in basso) pesino come macigni la città di Canterbury (nella regione inglese del Kent, divenuta nota per i racconti di Chaucer) è stata tra gli anni Sessanta e Settanta l’epicentro del movimento musicale, noto come scena di Canterbury. Nato dalla commistione di psichedelia, progressive rock, beat, jazz, avanguardia, cultura hippie e spirito dadaista con un approccio molto spesso più ironico e indolente (testi pregni di ironia e mondi surreali) rispetto ai gruppi del progressive-sound classico.
Ne I 101 racconti di Canterbury Valerio D’Onofrio (medico, appassionato di musica e contro-cultura) e Valeria Ferro (dottoressa in beni culturali e appassionata di rock), a differenza di altri “colleghi”, non affrontano l’argomento come una semplice guida all’ascolto proponendo le opere più conosciute ma approfondiscono, con passione e spirito critico, ogni aspetto del Canterbury sound accompagnando il lettore nella comprensione delle dinamiche, spesso anche socio-politiche, che hanno portato alla nascita di detta scena.

Al fine di far comprendere al meglio ogni singola sfumatura dell’evoluzione artistica avvenuta nel corso degli anni è stato seguito dai due autori un ordine puramente cronologico. Il libro ha inizio con i primi esperimenti del Daevid Allen Trio e dei seminali Wilde Flowers seguendo poi tutta una serie di scissioni che hanno portato alla nascita di nuove formazioni musicali (Soft Machine, Caravan, Gong, etc…). Ampio respiro è anche dedicato al manifesto Rock In Opposition di Chris Cutler che gli autori ci ricordano essere stata un’altra caratteristica, probabilmente seminale per lo sviluppo dell’idea che un musicista non possa essere giudicato dal numero di album venduti. Per ogni capitolo che scandisce un momento all’interno della “scena” sono presenti, organizzate in ordine cronologico, 101 schede (di cui 80 relative a gruppi/artisti inglesi e 21 relative alla scena italiana).

Un capitolo ad hoc è dedicato alla descrizione della “Canterbury italiana”, che ricordiamo essere stata negli anni ’70 una scena significativa seppur minoritaria rispetto a quella del rock progressivo. Sono inoltre presenti all’interno del volume: un focus sulla manifestazione Fasano Jazz a cura di Domenico De Mola (direttore artistico della stessa), interviste inedite a Orlando Allen (figlio di Daevid Allen e Gilli Smyth) con a corredo foto rare dei Gong, Antonello Cresti (autore di Solchi Sperimentali), Guido Bellachioma (direttore della rivista PROG) e Claudio Fabretti (direttore di OndaRock).

Un libro interessante che consigliamo a quanti volessero capire meglio, o addirittura scoprire, un periodo importante per la musica internazionale e non.

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In dettaglio

  • Artista: Valerio D'Onofrio - Valeria Ferro
  • Editore: Crac Edizioni
  • Pagine: 304
  • Anno: 2017
  • Prezzo: 18.00 €

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