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Maurizio Targa

L’importante è proibire. Tutto quello che la censura ha vietato nelle canzoni

La censura: ovvero di come a pensare male si fa peccato, ma molto più spesso si fanno dei gran danni. Anche se, è risaputo, bene o male l’importante è che se ne parli: L’importante è proibire, insomma.
In realtà il saggio di Maurizio Targa, il cui titolo è parafrasi di un ben noto brano vittima di cotanta epurazione, è molto più di questo. L’autore scava nella storia della musica italiana per portare alla luce una considerevole quantità di canzoni più o meno note che, se all’epoca dei fatti potevano far inorridire i (già allora) grigi benpensanti, adesso in realtà fanno sorridere… e anche un po’ arrabbiare, all’idea che frasi o concetti innocenti fossero giudicati e messi in castigo per oltraggio a chissà quale orecchio casto o, spesso, semplicemente per non pestare i calli ad influenti autorità.
La scure della censura ha operato in lungo e in largo nella storia della canzone italiana, spaziando dall’inno nazionale alle sigle dei cartoni animati (quell’anarchico di Capitan Harlock!), dall’opera di cantautori impegnati alle canzonette spensierate, passando per - ebbene sì - brani totalmente strumentali. Sesso, politica e religione sono stati per la maggior parte dei casi gli argomenti tabù, presi di mira da zelanti censori in misura talmente ossessiva da obbligare gli autori ad epurare i loro brani con tagli o, peggio ancora, rimaneggiando intere strofe fino ad alterare completamente il significato dell’opera, spesso con esiti ai limiti dell’assurdo. Divertente ed ironico poi l’approccio alle patologiche acrobazie mentali di chi, preposto ai controlli dei testi nel corso degli anni, ha voluto vedere inesistenti attentati a equilibri sociali, candore infantile e integrità morale: semplici assonanze tra innocue espressioni dialettali e termini scurrili dell’italiano corrente, richiami involontari ad eventi politici del periodo specifico, coincidenze che, lungi dall’essere volute, potevano trasmettere messaggi al nemico (addirittura i “tulipan” – quelli che parlavano d’amore - del Trio Lescano finirono sotto la lente miope della censura radiofonica in tempo di guerra, rei di veicolare chissà quali comunicazioni in codice).
L’analisi di Targa, che non manca di far segnare qualche punto a favore dell’insospettabile Radio Vaticana, spazia anche oltre confine fino ad arrivare alle produzioni musicali statunitensi post-Undici Settembre 2001, fornendo dettagli che hanno dell’incredibile. Per non parlare poi delle copertine dei dischi...
Un volumetto interessante, insomma, pieno di conferme e di sorprese che non vogliamo anticipare per non togliere al lettore il gusto della scoperta.

 

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In dettaglio

  • Artista: Maurizio Targa
  • Editore: Nuovi Equilibri
  • Pagine: 174
  • Anno: 2011
  • Prezzo: 13.00 €
  • ISBN: 9788862221788

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