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Nini Giacomelli

La scuola suonata. Maestronze e genitorazzi

Sarà destino: dopo il libro sul calcio di Claudio Sanfilippo, ecco il vostro recensore alle prese con quello sulla scuola di Nini Giacomelli, paroliera di lungo corso (con Sergio Bardotti, in primis) nonché patronesse della rassegna in Val Camonica. Sarà destino, già, perché come là si parlava più o meno solo di calcio, qui si parla quasi solo di scuola. Che sarà pur “suonata”, ma non nel senso musicale del termine, bensì come un pugile sottoposto alla fatidica gragnola di colpi dall’avversario di turno. Negletta, insomma (e chi può sostenere il contrario, dopo la cura-Gelmini e non solo?), per quanto quel “suonata” si riferisca anche al fatto che il volume ha una sua versione spettacolare, col Quartetto Euphoria a musicare filastrocche e giochi di parole ad esso collegati. Non a caso il libro doveva abbinarsi a un DVD, che un rapido ragionamento sui costi ha riposto fra le belle speranze…
La “cosa”, del resto, possiede una sua dignità assoluta già così, anche grazie alle illustrazioni di Giorgio Tura e Sergio Staino (noti “fiancheggiatori” del nostro cantautorato, fra l’altro). E’ comunque la scrittura, viva, brillante, arguta e puntuta, di Nini a colpire sempre nel segno. Puntuta, in particolare, perché l’autrice si toglie non pochi sassolini (nemmeno troppo “ini”, del resto), offrendo un panorama, quello appunto delle “maestronze” (dobbiamo spiegarvi la crasi?) e dei “genitorazzi” del sottotitolo, che può risultare fin troppo indigesto per chi della scuola e dei suoi artefici/frequentatori conserva ancora – in tanti casi – un’immagine (utopicamente?) positiva, se non altro proprio per tutti quelli che al bestiario di cui questo volume si fa vademecum non ritengono di doversi annettere e sottomettere.
La stessa Giacomelli, del resto, sollecitata in merito, ci ha scritto: “Ho vagabondato nelle Scuole d'Italia in lungo e in largo. Il rapporto maestre/maestronze è di 6 a 4, dato rimediabilissimo. Le prime vittime di maestronze e genitorazzi sono proprio le Maestre e i Genitori. Perché anche il loro ruolo ne risente. Tacendo, la gramigna cresce. Nella prima parte del libro ho cercato di mantenere una penna ironica ma poetica, nella seconda sono stata più caustica, sarcastica, caricaturale. Alle presentazioni del libro c’erano soprattutto maestri, che evidentemente condividono, ma mi è capitato anche di sentirmi dire da una signora ‘sono venuta per sentir mettere alla berlina le maestronze e mi sono accorta di essere un genitorazzo’. Mi pare un buon risultato”.
Per parte nostra, nel consigliarvi caldamente il libro, chiudiamo con uno dei rari passi (pag. 108) in cui la musica entra almeno di sguincio. Passo quanto mai emblematico, alla luce di quanto appena detto. Eccolo: “Si chiude lo spettacolo con la magia della musica di Paolo Ciarchi (che utilizza) qualsiasi oggetto e il suo aspetto da folletto dei boschi lo aiuta. Sono presenti alcune centinaia di bambini. Si distingue una giovane famiglia composta da padre, madre e due ragazzini. Tutti rigorosamente firmati dal taglio di capelli alle scarpe. (…) Uno dei ragazzini, vedendo Ciarchi suonare una sedia e un tubo di gomma, dice rivolto al padre: “Deve essere proprio uno straccione per adattarsi a fare quelle cose lì”. Il padre annuisce e sorride, tronfio del suo status e convinto di sapere tutto della vita. Come spiegare a un padre che il povero è lui?”. Già…  

 

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In dettaglio

  • Artista: Nini Giacomelli
  • Editore: Foschi
  • Pagine: 131
  • Anno: 2011
  • Prezzo: 12.00 €
  • ISBN: 9788866010197

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