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Laura Parodi

Trallalero!

È stato da poco ripubblicato dai tipi di Pentagora, in un’ edizione ampiamente riveduta, il piccolo quanto preziosissimo libro di Laura Parodi: Trallalero! Il canto di Genova: storie e testi. 

Cos’è il trallalero? Probabilmente la forma di canto vocale polifonico popolare più importante di Genova e del suo entroterra. Chi è Laura Parodi? Probabilmente la più eminente studiosa di canto tradizionale ligure (e non solo) e splendida cantante essa stessa. Basterebbero questi pochi dati a spiegarci l’importanza di questo volumetto? No, perché il trallalero è uno di quei gioielli incastonati nella memoria collettiva che rischia di essere fagocitato dall’irrompere della modernità. Ancora più in una regione, quella ligure, tra le meno dialettofone d’Italia. Come ricorda Gino Paoli (la testimonianza è in esergo del primo capitolo): “Si potrebbe parlare di fenomeno culturale che si va perdendo insieme alla vera maniera di parlare in dialetto. Si potrebbe parlare di vero fenomeno musicale, con le origini della cantata ligure dalle sue origini marine e della sua struttura armonica. Si potrebbe parlare di tante cose ma preferisco parlare di amici che quando cantano mi fanno sentire l’aria di casa mia e mi fanno dire con affetto: anche io sono genovese”. E davvero forse parole migliori non ci sono per spiegare cosa è il trallalero. Un fenomeno certo musicale e culturale ma strettamente legato al mondo della convivialità e dell’osteria. Si badi, quando si dice questo non si vuole certo sottostimare il valore, appunto, artistico del trallalero. I suoi interpreti sono, infatti, straordinari vocalisti che “trasformano” la loro voce in strumento musicale. Ma come è composta una squadra di trallalero? La formazione-tipo in genere conta dai sette ai novi elementi: o primmo, un tenore (o voce guida); o contrabasso, un baritono; o contraeto, voce in falsetto; a chitara, voce anch’essa baritonale ma con timbro marcato e nasale; i basci, i bassi. Fino al 1920 i trallaleri - il nome deriva dalla presenza in ogni canzone di un verso in cui si vocalizzano le sillabe tra-la-la - avevano un repertorio prettamente popolare; quindi il musichiere si è arricchito di canzoni d’autore (il più importante scrittori di trallaleri “colti” da questo punto di vista sarà probabilmente Mario Cappello, l’autore - tra le altre - di quello che col tempo diventerà il vero e proprio inno di Genova: Ma se ghe penso). 

Il libro di Laura Parodi ha il grande pregio di immergerci in un modo che sembra ormai scomparso, ma che forse non lo è del tutto. Potrebbe restare un po’ spiazzato il lettore che si aspettasse di trovare raccontata una vera e propria storia del genere, perché in realtà l’autrice dissemina le pagine di suoi personalissimi ricordi. Ma è tale la sua competenza e così ricca la sua carriera che alla fine se ne ricava ugualmente una storia del trallalero. Nel corso della sua vita Parodi ha avuto modo, infatti, di incontrare tutti i principali esponenti del genere, insieme a grandi studiosi della materia come - giusto per fare un nome - Edward Neill, uno dei più autorevoli studiosi della musica popolare (fondatore, tra le altre cose, dell’Istituto di Studi Paganiniani).

Il tralallero morto, quindi? No di certo! Perché Laura Parodi - una delle primissime, probabilmente la prima, donne trallalero - ha continuato in questi anni ha organizzare eventi culturali, a recuperare testimonianze e canzoni. E per certi aspetti questo volumetto - che raccoglie nella seconda parte il repertorio dei versi delle canzoni e un CD - ne è una testimonianza. Preziosa. 

(La foto di Laura Parodi è di Giovanna Cavallo)

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In dettaglio

  • Artista: Laura Parodi
  • Editore: Pentagora
  • Pagine: 170
  • Anno: 2018
  • Prezzo: 15.00 €