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Luca Pollini

Musica leggera, anni di piombo

Potremmo definirlo un piccolo compendio di storia, una monografia tematica; sicuramente è un libro che, malgrado le piccole dimensioni, riesce a sintetizzare in modo analitico ed esaustivo il rapporto controverso, a lungo discusso, eppure mai del tutto spiegato, fra la  musica ed il decennio che va dal 1969 al 1979. Anni complessi, anni politicamente, socialmente e culturalmente ricchissimi di idee, suggestioni, stimoli ma anche di contraddizioni, violenza e conflitti molti dei quali irrisolti. 
La musica, in questo contesto, non può essere considerata solamente come la colonna sonora ma, e Luca Pollini lo spiega chiaramente, è stata soprattutto un linguaggio, un linguaggio comune che, all’inizio, ha fornito un numero incredibile di spunti culturali, successivamente ha iniziato a creare durissime contrapposizioni e financo fratture, ed infine ha letteralmente contribuito a polverizzare quell’apparentemente coeso blocco sociale che, usualmente, viene definito “Movimento”.

In Musica leggera, anni di piombo l’autore incardina il racconto a quattro date, fondamentali, che per la storia, e per la musica italiana, hanno rappresentato quattro svolte, quattro momenti chiave: l’attentato di Piazza Fontana, 1969, il terzo Festival del Proletariato Giovanile al Parco Lambro (a destra nella foto), 1976, il Concerto per Demetrio, all’Arena di Milano, 1979 e quello di Bob Marley a S. Siro, 1980. 
Nei primi anni ’70 si passa dal beat disimpegnato degli anni ‘60 alla più complessa ed articolata musica progressiva, mentre contemporaneamente fiorisce la musica popolare di argomento politico e sociale; i dischi non solo si ascoltano, ma si consumano letteralmente il più delle volte insieme; si leggono e si analizzano i testi, si divorano le copertine, i simboli e le immagini che contengono, la musica viene scomposta, quasi vivisezionata, sia dai cultori delle band prog, più inclini a concentrarsi sugli aspetti strumentali, sia dai fruitori della musica cosiddetta “impegnata”, sui significati della quale intavolano discussioni e confronti serratissimi. 
La musica diventa, in ogni caso, un’esperienza unificante, esperienza che, verso la metà di quel decennio inizia a mutare forma: succede che quel detto, “il personale è politico”, coinvolge, ed in un certo senso travolge, non solo il mondo musicale ed i suoi protagonisti, ma anche gli ascoltatori stessi. 

Sono gli anni delle “autoriduzioni”, della musica “gratuita”, dei “processi” agli artisti, degli sfondamenti e dei lacrimogeni ai concerti, quando la musica, da momento aggregativo, diviene una pretesa di appropriazione ed anche un terreno di scontro politico; gli stranieri evitano l’Italia, molti artisti rinunciano a calcare i palchi e questo fino al Concerto per Demetrio Stratos (a sinistra nella foto), tenutosi all’Arena di Milano nel 1979, in cui il Movimento, e la sua valenza culturale, ebbero, contemporaneamente, un ultimo sussulto di dignità artistica ma anche il loro rantolo finale. 

Il concerto di Marley, a S. Siro, l’anno dopo, rappresentò il ritorno ad una certa “normalità”, ma probabilmente fu anche l’inizio di un fenomeno, la musica come “evento collettivo”, la cui onda lunga è arrivata sino ad oggi. 

Un oggetto che, paradossalmente, potrebbe descrivere questo lungo viaggio storico-musicale, sono le cuffie che, da oggetto “da studio” e quindi quasi esclusivamente di lavoro, sono diventate oggi il diaframma che separa il singolo ascoltatore dagli altri; la musica, da esperienza collettiva, ma soprattutto da linguaggio comune, si è via via trasformata in esperienza singolare anche quando sperimentata in un contesto di tipo collettivo, ma questa è storia recente, ed esula dal contesto del libro. 
Restano quei dieci anni, intensi, appassionati, vivaci, probabilmente (anzi, quasi sicuramente) irripetibili, proprio perché frutto di un insieme di accadimenti che sarebbe impossibile riuscire a replicare con la medesima intensità; e la musica, in quel contesto, è stata anch’essa, almeno da un punto di vista culturale, causa ed effetto di quanto è successo.

In queste centocinquanta pagine si possono cogliere suggestioni, contraddizioni, slanci, contrasti, tutti elementi che hanno reso i magmatici anni ’70 uno spontaneo laboratorio creativo. 

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In dettaglio

  • Artista: Luca Pollini
  • Editore: No Reply
  • Pagine: 149
  • Anno: 2013
  • Prezzo: 12.00 €

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